Chiudi
“Monte-Carlo era il primo torneo da quando ho detto che questa sarà la mia ultima stagione, e sento qualcosa di diverso dentro. C’è come una sensazione di sollievo. Sono più rilassato, non ho pressione. Cerco solo di prendere tutto il positivo che c’è"
05 aprile 2026
L'amarezza, in fondo, la si può vivere pure con una certa serenità. Per David Goffin, Monte-Carlo non è mai stato un torneo come gli altri. E quest’anno, al Masters 1000 sulla terra del Principato, il sapore è stato ancora più intenso (malgrado la sconfitta): quello di un addio annunciato. Il belga, sconfitto all’ultimo turno delle qualificazioni per 7-6 al terzo dal talento americano Emilio Nava, ha raccontato con grande sincerità il momento che sta vivendo, tra emozioni contrastanti e una decisione ormai presa: il 2026 sarà la sua ultima stagione nel circuito.
“Non poteva essere più drammatica di così - ha detto il belga a fine match - ma volevo davvero dare tutto per questa partita. È il mio ultimo torneo qui a Monaco, un torneo che amo, quindi dovevo lasciare tutto in campo. Anche se dall’inizio è stato complicato, ho cercato di lottare, trovare soluzioni, provare a vincere più game possibili. Non è andata bene oggi, ma ci ho provato fino alla fine”.
Nonostante la sconfitta, il tono è tutt’altro che amaro. Anzi, emerge una certa soddisfazione, unita all'orgoglio per una carriera importante: “È stata una partita dura, ma anche divertente. Me la sono goduta. Ho affrontato due grandi giocatori in questi giorni e ho cercato sempre di restare lì, di trovare il modo di girarla. Alla fine con Nava è stata una partita molto intensa, dura ma anche bella da vivere”.
Parole che si inseriscono in un contesto più ampio, quello di una carriera arrivata a un punto di svolta. Goffin ha infatti confermato che la decisione di ritirarsi a fine stagione è maturata nelle ultime settimane, dopo un periodo complicato sia dal punto di vista fisico che mentale.
“Non è una cosa a cui pensavo da tantissimo tempo, ma da qualche settimana sì. La seconda parte della scorsa stagione è stata difficile. Ero tornato vicino ai top 50, poi ho avuto un infortunio al piede che mi ha fermato per mesi, e subito dopo un problema al ginocchio mi ha condizionato per altri mesi. Ho iniziato questa stagione molto tardi, e tutto questo ha avuto un impatto non solo fisico, ma anche mentale”.
Il calo in classifica e le difficoltà nel ritrovare continuità hanno portato il belga a una riflessione profonda: “Quando scendi un po’ nel ranking, devi chiederti cosa sei disposto a fare per tornare tra i primi 100 o tra i primi 50. Sai esattamente quali sforzi devi fare, quanto devi lavorare. E a un certo punto devi essere onesto con te stesso e chiederti: sono pronto a farlo davvero?”.
La risposta, nel suo caso, non è stata semplice: “Per me non è stato facile, perché servono tantissimi sforzi per tornare a quel livello, e non ero sicuro, soprattutto fisicamente, di essere pronto per affrontare tutto questo ancora una volta. Per questo la decisione non è stata comoda e immediata, ma adesso sono felice di averla presa. Sento che è il momento giusto”.
Nonostante l’addio ormai deciso, Goffin non vuole vivere questi mesi con malinconia. Al contrario, l’obiettivo è chiudere nel modo migliore, scegliendo con cura i tornei da disputare: “Non so ancora esattamente cosa farò dopo, c’è ancora una stagione da giocare. Per me non sarà un calendario completo come in passato, ma ci sono tornei che amo e che vorrei giocare. Non sarà facile entrarci con il ranking attuale, ma vedremo settimana dopo settimana”.
Tra questi, uno in particolare ha un valore speciale: “Il mio obiettivo è finire la stagione a Bruxelles. Sarebbe incredibile chiudere la carriera in Belgio. Poi ci sarà tempo per pensare al futuro, per valutare le opportunità e capire cosa fare. Ma adesso non è il momento di prendere quelle decisioni”.
Curiosamente, l’annuncio del ritiro ha avuto un effetto positivo sul suo atteggiamento in campo. Una sorta di liberazione: “Monte-Carlo era il primo torneo da quando ho detto che questa sarà la mia ultima stagione, e sento qualcosa di diverso dentro. C’è come una sensazione di sollievo. Sono più rilassato, non ho pressione. Cerco solo di prendere tutto il positivo che c’è nello stare in campo e godermi ogni momento. È una sensazione davvero piacevole”.
E quando gli viene chiesto se l’idea di lasciare Monte-Carlo per l’ultima volta possa essere spaventosa, la risposta è sorprendentemente serena: “No, per niente. Non è qualcosa che mi fa paura. Anzi, è più una sensazione di sollievo. Mi sento bene, mi sento felice. Non c’è paura per quello che verrà dopo, mi sento tranquillo”. A Monte-Carlo, al di là del risultato, resta proprio questa immagine: quella di un Goffin più leggero, libero, determinato a godersi ogni scambio, fino al suo ultimo torneo.