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"Sto cercando - spiega l'azzurro - di adattare i movimenti, le scivolate, il modo di giocare, e abbiamo abbastanza feedback su cui lavorare. Alcuni aspetto sono andati bene, altri meno. Ma sono felice del torneo”
10 aprile 2026
Jannik Sinner fa un altro passo avanti. Nel gioco, nell'assalto al numero 1, nell'avvicinamento a Roma e al Roland Garros. La vittoria su Felix Auger-Aliassime per arrivare in semifinale a Monte-Carlo certifica un Sinner vicino al suo miglior livello."Un passo avanti - conferma Jannik - rispetto alla partita che avevo giocato negli ottavi. Una partita intensa, contro Felix, ma ho cercato di stare lì mentalmente quando lui ha servito bene. Ho risposto in modo efficace e questo ha fatto la differenza".
Ha impressionato però anche la gestione di alcuni colpi, per esempio palla corta e smash, in particolare uno decisivo per il secondo parziale. "Lo smash? Si tratta di un colpo che alleniamo molto, che può sembrare facile ma non lo è. Giocarlo in quel modo in quel momento, alla luce del risultato della partita, è stato fondamentale".
Il cammino nel Principato continua attraverso sfide molto diverse tra loro. “Tre match diversissimi: il primo contro un mancino, poi con un rivale che non dà ritmo, oggi un avversario ancora differente. Sto cercando di adattare i movimenti, le scivolate, il modo di giocare, e abbiamo abbastanza feedback su cui lavorare. Alcuni aspetto sono andati bene, altri meno. Ma sono felice del torneo”.
Tornando ai colpi, il miglioramento più evidente è legato al drop shot. “Ho buone percentuali, spero di andare avanti così. Mi piace? Sì e no, è un colpo che mette fuori bilanciamento l'avversario, poi ti si aprono altre chance. È questo che cerco da quel colpo. Oggi l'ho preparata anche un po' così e anche nel futuro sarà un colpo che cercheremo di migliorare, ma ancora non è naturale per me. Ci devo pensare, ma è già meglio dello scorso anno, questa è la cosa più importante. Diritto o rovescio? Di diritto è la versione più facile per me”.

Ancora Sinner vs Zverev, edizione n. 13
Ora c'è la sfida numero 13 contro Alexander Zverev, avversario battuto 7 volte di fila. “Zverev? Mi aspetto che sarà aggressivo e che servirà bene. Ovviamente è un giocatore tosto da battere. Ma in questo torneo sto attento a quello che devo fare io, e a prescindere dal risultato della semifinale ho già alcune risposte sul lavoro che mi aspetta, per essere pronti per Roma e Parigi. La semifinale in ogni caso è un turno importante, cercherò di riposare di nuovo bene, ma mi aspetto una partita difficilissima. Non vedo l'ora di scendere in campo”.
Tornando al tema colpi, è il turno di parlare della risposta, da sempre un colpo chiave nel tennis del numero 2 Atp: “Dipende da come si sento, da quello cerco di capire dove posizionarmi per rispondere. Con Machac potevo fare meglio in alcune occasioni nel secondo set, ma mi sono sentito di stare vicino al campo a rispondere e non sempre posso essere perfetto. Quando decido, però, poi non mi faccio problemi se sbaglio. Per fare queste scelte devi provare in allenamento e devi avere il coraggio di farle in partita. Siamo comunque in una buona situazione”.
Infine, spazio per l'ospite di turno nel box di Jannik, il pilota di Formula 1 George Russell: “Siamo buoni amici, mi ha fatto piacere che sia venuto qui per vedere il match, mentre quando eravamo al Gran Premio lui mi aveva invitato al box. Poi parlare di certe situazioni con altri sportivi al top della loro disciplina è un bel riferimento”.