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Murray e Draper, una coppia per Wimbledon

L’ex numero uno del mondo è entrato nello staff del mancino britannico per la stagione sull’erba. Il debutto a Eastbourne è coinciso con una vittoria, ma la collaborazione guarda oltre il risultato immediato: recuperare fiducia nel corpo, gestire le aspettative e riportare Draper verso il tennis che lo aveva condotto al numero 4 del mondo

23 giugno 2026

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La prima uscita ufficiale della coppia Andy Murray-Jack Draper si è concluso nel modo più coerente possibile: con una vittoria sofferta, costruita senza esprimere il tennis migliore. Draper ha superato Marcos Giron per 6-4 7-6 a Eastbourne, al rientro dopo oltre due mesi di assenza, e ha poi scherzato sul successo ottenuto “alla maniera di Andy”, riuscendo a vincere anche senza giocare al proprio meglio.

Murray, seduto nel box insieme a James Trotman, ha accompagnato il match con applausi, incoraggiamenti e pochi suggerimenti mirati. Non serviva trasformare immediatamente Draper in un giocatore diverso. La prima esigenza era molto più semplice e, allo stesso tempo, più importante: riportarlo in campo, permettergli di completare una partita e verificare che il suo corpo fosse nuovamente in grado di sostenere la competizione.

La collaborazione era stata annunciata il 12 maggio, dopo la separazione fra Draper e Jamie Delgado. L’accordo, almeno inizialmente, riguarda la stagione sull’erba e comprende il torneo chiave per entrambi: Wimbledon. Murray non sarà necessariamente un allenatore a tempo pieno: la famiglia rimane la sua priorità e l’ex numero uno del mondo non vuole tornare a seguire il circuito per molte settimane all’anno. Ma la vicinanza geografica fra i due e il fatto che Draper svolga una parte importante della preparazione in Gran Bretagna hanno reso possibile un progetto più flessibile.

Nonostante la prudenza con la quale è stato presentato, l’abbinamento sembra quasi inevitabile. Draper è cresciuto considerando Murray un modello. Lo ha osservato diventare il primo britannico dell’era Open capace di vincere Wimbledon, conquistando inoltre due medaglie d’oro olimpiche e il numero uno del mondo in una generazione dominata da Federer, Nadal e Djokovic.

Negli ultimi anni i due sono passati dall’ammirazione a un rapporto più diretto. Si sono allenati insieme, si sono affrontati sul circuito e hanno costruito un’amicizia. Ora Draper si ritrova nel box proprio il giocatore che, meglio di chiunque altro, può comprendere la sua posizione.

Murray e Draper, una coppia per Wimbledon

"Andy è stato una grandissima fonte d’ispirazione per me", ha raccontato dopo la vittoria di Eastbourne. "Averlo lì è rassicurante. Non sento una pressione maggiore, anzi: la sua presenza mi dà fiducia". Il tema della pressione non è secondario. Da quando Murray si è ritirato, Draper è stato indicato come il candidato naturale a raccoglierne l’eredità. Nel 2025 era salito fino al numero 4 del mondo, dopo aver raggiunto la semifinale degli Us Open e aver dimostrato di poter competere con i migliori. Quella crescita aveva alimentato aspettative enormi, soprattutto in vista di Wimbledon.

Poi sono arrivati gli infortuni. Un problema al braccio lo ha tenuto lontano dal circuito per sette mesi. Dopo essere rientrato e aver raggiunto i quarti a Indian Wells, dove ha anche sconfitto Novak Djokovic, Draper si è fermato nuovamente a Barcellona per una tendinite al ginocchio. Ha saltato gran parte della stagione sulla terra, compreso il Roland Garros, ed è precipitato in classifica. Murray conosce bene questo percorso. La sua carriera è stata segnata dalla capacità di convivere con dolore, operazioni e lunghi periodi di riabilitazione. Dopo l’intervento all’anca, è tornato a competere con una protesi quando molti ritenevano impossibile persino una normale attività agonistica. Può dunque offrire a Draper qualcosa che va oltre la competenza tecnica: la credibilità di chi ha attraversato le stesse paure.

Murray e Draper, una coppia per Wimbledon

"Lui crede in me e nel mio tennis - ha spiegato Draper - e sa cosa significa affrontare momenti difficili, avere problemi fisici e continuare comunque a provarci. Il suo sostegno è stato molto importante". La prima missione di Murray non è chiedere risultati immediati, ma aiutare il suo nuovo allievo a ritrovare fiducia nel proprio corpo. Draper per esempio ha modificato più volte il movimento del servizio nel tentativo di ridurre le sollecitazioni sul braccio. Era passato a una posizione, con i piedi più distanti durante il caricamento, per utilizzare maggiormente le gambe, ma questa opzione aveva aumentato il lavoro sul ginocchio. Il britannico è quindi tornato alla sua impostazione originaria, con il piede posteriore che si avvicina a quello anteriore.

A Eastbourne il servizio ha funzionato per buona parte del match e Draper ha lasciato il campo senza nuovi dolori. Dopo 85 minuti si è detto soddisfatto della stabilità e della possibilità di colpire nuovamente a piena potenza. Più del risultato, era questo il dato che Murray attendeva. Sul piano tecnico l’ex numero uno può intervenire in diversi settori. Draper dispone di un servizio mancino potente, di un diritto pesante e della capacità di prendere il comando degli scambi. Quando è in fiducia, possiede una combinazione di forza e qualità atletica che pochi giocatori riescono a contenere.

Murray e Draper, una coppia per Wimbledon

Murray può aiutarlo a utilizzare queste armi con maggiore ordine. La lettura degli avversari, la selezione delle traiettorie, la gestione delle fasi negative e la capacità di modificare il piano durante la partita erano fra le qualità più importanti dello scozzese. Draper non deve imitarne il tennis difensivo, ma imparare da lui a trovare soluzioni quando il piano principale non produce risultati. Proprio a Eastbourne è emerso un primo esempio. Draper non ha risposto con efficacia, ha avuto qualche esitazione nel momento di chiudere l’incontro e non sempre si è mosso con naturalezza. Eppure ha trovato il modo di vincere in due set. Murray, dal box, lo ha invitato soprattutto a fidarsi del diritto e ad attraversare il colpo senza paura.

La collaborazione porta con sé anche un possibile rischio. La presenza di Murray attirerà ancora più attenzione intorno a Draper nel periodo dell’anno in cui ogni risultato di un britannico viene amplificato. Wimbledon sarebbe già stato per lui un appuntamento carico di aspettative; affrontarlo con il due volte campione del torneo nel box aumenta inevitabilmente il livello di esposizione. Jack sostiene però di non avvertire questo peso. Il rapporto già esistente fra i due e la presenza di Trotman, suo allenatore storico e oggi tecnico LTA, rendono l’ambiente familiare. "Andy e Trots hanno un rapporto fantastico - ha spiegato - così per me tutto sembra molto naturale".

Murray e Draper, una coppia per Wimbledon

Murray arriva a questa esperienza dopo i sei mesi trascorsi al fianco di Novak Djokovic, conclusi nel maggio 2025. Quella collaborazione gli ha permesso di osservare il tennis da una prospettiva nuova e di comprendere quanto il ruolo dell’allenatore dipenda dalla comunicazione. "Ho imparato molto su come trasmettere un messaggio e su quanto sia importante ascoltare il giocatore. Avere dei figli mi ha aiutato a essere più comprensivo e a vedere le cose dal punto di vista di un’altra persona".

Con Djokovic, Murray aveva lavorato con un campione già completamente formato. Draper rappresenta una sfida diversa: un giocatore di 24 anni, ancora in evoluzione, con grandi risultati alle spalle ma anche con un equilibrio fisico e mentale da ricostruire. Wimbledon arriva probabilmente troppo presto per chiedergli di tornare immediatamente ai livelli raggiunti nel 2025. Murray lo sa e difficilmente permetterà che il torneo diventi un esame definitivo. Il vero obiettivo è restituire continuità a un atleta che, quando è rimasto sano, ha dimostrato di poter entrare stabilmente nell’élite.

Per il momento il progetto ha una scadenza: la fine della stagione sull’erba. Ma entrambi hanno lasciato aperta la possibilità di proseguire, qualora l’esperienza funzionasse e gli impegni familiari di Murray lo consentissero. Il maestro e l’erede hanno cominciato con una vittoria imperfetta e forse era il debutto ideale. Murray ha costruito gran parte della propria carriera sulla capacità di resistere, adattarsi e trovare una strada anche nelle giornate complicate. Sono le stesse qualità di cui Draper ha bisogno per riprendere il cammino interrotto dagli infortuni.

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