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Doha, Alcaraz: "Qui per continuare a crescere"

Lo spagnolo, numero uno del mondo, torna in campo dopo il successo di Melbourne: "Tutti ormai mi studiano cercando di capire come battermi". E sulle sue chance nel torneo: "Penserò a una partita alla volta"

16 febbraio 2026

Carlos Alcaraz (Getty)

Carlos Alcaraz (Getty)

Poco meno di tremila punti di vantaggio nel ranking e un quarto di finale da provare a difendere, e perché no, migliorare, per presentarsi così al via del Sunshine Double con lo status di numero uno del mondo rinforzato tanto nei numeri quanto nelle convinzioni. E' con questo spirito che Carlos Alcaraz si appresta a fare il suo esordio nell'ATP500 di Doha, prima uscita del murciano dopo il successo di gennaio in Australia che gli è valso la chiusura del Career Grand Slam.

"Comprendo bene di aver avuto sin qui molto successo vincendo i tornei più importanti al mondo - ha dichiarato Alcaraz nel corso del suo media day - Mi vedo però ancora con dei punti deboli. So che molti giocatori mi stanno studiando per cercare di capire come provare a battermi". 

Ad attenderlo al primo turno ci sarà il numero uno di Francia, Arthur Rinderknech (n.30),  finalista l'anno scorso a Shanghai da wild card e costretto a inchinarsi nell'ultimo atto solo a suo cugino, il monegasco Valentin Vacherot. Nonostante un bilancio di quattro vittorie in altrettanti precedenti, Alcaraz è apparso cauto riguardo al debutto che l'attende: "So quanto ogni partita possa essere difficile. Il tabellone qui è davvero tosto per essere un ATP500, fin dal primo turno avremo match interessanti e io penserò a una partita alla volta e vedremo poi fin dove riuscirò ad arrivare". 

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Reduce dalla separazione con il suo storico coach, Juan Carlos Ferrero, e da tutti atteso al varco del primo torneo del 2026, coinciso per lui con il settimo Slam in carriera, il murciano si presenterà a Doha con un record immacolato di 7-0 desideroso di allungare ancora la sua striscia ma non solo: "Io e il mio team siamo venuti qui fissando alcuni obiettivi per questo torneo - ha confidato ancora il murciano - Non abbiamo parlato del risultato ma ci siamo concentrati invece sul processo di crescita: ci sono cose che voglio davvero provare a fare meglio, sviluppare il mio gioco, e iniziare a farlo fin da qui"

Che si tratti di un approccio teso ad alleggerire le aspettative che inevitabilmente accompagneranno le sue uscite nel corso della stagione, o di semplice pretattica è presto per dire. Alcaraz dal canto suo, dopo aver confidato lo spirito con cui approcciarsi al torneo, è tornato a recitare la parte del leader umile e della formichina laboriosa: "Penserò a un match alla volta. Dovessi arrivare in finale sarebbe stupendo, ed è quello che proverò a fare, ma non voglio cominciare a pensarci così in fretta, meglio vivere una giornata alla volta". A partire da domani, quando di là dalla rete ci sarà Rinderknech a organizzare il primo agguato alla sua leadership.

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