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ATP Shanghai: fuori Alcaraz, Tsitsipas batte Fritz

Va completandosi il tabellone degli ottavi di finale del Masters1000 cinese. Lo spagnolo cede a Bergs in due set, mentre il greco continua a lanciare segnali di ripresa e Jodar a collezionare vittorie prestigiose. In serata eliminato anche Fils

12 ottobre 2026

Stefanos Tsitsipas (Getty)

Stefanos Tsitsipas (Getty)

Dopo un lungo attendere e un ritorno fiammeggiante che l'aveva visto approdare ai quarti a Flushing Meadows per poi confermarsi campione a Tokyo, Carlos Alcaraz comincia a pagare i primi dazi alla lunga inattività e a una condizione che andrà inevitabilmente rifinendosi nelle prossime settimane, incappando in una sconfitta in due set per mano di Zizou Bergs: 75 76(4) il punteggio finale in favore del belga, che centra così la sua seconda vittoria in carriera contro un top5, dopo quella ottenuta l'anno scorso agli US Open contro Jack Draper(5), nonché la terza contro un top10.

 

Non ha tremato Bergs, né al servizio né quando chiamato a misurarsi nello scambio, imponendo spesso il suo ritmo forte di percentuali solide alla battuta e favorito in parte da una scarsa vena dello spagnolo. Affaticato, poco lucido e poco preciso: troppe le aree del gioco da poter colmare con il solo talento, specialmente contro un rivale giovane e pimpante come il belga, propenso di suo e ispirato quando chiamato a confrontarsi contro rivali di tale caratura. E' stato lui il primo a trovare il break nel primo set, una doccia fredda che ha contribuito a destare Alcaraz e a farlo reagire immediatamente ma non a tenerlo vigile e altrettanto accorto nel prosieguo del set. I frequenti errori (saranno 16 i gratuiti a fine parziale) oltre a raffreddarne l'esuberanza hanno finito con l'infondere ancora più fiducia alle iniziative di Bergs lanciandolo così coraggiosamente all'assalto del suo servizio nell'ultimo game disponibile per poi chiudere sul 7-5 la prima frazione al terzo tentativo.

Preso atto delle poche energie a disposizione, Alcaraz ha provato con orgoglio a restare in partita in un secondo set condotto spalla a spalla, finendo col subire il break che ha portato Bergs alla battuta per il match. Spalle al muro, la reazione dello spagnolo, autore di soli 9 vincenti nel secondo parziale, si è tradotta in un salvifico controbreak, utile a prolungare la contesa al tie-break ma insufficiente per poter pensare di invertire l'inerzia di un match che Bergs è stato bravo ad intestarsi nel momento in cui tutto - atmosfera, rivale, intensità e posta in palio - poteva renderne invece più complicata la conclusione.

Non scherzava affatto Stefanos Tsitsipas quando, dop la vittoria al turno precedente contro Luciano Darderi, andava ripetendo di sentirsi nuovamente in forma e fiducioso nei suoi colpi, solido nella testa e senza troppe turbe a distrarne il rendimento. Che sia solo il ritorno tra le braccia di Patrick Moratouglu il segreto di questo cambio di rotta non è dato sapere, ma il successo ottenuto dal greco contro Taylor Fritz in rimonta è uno squilla che di certo non va ignorato. 

"Sì, è una dichiarazione, un attestato, una grande vittoria contro un giocatore ormai ai vertici del circuito da molti anni - ha dichiarato Tsitsipas in conferenza stampa - Sapevo che sarebbe stata difficile, specialmente sul servizio: è facile perdere la concentrazione anche solo per pochi secondi e non ritrovarsi più in controllo della propria battuta e sotto di un break. Sapevo però che avrebbero potuto esserci un paio di occasioni, pochi punti in cui provare a fare qualcosa, ed è ciò che è accaduto verso la fine del match e sono contento di come sia riuscito mentalmente a farmi trovare pronto e a toglierli il servizio proprio in quel momento".

Perché colto recuperando (36, 75, 63), e quindi stringendo i denti e non cedendo alla frustrazione; perché nel secondo set, quello che Tsitsipas non doveva sbagliare, il suo rendimento ha toccato picchi che da tempo non era solito frequentare tra ace (8), prime vincenti e il 90% di punti ricavati dalla sua prima palla. un rendimento che è stato anche il viatico per un terzo set di altissimo livello, eccitato sulla sua coda da un imprevisto che non ha però contribuito ad alternarne l'esito. Se contro Darderi a infastidire le operazioni era stata una scarsa illuminazione, stavolta è stato Fritz - involontariamente - a dare il suo contributo vedendo scivolar via dalla sue tasche per due volte consecutive una palla da gioco, costringendo così il giudice di sedia a far ripetere il punto. 

Alla fine sono stati necessari ben 19 punti giocati, e tre match point annullati dall'americano per mandare agli archivi l'ottavo game del terzo set, non senza qualche strascico di nervosismo. Un minuto e poco più è stato invece il tempo necessario a Tsitsipas per chiudere definitivamente il match nel game successivo. A conferma di un giocatore ormai ritrovato e deciso a concentrare le sue energia migliori a quel che accade in campo. 

Battendo Pablo Carreno-Busta in tre set col punteggio di 63 46 61, Felix Auger-Aliassime si è portato a un match dal confermare il quarto di finale colto l'anno scorso a Shanghai dando così nuovo impulso alla suo rincorsa per un posto alle Nitto ATP Finals di novembre. Il canadese occupa al momento la posizione n.14 della Race, distante 415 punti da Novak Djokovic, titolare della nona e ultima posizione utile alla qualificazione. 

Felix, da sempre a suo agio nell'indoor, si è progressivamente scaldato chiudendo il match con l'80% di punti ricavati dalla sua prima e andando a segno più di una volta su due rispondendo alla seconda dello spagnolo. Da segnalare i 37 gratuiti messi a segno, il triplo di quelli fatti registrare da Carreno-Busta, a conferma di un atteggiamento aggressivo e propositivo mantenuto dal canadese per tutto il match, incappato solo in un passaggio a vuoto in avvio di secondo set, quando a secco di prime si è visto sfilare il servizio dal n.65 del mondo, bravo a respingerne gli assalti nell'ultimo game del parziale.

Ad attenderlo troverà il norvegese Casper Ruud (7-4 i precedenti in favore del canadese) che ha dismesso in agilità l'americano Learner Tien col punteggio di 64 76(3). A secco di risultati in una stagione che lo ha visto disputare una sola finale - a Roma contro Jannik Sinner . Ruudha così centrato la sua trentesima vittoria in stagione su una superficie da sempre lui ostica e su cui al netto di otto finali giocate è riuscito a cogliere due soli titoli: nel 2021 a San Diego il più datato, bissato da quello vinto a Stoccolma l'anno scorso. 

13 ace, il 90% di punti dalla prima, nove palle break costruite (di cui solo una convertita) e 34 vincenti testimoniano comunque delle sue buone intenzioni tanto per il Masters1000 cinese quanto per l'ultimo rettilineo della stagione. La scarsa vena di Tien al servizio ha di certo facilitato il suo compito, e chissà quale sarebbe stato l'esito del match se l'americano fosse riuscito ad abbinare alla sua consueta freddezza sotto pressione anche quel po' di pericolosità in più da aggiungere a un arsenale di colpi sporcato nell'occasione da ben 25 gratuiti. Ma a 20 anni, da n.17 del mondo e con un best ranking da n.12, Tien ha tempo e carte in regola per correggere anche questi dettagli e ripresentarsi al via dei due ultimi ATP500 in calendario: Vienna e Basilea.

Fino al penultimo game del match, quello strappato a zero da Rafa Jodar a Jiri Lehecka, i due avevano messo a segno lo stesso numero di punti: 103. Due giocatori, lo spagnolo e il ceco, entrambi in top20, dagli stili equivalenti: più esplosivo a tratti Jodar, più completo e regolare Lehecka. A condannare il ceco, autore di 10 ace e di statistiche complessivamente migliori di quelle fatte registrare dal giovane spagnolo, sono stati i ben 46 gratuiti concessi che né il gioco a rete (frequentato e declinato con successo), né il rendimento in risposta sono riusciti a bilanciare.

Fatale è stato per lui il decimo game del terzo set ceduto a zero al suo rivale, giunto dopo oltre due ore e mezza di gioco che Jodar ha poi capitalizzato nel gioco successivo chiudendo il match al secondo tentativo utile. Per Jodar continua quindi il sorprendente 2026 che lo ha visto attestarsi sul circuito e che dopo una primavera in cui al titolo vinto a Marrakech era riuscito ad abbinare prestigiosi piazzamenti nello swing sulla terra battuta, ha saputo trarre anche dall'estate e dall'autunno trascorsi sul cemento fiducia e vittorie con cui continuare a puntellare il suo status di giovane (appena 20 anni) destinato a scrivere la sua storia sul circuito. Ma ancor prima che traguardarsi alla prossima stagione, Jodar ha ora nel mirino l'accesso ai quarti (sarebbero gli ottavi della sua stagione) contro il vincitore del match tra Arthur Fils e Botic Van De Zandschulp.

Esce di scena a sorpresa anche Arthur Fils, sconfitto in due set da Botic Van De Zandschulp (75, 64). E' una brutta battuta d'arresto quella del n.11 del mondo francese, a soli cinque punti dalla top10 e costretto ora ad attendere l'esito del torneo di Daniil Medvedev, disfattosi facilmente del ceco Dalibor Svrcina (62, 63), da cui lo separano 105 punti nella Race per Torino. Il russo, con De Minaur e Jodar, potrà quindi ora provare a limare il gap per un ultimo mese di stagione in cui in quattro si contenderanno gli ultimi tre posti disponibili per le Nitto ATP Finals.

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