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ATP Almaty, in semifinale sarà sfida Bublik-Medvedev

Va definendosi il quadro delle semifinali dell'ATP250 kazako: il russo affronterà il padrone di casa, autore di una rimonta in tre set contro Khachanov. Nella parte bassa Basilashvili sfiderà Tsitsipas

| 23 ottobre 2026

Daniil Medvedev (Getty)

Daniil Medvedev (Getty)

Quando c'è da andare a caccia di punti preziosi per rafforzare la propria candidatura alle Nitto ATP Finals di fine stagione, quella formichina di Daniil Medvedev non è certo tipo da storcere la bocca voltando le spalle a tornei di calibro minore, ATP250 dai tabelloni sulla carta più abbordabili e in grado di dar lui quelle vittorie necessarie con cui scrollarsi di dosso una concorrenza mai così accesa come quella che si presenta oggi a meno di un mese dal via del torneo. Dopo aver centrato poche settimane fa ad Hangzhou il suo ventiquattresimo titolo in carriera, il russo testa di serie n.1 del seeding è approdato alle semifinali dell'Almaty Open in Kazakhstan battendo in due set il francese Terence Atmane col punteggio di 64 64 e affronterà in semifinale Alexander Bublik, vincitore contro Karen Khachanov in tre set col punteggio di 46 76(5) 76(5).

"Non è facile giocare contro Terence - ha poi dichiarato Medvedev a fine match - Ha un gran servizio, ottimi colpi e sono dovuto restare ben dentro il match e trovare qualche buon passante  e dei bei vincenti (saranno 13 col solo dritto per lui) per impormi".

Certo affaticato per via dei tre tie-break giocati ieri contro Mattia Bellucci, Atmane è stato fin dall'avvio stretto nella morsa di scambi creata da Medvedev da cui più volte ha cercato di liberarsi, optando sovente per le discese a rete, col risultato di venir però puntualmente trafitto. Attento come sempre, il russo ha atteso il momento buono per salire d'intensità alternando game in risposta sonnacchiosi ad altri declinati invece all'insegna della pericolosità. E così, dopo aver visto sfumare le prime due palle break, decisive sono state le successive due chance costruite dal russo nel settimo game, sufficienti per garantirgli un primo set e un bonus di fiducia subito incassato nel primo game del secondo parziale. 

Da lì in poi è stato come assistere a un gatto che gioca col suo gomitolo, con Medvedev nei panni del felino e Atmane suo malgrado costretto a prestarsi ai suoi capricci. Che, nell'ordine, lo hanno visto: aumentare ancora la pressione costruendosi altre due palle break, rispondere sempre più lontano dalla linea di fondo, costringere il francese a vorticosi scambi di 20 e più colpi dai quali farlo uscire ancor più frastornato e chiamarlo ripetutamente a compiere prodezze con tassi di rischio troppo alti per le sue ambizioni di rimonta. La vittoria è arrivata così, naturalmente, e dà al russo pochi ma preziosi punti con cui continuare a blindare la sua sesta posizione nella Race per Torino e per l'approdo a un Master cui a fine settimana mancherebbe ormai solo l'ufficialità.

L'altra semifinale vedrà invece opposti Nikoloz Basilashvili e Stefanos Tsitsipas (1-3 il bilancio degli scontri diretti in carriera in favore del greco). Nella sfida tra veterani contro il francese Adrien Mannarino, il georgiano Basilashvili ha finito con l'imporsi col punteggio di 63 61 in poco più di un'ora di gioco bissando così la semifinale giocata a Chengdu a fine settembre, la prima dopo quattro anni di digiuno trascorsi dalla sua ultima affrontata a Doha nel 2022. Una prestazione impeccabile, quella offerta da Basilashvili, con l'80% di punti ricavati dalla prima, tre palle break annullate e oltre il 50% di punti rispondendo alla seconda di Mannarino. 

Cruciale, perché dal peso diverso rispetto agli altri game, è stato quello che ha regalato al georgiano il primo set: il più lungo del primo parziale, affrontato con un break di vantaggio e nel corso del quale il n.128 del mondo è stato costretto ad annullare ben due palle break prima di chiudere il conto alla seconda chance utile a sua disposizione. Assicuratosi il vantaggio e centrato subito il break in avvio di secondo set, Basilashvili ne ha colto un secondo subito dopo accompagnando poi con lucidità e concentrazione l'uscita di scena di Mannarino in poco meno di venti minuti.

Stefanos Tsitsipas (Getty)

Stefanos Tsitsipas (Getty)

Altrettanto convincente è stato il successo di Stefanos Tsitsipas ai danni dell'australiano James Duckworth: 63 64 il punteggio in favore del greco, che dagli US Open a oggi è incappato in sole tre sconfitte in un crescendo di vittorie e rendimento che lo ha visto imporsi prima su Arthur Fils a New York per poi concedere il bis a Shanghai contro Taylor Fritz, col risultato di ben venti posizioni recuperate nel ranking dove oggi occupa la posizione (virtuale) n.33. Anche a Tsitsipas è bastata poco più di un'ora di gioco per domare il suo rivale: 15 ace, il 92% di punti ricavati dalla prima e nessuna palla break concessa sono credenziali che ben poco hanno lasciato all'intraprendenza dell'aussie, trovatosi subito in svantaggio 3-0 e costretto a recitare per tutto il prosieguo del match il ruolo di sparring partner. Dopo aver imperversato nel primo set, nel secondo l'ex n.3 del mondo ha preferito gestire la sua superiorità forzando - senza trovare soddisfazione - lo strappo nel terzo game per poi calare l'affondo pochi giochi più tardi. Il mino sforzo per il massimo del risultato che, se confermato in semifinale, consentirebbe lui di tornare in top30 e da lì traguardarsi a una finale e a un 2027 in cui tornare a recitare un ruolo da protagonista.

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