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Sinner e le esibizioni: poche, ma (spesso) vincenti

La sua preferita è senza dubbio il Six Kings Slam di Riad: due edizioni, due titoli. Ma Jannik - pur centellinando le apparizioni nelle esibizioni - non disdegna qualche uscita dal calendario ufficiale del Tour. Come quella volta, durante la pandemia, quando si giocò in un hangar...

09 gennaio 2026

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Essendo il duello che monopolizza ormai da un anno le finali degli Slam e dei tornei che contano, la sfida Sinner-Alcaraz fa rumore (e numeri) anche quando parliamo di esibizioni, come quella in programma a Seul (in diretta su SuperTennis, canale 64 del digitale terrestre, sabato mattina alle ore 8). Ma qual è il rapporto di Jannik con le esibizioni? La sua preferita è senza dubbio il Six Kings Slam: due edizioni, due titoli, nell'evento di Riad che mette in palio parecchi soldi: per la precisione, 6 milioni di dollari destinati al trionfatore.

Nel 2024, edizione di esordio, Jannik superò senza problemi Daniil Medvedev, per poi piegare Novak Djokovic in semifinale e – ovviamente – Carlos Alcaraz nel match decisivo: 6-7 6-3 6-3. Copione simile nel 2025, con l'attuale numero 2 del mondo capace di eliminare Stefanos Tsitsipas nei quarti, e di proseguire con le stesse vittime di dodici mesi prima, Djokovic e Alcaraz, stavolta lasciando a entrambi la miseria di 6 game. Le condizioni di gioco a Riad, del resto, sembrano ideali per il tennis di Jannik, che gioca addirittura più sciolto rispetto a un evento del circuito e allora fa emergere tutta la distanza coi rivali in termini di velocità di braccio e capacità di produrre colpi vincenti.

Sinner e le esibizioni: poche, ma (spesso) vincenti

Non era un'esibizione, ma non dava punti per il ranking Atp, l'edizione del 2019 delle Next Gen ATP Finals, vinta da Jannik al termine della sua prima vera stagione tra i professionisti, cominciata nel febbraio di quell'anno con il trionfo nel Challenger di Bergamo. In quell'occasione l'altoatesino ebbe la meglio in tre set veloci (la distanza era il 3 su 5) contro Alex De Minaur, poi divenuto uno dei bersagli preferiti dell'azzurro.

Nell'anno successivo, quello in cui il circuito si ferma per via della pandemia, Jannik va in campo a Berlino, in Germania, per un torneo organizzato all'interno di un hangar di aeroporto. Sinner arriva ancora una volta in finale ma si deve arrendere a un ottimo Dominic Thiem, a segno in due set. Nel gennaio del 2021, ad Adelaide, col circuito che tenta di tornare a una sorta di normalità, c'è spazio per un'altra esibizione, stavolta molto più rapida. Ed è Djokovic (alle prese con problemi alla mano) ad avere la meglio su Jannik col punteggio di 6-3, dopo che il connazionale di Nole Filip Krajinovic aveva riservato all'azzurro lo stesso trattamento. A fare rumore, tuttavia, in quel caso è soprattutto la presenza di un pubblico numeroso senza mascherine.

Sinner Berlino Hangar 6

Sinner Berlino Hangar 6

Jannik non ha mai abusato delle esibizioni: avrebbe potuto giocarne tante, tantissime, da quando si è insediato in pianta stabile fra i top 10 (il primo novembre del 2021), invece si è guardato bene dallo sprecare energie laddove poteva conservarle. Quando è andato in campo al di fuori del calendario del circuito, è stato soprattutto per due motivi: riprendere il ritmo dopo un periodo con pochi match, oppure confrontarsi con i diretti rivali per capire meglio quale era il suo livello.

Un caso è quello del Kooyong Classic, esibizione pre-Australian Open che Jannik ha giocato nel 2024 (battendo Polmans e Ruud), mentre nel 2023 si era iscritto prima di dare forfait. Un evento decisamente particolare e fuori dagli schemi, invece, sarà quello di Melbourne, denominato 'Million Dollar 1 Point Slam'. Un appuntamento, che farà da antipasto al primo Slam del 2026, e che coinvolgerà professionisti e amatori sulla distanza di... un solo punto. Più esibizione di così.

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