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Auger-Aliassime sposa le ambizioni di Ljubicic. E Sinner? Le ipotesi per il futuro

Jannik sarà chiamato a scegliere in futuro l'erede di Cahill. Punterà al super-coach amico, Seppi, o una star come Norman, Agassi o Murray?

| 02 ottobre 2026

Felix Auger-Aliassime in Davis Cup by Generali (Getty Images)

Felix Auger-Aliassime in Davis Cup by Generali (Getty Images)

Ivan Ljubicic che diventa coach, non super-coach, di Felix Auger Aliassime sembra uno scippo a Jannik Sinner. Almeno in prospettiva post-Darren Cahill, il super allenatore australiano specialista in numeri 1 del mondo che ha già prorogato di un anno l’addio al circuito rimanendo legato al Profeta dai capelli rossi almeno fino a dicembre, per dedicarsi poi, finalmente, anima e corpo, alla famiglia. Succederà a gennaio, a meno di clamorosi ripensamenti.

E il bosniaco, figlio adottivo di Riccardo Piatti ancor più di Sinner, che il tecnico comasco ha allenato dai 13 ai 20 anni all’Academy di Bordighera, sembrava fatto apposta per subentrare nel team dell’altoatesino senza scossoni. Anche perché risiede a Montecarlo come Jannik, è stato un grande specialista del servizio - arma fondamentale nel gioco moderno e chiave del cambio di qualità dell’azzurro - ha saputo rivitalizzare persino Roger Federer nella tecnica e nel morale, e conosce bene non solo la lingua italiana ma l’ambiente e i suoi protagonisti.

Felix Auger-Aliassime (IG)

Felix Auger-Aliassime (IG)

LJUBICIC DA AUGER-ALIASSIME DOPO FEDERER

Forse “Ljubo” voleva di più. Sia come entità di sfida, sia come ruolo. Perché Aliassime è il massimo prospetto finora inesploso in proporzione alle potenzialità tecno-fisiche, spingendo addirittura zio Toni Nadal a rimettersi in discussione come allenatore dopo la straordinaria esperienza con Rafa. Anche lui, però, ha sbattuto la testa contro quello che sembra il reale ostacolo di Felix dal gran servizio-dritto: il cuore, o almeno la capacità di riuscire ad esprimere  quel che ha dentro, in termini di cattiveria agonistica e fame di successi.

Paura, per dolcezza d’animo, per sfiducia? Chissà. Forse proprio quest’aspetto ha motivato l’intelligente e volitivo Ivan che è arrivato addirittura al numero 3 del mondo, a fronte di mezzi tecnici non eccelsi. Insieme alla possibilità di ripartire da zero, come allenatore, con un giocatore sicuramente motivatissimo, a 26 anni, già capace di arrivare fra i primi 5 del mondo e di aggiudicarsi 9 tornei ATP, che vuole azzerare quanto fatto finora con coach Fontang e realizzare finalmente i suoi sogni.

Con la possibilità per il bosniaco di passare alla storia come l’uomo che ha rilanciato la carriera di vertice di Aliassime, dopo aver recuperato rovescio e fiducia al Magnifico Roger Federer, facendogli battere di nuovo il rivale Rafa. Mentre magari, legandosi a Sinner, che è già fatto e finito come campione e ha sposato coach Simone Vagnozzi, il campo d’azione di Ljubicic sarebbe stato molto minore sia come spazio di manovra che come possibili risultati. E, quindi, soddisfazione personale. 

Ivan Ljubicic (foto Getty Images)

Ivan Ljubicic (foto Getty Images)

SINNER E LE SCELTE PER IL FUTURO

Ljubo e Jannik sono poi forse fin troppo vicini, per come vivono e leggono il tennis, ed è possibile che  Sinner, dopo essere salito al numero 1 del mondo, forte di 30 urrà sul circuito pro, fra cui 5 Slam, dopo “papà” Cahill (61 anni), cercherà come super-coach un personaggio diverso dal 47enne Ljubicic, peraltro sempre legato al ruolo di talent tv e quindi dei media.

La scelta  del Profeta di capelli rossi potrebbe cadere su un coach-fratello, come il 42enne Andreas Seppi, altoatesino come il più grande tennista italiano di sempre e come lui sradicato dai suoi monti dall’occhio attento del maestro Massimo Sartori. O potrebbe essere un ex campione Slam, come Andy Murray, l'ex coach di Stan Wawrinka, Magnus Norman, o Andre Agassi, dal gioco tanto simile a quello di Sinner, un personaggio di esperienza e carisma che aggiunga davvero quel qualcosina in più con cui fare un ulteriore salto di qualità.

E comunque gestire al meglio i momenti topici dei grandi match nei grandi tornei. Lo scopriremo solo vivendo.

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