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"Adesso la priorità - dice Lorenzo - è sentirmi bene fisicamente, continuare a lavorare e migliorare. Giocherò Barcellona, Madrid, Roma e poi Parigi: anche se ho tanti punti in scadenza, quello che conta è ritrovare continuità”
08 aprile 2026
Dalla finale del 2025 a una sconfitta all'esordio. Si chiude con una delusione il primo match di Lorenzo Musetti a Monte-Carlo. Il carrarino, finalista dodici mesi fa, è stato eliminato al primo turno dal monegasco Valentin Vacherot, al termine di una partita in cui non è mai riuscito a trovare ritmo e qualità.
“Non è stata una buona partita - ha spiegato il toscano - dal mio punto di vista. Non sono mai riuscito a esprimermi come avevo fatto nella settimana precedente. Arrivavo al torneo sentendomi molto bene in campo, con un ottimo feeling con le condizioni e con la palla, ritrovando un po’ le sensazioni dell’anno scorso. Però il fatto di aver giocato poche partite negli ultimi due mesi incide tanto, soprattutto su certe dinamiche che si creano durante il match, con la tensione. Non riesco ancora a essere lucido nei momenti importanti”.
Il passaggio a vuoto più evidente è stato duplice: nel tie-break del primo set (quando era avanti 4-1) e nella chance mancata sul 5-5 nel secondo, dopo aver centrato il contro-break: “È stato un tie-break un po’ buttato via, da parte mia. E poi c'è stata anche la chance che lui mi ha dato sul 5-4: recuperare sul 5-5 e andare a servire per mettere pressione sul 6-5 poteva cambiare l’inerzia del confronto. In quei momenti però non sono mai riuscito a dire la mia”.

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Musetti ha riconosciuto i meriti dell’avversario, ma senza nascondere le proprie responsabilità: “Lui ha giocato sicuramente una buona partita. È un avversario fastidioso, non ti dà ritmo, non ti fa giocare bene. Però sì, ho tanto da rimproverarmi. A partire dal servizio: potevo essere più deciso. Anche il dritto oggi non ha funzionato. I pochi punti vincenti sono arrivati con smorzate un po’ estemporanee. Non sono riuscito ad avere il comando del gioco, che è quello che cerco sulla terra: comandare, disegnare le traiettorie, gestire lo scambio nel modo corretto. Oggi non sono mai riuscito a prendere in mano l’inerzia del match”.
Durante il secondo set l’azzurro si è lamentato anche delle condizioni di gioco, ma senza cercare alibi: “Mi lamentavo delle palline, che si sporcavano e saltavano tanto. È una dinamica che sulla terra può succedere. Però valeva per entrambi, quindi non è una giustificazione. Semplicemente non sono riuscito a prendere l’iniziativa come piace a me. Lui è stato più bravo ad approfittare delle mie mancanze”.
Un Musetti diverso da solito, certamente non brillante: “Non so nemmeno io qual è il mio cento per cento, quindi è difficile dare percentuali. Sicuramente mi mancano partite, mi mancano quelle sicurezze che a inizio anno avevo trovato. È stata una batosta che mi torna spesso in testa. Adesso sto vivendo una fase un po’ di stallo”.
Lo sguardo, però, è già rivolto ai prossimi appuntamenti sulla terra: “Per fortuna ho la possibilità di giocare tutte le settimane. Andrò a Barcellona, anche se non era in programma. Spero che ritrovare il ritmo partita mi dia più sicurezza e mi porti a Parigi, che è l’obiettivo finale, con altre garanzie”.
Infine, Musetti ha escluso che il peso dei punti da difendere a Monte-Carlo abbia influito sulla prestazione: “Non più di tanto. La sconfitta di oggi non dipende dal fatto di dover difendere la finale dell’anno scorso. Il problema è la mancanza di partite: sono uno che, quando sta tanto lontano dal match, fa fatica a ritrovare subito il ritmo. Adesso la priorità è sentirmi bene fisicamente, continuare a lavorare e migliorare. Giocherò Barcellona, Madrid, Roma e poi Parigi: anche se ho tanti punti in scadenza, quello che conta è ritrovare continuità”.