Chiudi
"Sento tanto supporto qui. Penso - spiega il numero 1 - che il rapporto con Carlos Alcaraz aiuti molto. Abbiamo una grande rivalità in campo, ma fuori c’è rispetto. Quando ci stringiamo la mano è come se nulla fosse successo"
28 aprile 2026
Jannik Sinner vola nei quarti a Madrid. Con la vittoria su Cameron Norrie, il numero uno del mondo stacca il pass per i migliori 8 e allunga una striscia di successi che certifica il suo momento straordinario. Ma, come spesso accade, Jannik preferisce non guardare troppo ai numeri e mantenere il focus sul presente.
“È una bella sensazione, ovviamente - ha detto parlando della lunga serie di vittorie nei 1000 - ma allo stesso tempo non ci penso. Ogni giorno hai un avversario diverso, condizioni diverse, orari diversi. Oggi, per esempio, affrontavo un mancino e in questi casi devi cambiare qualcosa. Io cerco solo di mettermi nella migliore posizione possibile per vincere più partite. Non c’è altro”.
Un approccio pragmatico, che riflette una mentalità ormai consolidata: “Ogni partita è una battaglia. Devi essere pronto mentalmente ogni giorno. È questo che sto cercando di fare”.
A Madrid, però, oltre al rendimento in campo, colpisce anche il grande supporto del pubblico per l'azzurro, nonostante la presenza dei giocatori spagnoli: “Sì, sento tanto supporto qui. Penso che il rapporto con Carlos Alcaraz aiuti molto. Abbiamo una grande rivalità in campo, ma fuori c’è rispetto. Quando ci stringiamo la mano è come se nulla fosse successo. Credo che le persone lo vedano, e questo fa bene al nostro sport”.
Un tema che Sinner ha voluto approfondire anche in chiave generale: “Quando Carlos gioca in Italia, riceve ugualmente tanto supporto. È normale però che se giochi contro un giocatore di casa, il pubblico alla fine tifi per lui. Non è niente di personale. La nostra è una rivalità sana, bella per il tennis”.
Tra i temi più discussi del torneo, anche quello degli orari e della programmazione, su cui Sinner ha espresso una posizione chiara: “Per me va bene giocare a qualsiasi ora, ma credo che ci siano alcune cose da migliorare. Non è facile finire una partita all’una di notte e poi affrontare tutto il resto: conferenze, recupero, trattamenti. Si va a dormire alle quattro o cinque del mattino e questo scombina tutto. Oggi, per esempio, iniziare a giocare alle 11 è stata una scelta logica, anche per permettere ad altri di avere più recupero”.
Uno sguardo poi al possibile avversario nei quarti, il giovane talento Rafa Jodar: “Ho visto tutta la sua partita in hotel, è stato un match di altissimo livello. È un giocatore molto talentuoso, e credo che - eventualmente - non sarà l’unica volta che ci affronteremo. Sarebbe interessante giocare contro di lui già qui, anche per avere indicazioni in vista dei tornei più importanti come Roma e il Roland Garros”. Sinner resta cauto, come sempre: “Prima deve vincere la sua partita, e sappiamo che ogni match è difficile. Chiunque arrivi sarà un avversario complicato. Io cercherò di farmi trovare pronto”.
"Mentalmente - continua Jannik - so che ogni giornata può essere difficile, anche contro Norrie mi sono complicato un po' la vita. Non do niente per scontato. Le partite si possono perdere in un attimo, soprattutto adesso quando sono un po' più stanco e faccio fatica a mantenere lo stesso livello per tutta la partita. D'ora in poi a Madrid diventa dura, stiamo sempre cercando di alzare l'asticella e sento che posso migliorare ancora. Mal che vada, ho fatto un altro quarto in un 1000, e non avendo giocato lo scorso anno sono tutti punti che entrano".
Infine, una parentesi più leggera, tra pubblico internazionale e curiosità: “Mi fa piacere avere tanti tifosi ovunque, anche in India. Non so se in passato ho promesso di andarci (così gli ha detto un giornalista indiano, ndr), ma mi piacerebbe visitarla, è una parte del mondo che non conosco. Il mio piatto preferito? Direi il butter chicken”.