Il 27enne greco, dopo l’eliminazione negli ottavi a Rotterdam per mano dell’olandese Van de Zandschulp, ha parlato del periodo non felicissimo che ha attraversato e delle aspettative per il futuro
di Tiziana Tricarico | 13 febbraio 2026
Un tunnel fatto di infortuni, mancanza di fiducia, incertezza, imboccato quasi due anni fa e dove ancora non si vede chiara la luce in fondo. C’è un misto di sentimenti contrastanti nelle dichiarazioni rilasciate da Stefanos Tsitsipas dopo la sconfitta rimediata dall’olandese Van de Zandschulp (n.65 ATP) negli ottavi a Rotterdam, torneo dov’è stato finalista nel 2022 (battuto da Auger Aliassime), raccolte da Puntodebreak.
L'inizio di stagione del 27enne di Atene (sceso al n.32 del ranking) con le tre vittorie in United Cup, compresa quella contro il top ten Taylor Fritz, sembrava promettere bene, ma la sua partecipazione al primo Slam dell'anno con il ko al secondo turno contro il ceco Machac ha riacceso i dubbi sulle sue prestazioni, alimentati anche da due vittorie in Davis tutt’altro che esaltanti contro due avversari modesti come i messicani Magadan (n.818 ATP) e Pacheco Mendez (n.222 ATP). Ed anche a Rotterdam, dopo il bel successo all'esordio sul francese Rinderknech, n28 ATP ed ottava testa di serie, è arrivato lo stop contro Van de Zandschulp.
“Ho molte cose da migliorare, sento che devo ricostruire completamente il mio tennis e devo allenarmi duramente e dedicare tempo per riuscirci - ha dichiarato Tsitsipas dopo l’eliminazione all’ABN AMRO Open -. L'unica cosa positiva è che non ho sentito alcun dolore, non ci sono problemi fisici e questo è molto importante. Sono insoddisfatto del mio servizio: non posso dare così tanto margine agli avversari per mettermi pressione. Non lo so, il tennis è strano. Ti rendi conto delle cose un po' troppo tardi durante una partita e questo può costarti la sconfitta”.
Almeno, però, il greco sembra aver ritrovato il piacere di stare in campo: “In questo momento, posso dire di essere felice di giocare a tennis. Tornare a competere senza problemi fisici mi rende più chiaro quali sono i miei obiettivi e le mie aspettative, oltre a offrirmi la possibilità di pensare a lungo termine - ha detto -. Questo è impossibile quando devi affrontare quotidianamente dolori e infortuni. Amo questa vita, provo una grande passione per tutto ciò che comporta scendere in campo e dare l'anima per vincere, farò tutto il necessario per tornare al mio miglior livello”.
Stefanos non nasconde che il problema è anche mentale oltre che fisico: “Non ci fermiamo mai, è così che funziona il tennis professionistico e non è una lamentela, è semplicemente la realtà. Il circuito ci offre grandi opportunità, guadagniamo molti soldi, viviamo esperienze favolose e molti diranno che dipende da noi dove e quando giocare. Ma ci sono occasioni in cui non puoi tirarti indietro e sei costretto a rispettare certi impegni, come quelli con gli sponsor", ha sottolineato l’ex n.3 del mondo.
L’importanza di pensare positivo: “La salute è la cosa più importante: lo dico con cognizione di causa perché recentemente ho attraversato periodi così difficili nella mia vita che preferirei non parlarne mai più - ha aggiunto -. Ora posso dire che sto vivendo un buon momento, sento di essere sulla strada giusta e abbastanza sereno a livello mentale. Voglio godermi il circuito, senza sentire che ogni giorno è una battaglia contro il mio corpo”.