Nel mondo del tennis ci sono tanti esempi di giocatori capaci di eccellere dopo la paternità, diventata lo stimolo per migliorarsi ancora. Da Djokovic, capace di vincere 17 dei suoi 24 Slam dopo essere diventato padre, a Federer e Murray. Ma anche Fognini, Musetti, Bublik e non solo
07 febbraio 2026
Per i tennisti, mediamente impegnati in giro per il mondo per una trentina di settimane all’anno, non è semplice costruirsi una famiglia. Eppure, almeno fra i giocatori di alto livello, l’elenco dei papà con la racchetta è piuttosto esteso e si è da poco arricchito di un nome nuovo, quello di Casper Ruud appena diventato padre di una bambina, con la moglie Maria.
Il norvegese, fra i top-20, è in buona compagnia: ci sono Novak Djokovic e il nostro Lorenzo Musetti, ma anche Taylor Fritz (diventato padre da giovanissimo), Alexander Bublik, Daniil Medvedev e Karen Khachanov; mentre lontano dai piani alti della classifica è più difficile trovare dei tennisti-papà. In generale, superata una certa età, molti giocatori hanno indicato nei figli, e nella volontà di mostrarsi ancora in attività ai piccoli, uno dei motivi per i quali hanno deciso di allungare la propria carriera.
Lampante l’esempio dei mitici Fab Four, da Djokovic a Rafa Nadal, da Roger Federer ad Andy Murray, tutti diventati genitori quando ancora in attività. Senza dimenticare il nostro Fabio Fognini, che di figli ne ha tre da ben prima che lo scorso anno decidesse di appendere la racchetta al chiodo. Dover ripetutamente lasciare dei piccoli a casa per volare dall’altra parte del mondo non è stato semplice per nessuno, ma è spesso diventato anche una motivazione per provare a dare il cento per cento in ogni incontro e in ogni allenamento, così da giustificare con i risultati la distanza dalla famiglia.
Dati alla mano, in termini di risultati sul campo, la nascita di uno o più figli ha giovato ai migliori tennisti del mondo? La risposta è affermativa. Partendo da Federer, il più anziano del gruppo, lo svizzero ha saputo vincere 5 dei suoi 20 titoli Slam dopo essere diventato padre, tre dei quali dopo la nascita della seconda coppia di gemelli, i maschietti Leo e Lenny, venuti al mondo nel 2014. Tre anni più tardi l’ultima vera fiammata del campione elvetico, capace di vincere Australian Open e Wimbledon nella stessa stagione, e di tornare così – a inizio 2018 – a guidare di nuovo la classifica mondiale, a oltre cinque anni dall’ultima volta.
Anche Novak Djokovic, come Federer, è diventato padre per la prima volta a 27 anni (stessa età dell’ultimo arrivato nel club dei papà-tennisti, Casper Ruud), ma il serbo è riuscito addirittura a conquistare la maggior parte dei suoi titoli Slam dopo la nascita di Stefan, datata ottobre 2014. Fino a quel momento “Nole” aveva collezionato 7 titoli Slam, mentre in seguito ne ha vinti la bellezza di 17: 5 da padre di un figlio, addirittura 12 da padre di due, ossia dopo la nascita di Tara nel settembre del 2017.
Rafa Nadal non è invece riuscito a vincere Slam da papà, ma a differenza dei due illustri colleghi lui è diventato padre ben nove anni più tardi, a 36 primavere, in quel 2022 che ha rappresentato il suo ultimo anno da gigante, coi successi ad Australian Open e Wimbledon. Ci è invece riuscito Andy Murray, al quale l’arrivo della primogenita Sophia Olivia, nata nel febbraio del 2016, ha dato la spinta per disputare la miglior stagione in carriera, col secondo successo a Wimbledon (e terzo titolo Slam) e una serie di risultati che gli avrebbero permesso di conquistare per la prima volta in carriera la testa della classifica ATP.
Detto dei giocatori simbolo del nuovo millennio, Ruud ha tanti esempi anche fra colleghi di una dimensione più simile alla sua, tutti capaci di tirare fuori il meglio da se stessi dopo essere diventati padri. C’è il già citato Fabio Fognini, diventato padre di Federico nella primavera del 2017 e campione a Monte Carlo due anni più tardi, col conseguente – e inseguito per anni e anni – ingresso fra i primi 10 giocatori del mondo. Da Montecarlo anche la svolta della carriera di Lorenzo Musetti, il quale ha più volte citato proprio la paternità, con le responsabilità che comporta, come uno dei motivi della sua maturazione umana e sportiva. Padre di Ludovico dal 2024, il toscano ha vissuto un 2025 da urlo che l’ha portato fra i primi 10, e dopo l’arrivo del secondogenito Leandro (lo scorso novembre) si è migliorato ancora, fino alla top-5.
Non basta? Anche Alexander Bublik ha cambiato volto alla propria carriera da papà, nel 2025, così come Karen Khachanov ha giocato entrambe le sue due semifinali Slam (Us Open 2022, Australian Open 2023) dopo essere diventato padre per la prima volta. In sostanza, Casper Ruud ha buoni – e numerosi – motivi per credere che nella sua carriera ci sia ancora spazio per grandi risultati, con la neonata come stimolo in più. Nel suo caso, credere che il meglio debba ancora venire è un po’ complesso, visto che è stato numero 2 del mondo e ha giocato tre finali Slam, dunque per migliorarsi dovrebbe vincerne uno e salire al comando della classifica. Ma non di soli Major vivono i tennisti.