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Da metà novembre a metà dicembre, per capire dove finisce una stagione e dove comincia la successiva, basterà guardare verso lo Stivale. Con Cobolli e Cinà in corsa per portare il tricolore in campo, oltre la Davis
15 ottobre 2026
In dieci anni esatti, l'Italia è diventata il centro del mondo tennistico. Non soltanto in termini di risultati dei nostri giocatori, ma anche per quanto riguarda l'organizzazione di eventi. Se gli Internazionali BNL d'Italia di Roma sono già da tempo tra gli appuntamenti immancabili, nell'ultima decade siamo arrivati a organizzare le più importanti manifestazioni di fine anno.
Partendo dalle Next Gen ATP Finals del 2017 a Milano (quando ancora Torino e Bologna non erano all'orizzonte) e arrivando al 2026, quando il finale di stagione è tutto di marca tricolore. Nell'ordine, avremo le Nitto ATP Finals di Torino (15-22 novembre) dove sfileranno i migliori otto giocatori al mondo, poi le Davis Cup Finals a Bologna (24-29 novembre) e infine – novità delle ultime settimane – il ritorno delle Next Gen ATP Finals, in questo caso a Reggio Calabria (9-13 dicembre). Un trittico che nasce da un lavoro costante e incessante e che oggi trova la sua sublimazione.
Il punto di partenza, a voler cercare una data simbolica, è proprio quel 2017. Le Next Gen ATP Finals presero vita a Milano come laboratorio del tennis del futuro: otto giovani Under 21, formula innovativa, set ai quattro game, coaching, tecnologia e soprattutto la volontà di creare una vetrina specifica per la nuova generazione.
La prima edizione fu vinta dal coreano Hyeon Chung, talento bistrattato dagli infortuni, in un evento nel quale erano presenti pure Andrey Rublev, Daniil Medvedev, Denis Shapovalov, Borna Coric e Karen Khachanov. Nomi che oggi aiutano a capire la qualità di quella intuizione.
Milano avrebbe ospitato cinque edizioni fra il 2017 e il 2022, con l'unica interruzione del 2020 dovuta alla pandemia. In mezzo sono passati (e hanno vinto) Stefanos Tsitsipas, Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e da ultimo Brandon Nakashima. Nel 2023 l'evento si trasferì a Jeddah, ma l'esperienza italiana aveva ormai lasciato un segno profondo, tanto da trasformare le Next Gen ATP Finals in uno dei prodotti più riconoscibili della nuova era del circuito. E non soltanto per i giocatori: diverse innovazioni sperimentate a Milano sarebbero poi entrate stabilmente nel Tour maggiore.

Tutte le Finals in Italia, per la prima volta
Nel frattempo, però, l'Italia aveva alzato ulteriormente l'asticella. Nell'aprile del 2019 Torino venne scelta come nuova sede delle Nitto ATP Finals a partire dal 2021. Un passaggio di enorme portata: il torneo dei Maestri arrivava da dodici edizioni alla O2 Arena di Londra ed era diventato uno degli eventi indoor più iconici dello sport mondiale. La scommessa italiana ha funzionato al punto che, dopo le prime cinque edizioni, l'accordo è stato ulteriormente prolungato. Segno che alle attese della vigilia ha fatto seguito un lavoro capace di mantenere - e migliorare - l'immagine del torneo nel mondo.
In mezzo c'è stata anche una crescita impressionante sul piano del pubblico. Nel 2025 le Nitto ATP Finals hanno superato quota 230 mila spettatori, nuovo record dell'era torinese, con sette milioni di telespettatori per la finale. Numeri che hanno trasformato la settimana piemontese da grande evento ospitato in Italia a vero appuntamento identitario del nostro calendario sportivo.
La terza gamba del progetto è arrivata con la Davis. Bologna aveva già ospitato la fase a gironi della competizione, ma dal 2025 è diventata sede della Final 8, la fase che assegna concretamente l'Insalatiera, vinta per tre anni di fila dagli azzurri. Nel 2026 si replica dal 24 al 29 novembre alla BolognaFiere Arena, con oltre 60 mila spettatori registrati nell'edizione precedente e con l'Italia chiamata a difendere il titolo davanti al proprio pubblico.
Infine, il passaggio che chiude il cerchio. Il 9 settembre l'ATP ha annunciato il ritorno delle Next Gen ATP Finals in Italia, questa volta a Reggio Calabria. Dal 9 al 13 dicembre il PalaCalafiore ospiterà gli otto migliori Under 20 del circuito, riportando nel nostro Paese un torneo che proprio qui aveva mosso i primi passi un decennio prima. Dopo Torino e Bologna, sarà dunque il Sud a raccogliere il testimone e a chiudere simbolicamente la stagione.
Da sinistra: il Presidente FITP Angelo Binaghi, il Chief Tour Officer ATP Andre Silva, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto (Foto ATP)
La geografia, in fondo, dice già molto. Milano, Torino, Bologna, Reggio Calabria. Nord, Centro-Nord e Sud uniti da un filo che non riguarda soltanto le due settimane di gara, ma strutture, organizzazione, promozione, pubblico e capacità di attrarre eventi che una volta sembravano destinati stabilmente ad altri mercati.
E c'è anche un altro aspetto che rende speciale il 2026: il racconto sarà completo e verosimilmente a forti tinte azzurre anche per quanto riguarda i protagonisti. Certa la presenza della Nazionale nelle Finals di Davis, siamo in buona posizione anche per quanto riguarda gli eventi individuali. Corre per Torino Flavio Cobolli, attualmente quinto della Race con 700 punti di margine sul primo escluso. Che però si chiama Novak Djokovic. E c'è pure Federico Cinà al numero 5 della corsa verso Reggio Calabria. Nulla è scontato, tutto è possibile.
Dieci anni fa tutto questo non esisteva. C'era Roma, certo, c'era una lunga tradizione di tornei e c'era già una cultura tennistica radicata e forte. Ma mancava la sensazione che l'Italia potesse diventare il luogo nel quale il grande tennis scegliesse di chiudere l'anno. Nel 2026 quella sensazione è diventata realtà. Da metà novembre a metà dicembre, per capire dove finisce una stagione e dove comincia la successiva, basterà guardare verso lo Stivale.