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Che Alcaraz sarà contro Aliassime: rischierà davvero la Davis per tornare in finale con Sinner?

Dopo aver dimostrato sui campi indoor da sempre indigesti di meritarsi il numero 1 a fine stagione, Carlitos potrebbe avere una flessione più o meno voluta, in vista della Coppa di Bologna dietro l’angolo

di | 15 novembre 2025

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“Piuttosto di perdere si fa ammazzare, figurarsi con Sinner”. “Piuttosto di perdere in finale con Sinner, in formissima e favorito indoor, perde prima”. “Ma gli conviene tentare la tripletta rischiando di rinunciare alla Davis?”.

Sgomitando fra i 13mila e più che affollano l’Inalpi di Torino, sommerso dalla Sinnermania e dai chiacchiericci da antico Bar Sport, mi sembra di tornare agli anni '80 e al più grande direttore che ho incrociato, Gino Palumbo. Il genio napoletano che, per raggiungere i record della mitica Gazzetta dello Sport del bum da 1 milione di copie vendute il lunedì (media degli altri giorni 500mila), inventò le pagelle e gli spogliatoi - utilizzati anche fuori dai resoconti sportive, inclusi quelli di politica -, insieme ai titoli gridati, brevi e concisi, coi punti esclamativi ed interrogativi che anticipavano gli emoji di oggi.

Quel giornalista fenomenale usava prendere il tram, tornando in redazione dalle partite di calcio di San Siro, per ascoltare quel che pensava la gente comune sullo spettacolo appena concluso. Anzi, come sosteneva lui: “Per sentire a caldo gli umori”. E nella successiva, sempre animatissima, riunione al giornale batteva su quei tasti, per andare al cuore e al cervello di chi versava i suoi soldini direttamente all’edicola per acquistare la Rosea, la Bibbia, di allora.

Felix Auger-Aliassime (Foto FITP)

Felix Auger-Aliassime (Foto FITP)

SPRINT E FRENATA

Ripensando alla gente e alle tesi divergenti che serpeggiavano sulle successive ore di vita del giovanissimo campione, abbiamo ripensato ai 22 anni appena, non dimentichiamolo, coi pro e i contro, comunque dell’età, di Carlos Alcaraz, che ha chiuso legittimamente la stagione da numero 1. A dispetto dello straordinario e indomito Jannik Sinner penalizzato dai 3 mesi di stop.

La gente ha captato che Carlitos, sul veloce indoor dove ha sempre sofferto per via dell’apertura di dritto, del servizio, della velocità d’azione e della posizione avanzata in campo diversa rispetto all’amata terra rossa e anche al cemento all’aperto, abbia sostenuto uno sforzo enorme, superiore a quello di “Giannik”, come lo chiama lui. Sforzo fisico ma soprattutto mentale, di nervi, di concentrazione, di volontà, di orgoglio. Per assicurarsi la famosa terza vittoria che gli garantisse aritmeticamente di essere irraggiungibile dal rivale, a prescindere dai successivi risultati dopo i Round Robin.

Ma, una volta aver dimostrato “urbi et orbi” che anche lui può essere costante e continuo ad altissimo livello, una volta legittimato il primato nel ranking, raggiunto solo con le proprie forze senza aiutini degli avversari, volete che non abbia un piccolo/grande calo e freni più o meno inconsciamente? Volete che sia diventato anche lui un mostro di tenuta mentale come Sinner?

Musetti e Alcaraz, un set di spettacolo

Musetti e Alcaraz, un set di spettacolo

MOTIVAZIONI

Certo, l’idea di poter battere il grande rivale anche sul terreno preferito dell’italiano, per di più a casa sua, nell’amatissima Torino, potrebbe aggiungere una motivazione extra al campione spagnolo che sta raccogliendo nel migliore dei modi la pesante eredità di Rafa Nadal. Ma, se anche l’allievo di Juan Carlos Ferrero riuscirà coi suoi superpoteri ad evitare la fisiologica flessione  dopo lo sprint dei primi giorni delle Finals, volete che non ci pensi nemmeno un attimo al fatto che, dopo le prossime, eventuali, due durissime partite nel Super8 ne dovrà sostenere almeno altre tre, appena due giorni dopo per trascinare al titolo, in coppa Davis, la sua amarissima Spagna, ancora sul veloce indoor?

E, dopo aver centrato l'obiettivo del numero 1 del ranking a fine stagione non è comprensibile che, col rischio di mancare sia il titolo a Torino che quello a Bologna, dove magari arriverebbe stremato, decida di mollare - ripeto: più o meno volutamente - stasera, contro il miglior Felix Auger Aliassime di sempre, lanciassimo sulle superficie rapide al coperto dal suo oliatissimo servizio-dritto? La prospettiva successiva, infatti, potrebbe essere quella di arrivare comunque ulteriormente provato alla finale contro un Sinner sulla carta strafavorito contro Alex de Minaur dalle 12 vittorie in altrettante sfide con l’australiano.

E quindi più passibile di una sconfitta dai delicati contorni psicologici. Perché perderebbe il vantaggio mentale che ha acquisito nei confronti del rivale tornando sul gradino più alto della classifica e anche prendendo coraggio nelle condizioni tecniche, indoor, per lui. Mentre Sinner cancellerebbe con un colpo di spugna il contraccolpo del numero 1 non confermato, ripartendo con ancor più vigore e fiducia verso la prossima stagione. Chissà Gino Palumbo che titolo farebbe.

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