L'americano, che in Messico giocherà la sua undicesima finale in carriera, proverà a conquistare il suo quarto titolo in una carriera che a ventotto anni comincia a prendere la piega di un'incompiuta
di Ronald Giammò | 28 febbraio 2026
Sette anni son trascorsi dacché Frances Tiafoe si aggiudicò il suo primo titolo a Delray Beach. Il ragazzo con origini della Sierra Leone, uscito dal programma del Junior Tennis Champions Centre, si impose in finale contro il tedesco Gojowczyk e a molti quello parve il primo squillo di una carriera destinata a grandi cose.
Poi di anni ne sono trascorsi sette, i titoli accumulati furono solo altri due, entrambi nel 2023 (Stoccarda e Houston) e agli addetti ai lavori, statunitensi e non, apparve chiaro che anche quello si sarebbe presto rivelato come un desiderio non realizzato, una promessa non mantenuta, un progetto diverso da quel che avevano desiderato. Troppo poco? Risultati coerenti con quello che era il suo potenziale? Giunto alla maturità dei 28 anni, a Tiafoe resta ora poco tempo per decidere se confermarsi all'altezza del suo soprannome ("Big Foe", grande avversario) o sfumare in gran compagnia nel gruppo dei "Big So", di quelli grandi così.
The Big Foe show rolls on ??@FTiafoe defeats Nakashima 3-6, 7-6(6), 6-4 to reach a maiden @AbiertoTelcel final.#AMT2026 pic.twitter.com/bk2EAyMnus
— ATP Tour (@atptour) February 28, 2026