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Attenzione a Medvedev: "Sono più aggressivo di quello che pensate"

"Posso essere aggressivo - spiega il russo - quando ho l’opportunità e difendermi quando ne ho bisogno. Quando riesco a mettere insieme tutte queste cose diventa complicato per l’avversario prendere il controllo”

12 marzo 2026

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Prestazione solida, autorevole e ricca di spunti positivi per Daniil Medvedev, che supera l’americano Alex Michelsen e conquista un posto nei quarti di finale a Indian Wells. Il russo ha controllato gran parte dell’incontro grazie alla qualità del servizio, alla pressione costante in risposta e alla consueta solidità difensiva. Nel prossimo turno troverà il britannico Jack Draper, uno dei giocatori più in forma della settimana.

A fine partita, Medvedev ha parlato di una prestazione complessivamente molto positiva, sottolineando soprattutto la qualità del suo gioco nei momenti chiave. “Penso di aver espresso un grande livello in generale. Ho messo molta pressione sul suo servizio e anche nel secondo set, che è stato più equilibrato, ho avuto due game in cui potevo andare avanti di un doppio break. In uno di quei momenti ricordo che lui ha fatto una volée incredibile sulla prima palla break. Avrei potuto essere un po’ più avanti nel punteggio, ma alla fine la partita si è fatta più tirata. Sono comunque molto contento di come ho giocato, di come ho servito, praticamente di tutto”.

Secondo Medvedev, quando il russo riesce a esprimere il suo miglior tennis diventa particolarmente difficile da affrontare per qualsiasi avversario. “Quando sto giocando bene è dura giocare contro di me, perché posso servire bene, trovare vincenti quando serve e allo stesso tempo difendermi molto bene. È un gioco completo: posso essere aggressivo quando ho l’opportunità e difendermi quando ne ho bisogno. Quando riesco a mettere insieme tutte queste cose diventa complicato per l’avversario prendere il controllo”.

Il russo ha voluto anche chiarire una percezione piuttosto diffusa sul suo stile di gioco. Nonostante venga spesso descritto come un giocatore difensivo, Medvedev si considera in realtà piuttosto aggressivo quando è in fiducia.

Attenzione a Medvedev: "Sono più aggressivo di quello che pensate"

“Quando ho fiducia nel mio tennis sono un giocatore aggressivo. Se guardate alcune partite negli Slam contro giocatori molto offensivi, spesso ho fatto più vincenti di loro. Questo succede perché riesco a difendere bene e a ridurre i loro vincenti, ma quando ho l’occasione posso entrare nello scambio e attaccare. Quando invece non gioco al massimo, la potenza dei miei colpi e le percentuali scendono un po’, e allora finisco per difendermi di più. Non è una scelta, è semplicemente il livello che cambia”.

Nel corso della conferenza stampa di fine match, Medvedev ha affrontato anche uno dei temi più discussi nel tennis moderno: lo shot clock. Il russo, che di solito serve molto rapidamente, ha spiegato come la gestione del tempo tra un punto e l’altro sia spesso molto soggettiva. “È una questione complicata perché è soggettiva. Anche per uno come me che serve abbastanza velocemente, se giochi uno scambio da quaranta colpi e finisci lontano dalla linea di fondo magari vai a servire e vedi che restano cinque secondi. A volte sembra davvero tutto troppo veloce. Allo stesso tempo alcuni giocatori riescono a sfruttarlo a loro favore, magari facendo ripetere il lancio di palla o prendendo più tempo. È difficile trovare una regola perfetta. Qualunque sia il sistema, io cerco semplicemente di adattarmi”.

Attenzione a Medvedev: "Sono più aggressivo di quello che pensate"

Sempre a proposito di dettagli tecnici, Medvedev ha parlato anche delle palline utilizzate nel torneo. A Indian Wells quest’anno si gioca con Dunlop, un cambiamento che il russo accoglie piuttosto positivamente. “Non sono le mie palline preferite in assoluto, ma le preferisco rispetto ad altre. Almeno restano abbastanza rotonde durante lo scambio. Con alcune palline mi capita di colpire la palla nello stesso modo e ottenere risultati diversi perché la palla cambia forma. Questa è una cosa che non mi piace, perché a volte non capisci perché un colpo esce o finisce in campo. Con queste invece mi sembra che il risultato dipenda di più da come colpisci”.

Un altro tema interessante riguarda la smorzata, un colpo che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente, anche sul cemento. Medvedev ha indicato due specialisti del circuito. “Direi sicuramente Carlos Alcaraz, che fa delle smorzate incredibili. E anche Corentin Moutet. Sono due giocatori molto diversi, ma entrambi hanno una smorzata davvero speciale. Con Alcaraz è difficile perché può colpire fortissimo da fondo campo e poi all’improvviso cambiare ritmo con la smorzata”.

Il russo ha ricordato anche una curiosità legata proprio alle smorzate nel torneo californiano. “Mi ricordo molto bene la finale qui contro Alcaraz: fece tantissime smorzate e molti vincenti. La settimana successiva però ho vinto un torneo, anche se avevo pensato che forse tutti, avendo visto quella finale, avrebbero iniziato a giocare tante smorzate contro di me...”.

Ora all’orizzonte c’è il quarto di finale contro Jack Draper, reduce da una stagione complicata ma tornato a esprimere un ottimo tennis. “Jack ha vinto qui l’anno scorso ed è tornato molto bene dopo l’infortunio. Sta giocando davvero un grande tennis. Mi aspetto una partita molto fisica e combattuta, una di quelle in cui non sai davvero chi potrà vincere”. Per Medvedev, che a Indian Wells è stato finalista negli ultimi anni, il torneo californiano resta uno dei grandi obiettivi della stagione. Con il livello mostrato contro Michelsen, il russo sembra pronto a giocarsi ancora una volta un ruolo da protagonista nel deserto.

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