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ATP Shanghai: Jodar battuto, esulta Davidovich-Fokina

Nel derby spagnolo andato in scena nella finale del Masters1000 di chiusura dello swing asiatico ad imporsi è lo sfavorito dal pronostico, ostinato nel recuperare un match che dopo il primo set pareva ormai avere un copione scontato

| 18 ottobre 2026

Alejandro Davidovich-Fokina (getty)

Alejandro Davidovich-Fokina (getty)

Alejandro Davidovich-Fokina b. Rafa Jodar 16 76(5) 64

Una finale, un derby spagnolo, un confronto tra due giocatori autori di una stagione fenomenale sia pur con tutti i distinguo del caso. Di Rafa Jodar tanto si è detto: della sua ascesa dal n.165 del mondo al suo ormai imminente sbarco tra i top10, traguardo che il ventenne verosimilmente bisserà anche con la sua prima qualificazione alle Nitto ATP Finals; e così Davidovich-Fokina, una carriera a inseguire un titolo tra delusioni e finali sfumate fino a questo 2026 di gloria in cui è finalmente riuscito a cogliere non uno, ma due allori tra Maiorca e Chengdu. E a spuntarla alla fine è stato l'underdog, Davidovich, a conferma di come l'ostinazione quando ben irrobustita possa ancora imporsi sul talento: 16 76(5) 64 il punteggio finale in favore del prossimo n.13 del mondo nonché 14 del Race per Torino.

E molta ostinazione è servita a Davidovich per ribaltare un match che si era aperto all'insegna di un vero e proprio show da parte di Jodar: un primo set condotto in grande stile, illuminato da una raffica di vincenti e rilanciato da risposte che hanno smorzato sul nascere qualsiasi tentativo di reazione da parte del suo rivale. Risultato un 6-1 prodotto in meno di mezz'ora che lasciava ben poca immaginazione per quello che avrebbe potuto essere il prosieguo del match.

E invece, affatto a disagio dal dover fronteggiare una situazione simile, Davidovich ha cominciato a ricostruire gioco e fiducia, punti e con loro la possibilità di riaprire un match tutt'altro che chiuso. Perché se sollecitato anziché lasciato libero di far le sue scorribande, anche il gioco di Jodar si è rivelato fragile e attaccabile, coraggioso quando messo alle strette ma ugualmente vulnerabile. E la prova si è avuta nella seconda metà del secondo set, quando i due dopo essersi scambiati dei break hanno inanellato ben sei palle break nei game successivi nel tentativo di sfuggire a un tie-break che per entrambi avrebbe potuto nascondere delle insidie. E se il parziale si è poi chiuso con un bilancio di 54 punti vinti a testa, a rompere l'equilibrio è stato un gratuito (il 21°) concesso da Jodar nel penultimo scambio del breaker.

Il match era ormai girato, e Davidovich è andato subito a prendersi il break in avvio di terzo parziale. E merito qui va riconosciuto a Jodar di aver accettato il momento no che stava vivendo senza però farsene sopraffare, insistendo a ricercare quelle sensazioni che lo avevano accompagnato tanto nel primo set quanto nelle fasi precedenti del torneo. Di diverso c'era però una condizione comprensibilmente in calo, complice la partita n.72 in stagione giocata dal talento spagnolo, incappato anche in una brutta storta per poi venir assillato da dolori muscolari e una stanchezza che alla lunga ha finito col bagnarne le polveri. E così a festeggiare è stato Davidovich-Fokina, autore di soli 17 vincenti a fronte di 40 gratuiti concessi e di ben 12 palle break affrontate. Per un primo titolo in un Masters1000 in carriera che oltreché una ricompensa suona anche come un monito per il suo giovane predestinato rivale: oggi protagonista indiscusso della stagione, domani chiamato a riconfermarsi e a rialzarsi quando punti ranking e ispirazione saranno più difficili da ottenere. Davidovich-Fokina, lui sì, sa come si fa.

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