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Montreal aperto alle sorprese, Cincy ritrova i big: cosa aspettarci dai 1000 vista New York

I Masters 1000 di Montreal e Cincinnati aprono la corsa verso gli US Open, con due scenari opposti. In Canada, senza Sinner, Alcaraz e Djokovic, si aprono grandi opportunità per gli inseguitori, Zverev in primis. In Ohio, invece, saranno ristabilite le solite gerarchie

01 agosto 2026

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Alexander Zverev, testa di serie numero 1 a Montreal (Getty)

Sarà per il fuso orario che dall’Italia rende complicato seguirli, o sarà perché capitano nel periodo da molti generalmente dedicato alle vacanze, ma storicamente i Masters 1000 di Montreal (o Toronto negli anni dispari) e Cincinnati sono i due che, dalle nostre parti, godono del minore appeal. Eppure, valgono esattamente quanto gli altri sette appuntamenti di categoria e nella riforma promossa qualche anno fa dall’ATP hanno ricevuto – a differenza di altri – l’estensione a dodici giorni ciascuno.

E i motivi di interesse non mancano mai, nemmeno quest’anno, nemmeno se in Canada non ci saranno – neanche stavolta – sia Sinner sia Alcaraz e Djokovic, tutti per ragioni differenti. L’altoatesino ha privilegiato il riposo sacrificando la chance di vincere tutti i 1000 nello stesso anno (per la prima volta nel 2026 vincerà qualcun altro), lo spagnolo sta ancora lavorando per recuperare dall’infortunio (ci siamo quasi), mentre “Nole” ormai da un po’ sceglie i tornei da affrontare con grande precisione, perché se lo può permettere.

Tuttavia il tennis non sono solo loro tre e assenze così rumorose si traducono in grandi opportunità per tutti gli altri, un po’ come successo all’ultimo Roland Garros rimasto orfano del terzetto già all’inizio della seconda settimana. In Francia ne ha approfittato Zverev, che a Montreal sarà il favorito numero uno, sia secondo la classifica, sia a giudicare dalla sua maturazione parigina e post parigina. Ha finalmente vinto uno Slam, ma non per questo disdegnerà l’idea di tornare a imporsi in un 1000 a quasi due anni dall’ultima volta. Sascha sa come si vince sia in Canada sia a Cincinnati, perché l’ha già fatto in passato. Almeno nel Quebec può ripetersi.

Flavio Cobolli (Getty)

Flavio Cobolli (Getty)

Negli ultimi anni, il Canadian Open è stato il Masters 1000 più imprevedibile, proponendo sei vincitori diversi nelle passate sei edizioni, fra i quali Ben Shelton, Alexei Popyrin e Pablo Carreno Busta. Non esattamente tre tennisti abituati a trionfare a certi livelli, il che dimostra come l’appuntamento nordamericano – anche in virtù dello scarso amore da parte dei big – sia spesso diventato terreno di sorprese, e non solo secondo l’albo d’oro.

Chissà che il tabellone più aperto del solito non possa aiutare anche i nostri: Flavio Cobolli partirà da numero 6 del seeding, ergo avrà una discreta chance di raggiungere un quarto di finale centrato una sola volta in carriera nei 1000 (quest’anno a Madrid), mentre Lorenzo Musetti sarà la testa di serie numero 12 e avrebbe un gran bisogno di fare strada, per giocare partite e raccogliere punti in vista di New York. Senza dimenticare gli altri: Luciano Darderi, Matteo Arnaldi che a Montreal è arrivato in semifinale due anni fa, un Matteo Berrettini che può fare strada, il rientrante Mattia Bellucci e Lorenzo Sonego.

Come da tradizione, dopo l’appuntamento del Canada sarà la volta del quarto e ultimo Masters 1000 americano, quello di Cincinnati, eletto torneo dell’anno nel 2025. Rispetto all’appuntamento “cugino” gode di una collocazione in calendario decisamente più felice, e quest’anno avrà il compito di rimettere la chiesa al centro del villaggio. Perché ci sarà Jannik Sinner, vincitore nel 2024, perché potrebbe esserci il campione in carica Carlos Alcaraz (o almeno quello è il suo obiettivo ora che sta intensificando gli allenamenti), e perché tornerà in gara anche Novak Djokovic, assente dal Cincinnati Open dal titolo del 2023. In sintesi, si ristabiliranno le solite gerarchie, con Sinner un gradino – o forse più – sopra a tutti gli altri.

Ma anche Cincinnati, storicamente, qualche sorpresa l’ha regalata, su tutte il trionfo nel 2022 del croato Borna Coric, uno dei soli due campioni degli ultimi cinquant’anni a non aver mai raggiunto la top-5 della classifica ATP (e nel suo caso nemmeno la top-10). Rispetto ad altri Masters 1000 resta più soggetto a potenziali sorpresa, ma coi tre grandi in gara rischia di diventare tutto estremamente più complicato. Dunque, se ci fosse qualcuno che ha in canna il torneo della vita, il consiglio è di sparare la cartuccia in Canada. A Cincinnati potrebbe non bastare.

Sinner e Alcaraz nel 2025 a Cincinnati (Getty)

Sinner e Alcaraz nel 2025 a Cincinnati (Getty)

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