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Il numero 4 della Race, ad oggi, è Flavio Cobolli, che ha vissuto di alti e bassi per un periodo, ma poi ha saputo conquistare il risultato più importante della carriera, la finale al Roland Garros. I 2620 punti non sono ancora una garanzia per le Finals, ma al romano basterà una seconda metà di 2026 all'altezza delle aspettative per conquistarsi un posto tra i migliori 8 al mondo
19 giugno 2026
Metà stagione se n'è andata, forse pure qualcosa in più. Ma siamo a metà esatta se parliamo di Slam, praticamente a metà pure se parliamo di Masters 1000, visto che ai quattro appuntamenti che restano (Cincinnati, Canada, Shanghai e Parigi) si aggiungeranno poi anche le Finals di Torino. Dunque, è il momento migliore per fare il punto sulla Race 2026, che prima del Roland Garros pareva una corsa solitaria di Jannik Sinner e che adesso ha (non di molto, a dire il vero) cambiato volto. Interessante, oltre a registrare le variazioni al vertice, è anche vedere le sorprese dei primi 6 mesi dell'anno.
Jannik resta leader con 5950 punti, ma adesso Alexander Zverev lo incalza a quota 5140, con un titolo ad Halle che lo porterebbe decisamente più vicino. Carlos Alcaraz, malgrado il problema al polso e il lungo stop che ne è conseguito, resta sul podio (3650), ma subito dietro troviamo la prima – lieta, per noi – sorpresa della stagione. Il numero 4 della Race, ad oggi, è Flavio Cobolli, che ha vissuto di alti e bassi per un periodo, ma poi ha saputo conquistare il risultato più importante della carriera, la finale al Roland Garros. I 2620 punti non sono ancora una garanzia per le Finals, ma al romano basterà una seconda metà di 2026 all'altezza delle aspettative per conquistarsi un posto tra i migliori 8 al mondo. Alle sue spalle premono Daniil Medvedev e Ben Shelton, meno (per adesso) Arthur Fils, Alex De Minaur e Jakub Mensik. Mentre è pericoloso al decimo posto Felix Auger-Aliassime, capace di esprimere un tennis incisivo potenzialmente su ogni superficie.
È una sorpresa relativa il 13° posto di Rafael Jodar, che ormai si è stabilmente ricavato un ruolo nei tornei che contano, con la benedizione di molti colleghi. Il 19enne spagnolo è davanti a Novak Djokovic (che ormai, al ranking, non guarda quasi più) e Luciano Darderi, mentre l'altra promessa star da quelle parti è l'americano Learner Tien, numero 20. Spicca, in casa Italia, la crescita impetuosa di Matteo Arnaldi, che dopo lo splendido Roland Garros si ritrova al numero 24, un posto dietro a Taylor Fritz e uno davanti al cileno Tabilo. Al numero 31 c'è Lorenzo Musetti, altro giocatore che nel 2026 ha pagato dazio ai problemi fisici, poi al numero 36 ecco Matteo Berrettini. Sono 6 dunque gli azzurri in top 50, ma non è escluso che la seconda parte di stagione porti altri inserimenti tricolori nelle zone nobili.
L'abbraccio tra Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini al Roland Garros (Getty Images)
A proposito di giovani, Joao Fonseca si colloca alla posizione numero 28, in rampa di lancio ma non ancora dove vorrebbe essere: il brasiliano è dietro a due che sono appena più grandi di lui, il belga Blockx e soprattutto il peruviano Ignacio Buse, una delle rivelazione degli ultimi mesi. Bene anche Landaluce (45), Quinn (49) e Vallejo (51). Meno bene, in quella zona, due dal passato importante come Sebastian Korda (53) e soprattutto Stefanos Tsitsipas (54). Di nuovo in tema Spagna, l'ultimo periodo ha portato alla ribalta Daniel Merida (65), un posto davanti a Mattia Bellucci (66). Restano invece in una zona 'sospesa' alcuni talenti doc: l'americano Zachary Svajda (69), il croato Dino Prizmic (74), l'altro americano Emilio Nava (78) e il funambolo francese Terence Atmane (79).
Appena fuori dai 100, manca pochissimo ad Andrea Pellegrino per abbattere quel muro (105, ad oggi), e non sono lontani nemmeno Francesco Maestrelli e Federico Cinà. Se parliamo di aspettative mancate, bisogna citare i nomi di Popyrin (109), Martinez (119), Fucsovics (124) e pure del piemontese Lorenzo Sonego (160). Mentre, dal lato opposto, l'azzurro meno atteso in questa fascia è Andrea Guerrieri, 149 e con un approdo molto recente (almeno se parliamo di mantenerlo con continuità) ai tornei del circuito Challenger. Tra 100 e 200, il nome da seguire in assoluto è quello del francese Moise Kouamé, 17 anni: è già 128 e che finisca l'anno tra i 100 è qualcosa in più di un'ipotesi.
Andrea Guerrieri colpisce di diritto