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Stoccarda, bentornato Nick!

Assente da gennaio e con sole sei partite in singolare giocate negli ultimi tre anni, Kyrgios ha esordito con una vittoria nel torneo tedesco destando buone impressioni

di | 09 giugno 2026

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Evidentemente convinto che il tennis d'alto livello sia come l'andar in bicicletta - una volta imparato non lo si dimentica più - Nick Kyrgios a sei mesi di distanza dalla sua unica apparizione del 2026 in quel di Brisbane (sconfitta all'esordio contro Kovacevic) si è ripresentato privo di ranking e grazie a una wild card in quel di Stoccarda, torneo che in passato gli valse ben due semifinali (2018-2022), desideroso di scoprire se oltre "a far quanti più soldi possibili" quest'ultima fase della sua carriera potesse regalar lui soddisfazioni tali da poter immaginare un tramonto che all'immagine di showman riuscisse a sovrapporre anche lampi di quel talento e di quella classe che ormai dieci anni fa gli valsero il suo miglior ranking da n.13 del mondo.

Correntin Moutet, in tal senso, era il miglior avversario cui potesse ambire. Pochi centimetri e molta creatività ad animar il suo tennis, una propensione allo spettacolo che spesso lo ha consegnato a figure imbarazzanti e una tenuta mentale da cui aspettarsi lì e là qualche blackout su cui poter organizzare un piano di gioco che alla condizione fisica privilegiasse invece le fiammate e le soluzioni a sorpresa. Orchestrata su tal copione, la partita si è messa sin dall'inizio sui binari prediletti dall'australiano, e tra i due giocolieri alla fine ad uscirne vincitore è stato quello dotato di più trucci nel suo cilindro, Kyrgios, impostosi in due set col punteggio di 63 64.

Sorretto da un bel servizio (84% finale di punti dalla prima) e affine al gioco sull'erba, l'aussie ha avuto gioco facile sin dall'avvio grazie a un break che gli ha consentito di portarsi sul 3-0 e da lì continuare a scaldare gli ingranaggi. Ed effettivamente, complice anche l'ostinazione del francese nel voler continuare a giocar sotto ritmo senza porre quesiti più complicati al suo rivale, Kyrgios si è via via trovato sempre più a suo agio tra vincenti (24), tocchi pregevoli, variazioni e accelerazioni improvvise. Assente il gioco a rete, fondamentale che tornerà lui utile quando opposto a chi riuscirà a sostenerne i colpi, ma di cui oggi non si è sentita la mancanza. 

Il break in avvio di secondo set è stato lo squillo su cui anche Moutet ha iniziato a innervosirsi, perdendo in concentrazione e in quel po' di misura e logica che era sin l' riuscito a mettere in campo. E così gli ultimi game sono filati via lisci e senza increspature, con Nick in costante ascolto del suo fisico e felice di aver ritrovato sensazioni che in molti avevano date ormai spente definitivamente. Sarà stato vero tennis? Al giapponese Shimabukuro, suo avversario al secondo turno, l'ardua sentenza. 

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