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In Kazakhstan l'italiano è chiamato a dar continuità al titolo vinto la settimana scorsa in Cina. Per riuscirci dovrà battere l'argentino contro cui guida negli scontri diretti
20 ottobre 2026
Reduce dalla vittoria nel Challenger di Jinan, risultato che lo riporta in top70, Mattia Bellucci farà il suo esordio all'Almaty Open (ATP250) contro l'argentino n.6 del seeding T.M. Etcheverry contro cui conduce 1-0 negli scontri diretti.
L'italiano nel corso dello swing asiatico ha ben figurato centrando, oltre al titolo dello scorso weekend, anche una seconda finale a Jingshan sfumata contro il sudafricano Lloyd Harris cui fece seguito l'eliminazione al primo turno dal Masters1000 di Shanghai cui era approdato dalle qualificazioni. In una stagione in cui Bellucci era perfino uscito dalla top100, l'argentino sarà il quindicesimo top30 che si ritroverà di fronte, categoria di rivali contro cui quest'anno vanta un bilancio di dieci sconfitte e cinque vittorie, la più prestigiosa delle quali colta ad Halle lo scorso giugno al secondo turno contro Alexander Bublik. Sul veloce il suo risultato migliore è il quarto di finale giocato ad Acapulco a inizio stagione e perso contro Frances Tiafoe in un torneo in cui Bellucci riuscì a superare il recente vincitore del Masters1000 di Shaghai, Alejandro Davidovich-Fokina, battuto poi una seconda volta in estate sempre in quel di Halle.
Molto meno soddisfacente è stato invece lo swing asiatico per T.M. Etcheverry. L'argentino, attualmente non distante dal suo best ranking in carriera (n.25), nell'ultimo mese ha collezionato tre sconfitte nel match di esordio di altrettanti tornei: a Hangzhou contro il francese Jacquet, a Tokyo contro Stefanos Tsitsipas e a Shnghai contro il ceco Svrcina. Passi falsi che non ne hanno compromesso il ranking che ora ad Almaty, dove l'anno scorso era assente, Etcheverry proverà a migliorare.
Il suo 2026 merita comunque una citazione per via del primo titolo vinto in carriera a Rio de Janeiro contro il cileno Alejandro Tabilo, risultato cui Etcheverry è riuscito ad abbinare due semifinali giocate a Buenos Aires e Kitzbuhel. La terra battuta si configura quindi come la sua superficie preferita. Più ostica la relazione col veloce, su cui ha invece perso dodici dei venti match giocati in stagione, senza mai riuscire a spingersi oltre il terzo turno, confine su cui si arrestò anche la sua corsa agli US Open nonché miglior risultato da lui colto in carriera nello Slam americano.