-
Atp

Maestrelli verso la top-100, a modo suo: “Non bado al ranking, penso al lavoro”

L’ottimo avvio di 2026, abbinato a un’eccellente seconda parte di 2025, ha portato Francesco Maestrelli al numero 108 della classifica ATP. I top-100 sono a un passo, ma il pisano guarda altrove. “La classifica – dice – non mi interessa. Non inseguo le vittorie, ma la crescita continua: i risultati sono una conseguenza”

15 febbraio 2026

20260213_GettyImages_2256930499.jpg

Nel tennis azzurro, lontano dalle primissime posizioni, Francesco Maestrelli è uno degli uomini del momento. Sulla scia dell’ottimo finale di 2025, il pisano ha inaugurato la nuova stagione con la prima qualificazione Slam all’Australian Open, il primo successo nel main draw di uno Slam e l’esperienza sulla Rod Laver Arena contro niente meno che Novak Djokovic. Poi, ci ha aggiunto una finale nel primo dei due Challenger a trazione italiana di Tenerife (organizzato da MEF Tennis Events col supporto di Turismo Tenerife) e ha aggiornato di nuovo il best ranking, salendo al numero 108 della classifica. Numeri alla mano, il 23enne azzurro dovrà difendere solamente un centinaio di punti nei prossimi tre mesi, dunque la top-100 non è mai stata così vicina.

Tuttavia, fedele allo stesso stile che lo porta a non consultare nemmeno i tabelloni dei tornei, così da concentrarsi sempre e solo sull’avversario successivo senza mai guardare oltre, Maestrelli preferisce non pensarci. “Al ranking – racconta – non ci guardo, onestamente non mi interessa. Ogni settimana mi lascia nuovi spunti, che mi fanno capire che il lavoro da svolgere è ancora tanto, così come gli aspetti sui quali posso migliorarmi. L’obiettivo, quindi, è quello di giocare il maggior numero di partite in un determinato modo, non inseguendo il risultato bensì gli obiettivi tecnici e tattici stabiliti insieme al mio team. Al resto non ci penso: i risultati saranno una conseguenza di questo percorso”.

Francesco Maestrelli (foto Alejandro Fumero)

Francesco Maestrelli (foto Alejandro Fumero)

Maestrelli è nella posizione – invidiabile – di chi può permettersi di non avere fretta. Solo nove mesi fa era scivolato fuori dai primi 300 della classifica e tornava ad assaggiare i tornei ITF, complice un infortunio che ne ha rallentato i piani, dunque sa mettere tutto in prospettiva. Lui per primo non si sarebbe atteso una risalita così repentina. “Le chiavi? È cambiata tanto la mia quotidianità – dice ancora –: oggi, da quando mi sveglio al mattino fino a quando vado a letto, tutto ciò che faccio è pensato in funzione del mio miglioramento. Come detto, non vado alla ricerca del risultato, ma punto sulla mentalità: cerco di essere orientato sulla crescita, propositivo e aggressivo. Per stare ad alti livelli è necessario: nessuno fa scelte conservative”.

L’altro step da compiere per raggiungere i più forti, e soprattutto rimanere a tempo pieno in mezzo a loro, passa invece dalla continuità. Dalla capacità di giocare lo stesso tennis dal primo all’ultimo giorno di un torneo, per 20/25 settimane all’anno. “Col mio team – spiega – stiamo lavorando molto per cercare di dare al mio tennis maggiore costanza. Cerchiamo di prenderci sempre del tempo anche per fare lavori al cesto, migliorare la tecnica e mantenere determinati parametri. Quando si giocano tante partite, capita di perderli di vista. Stiamo allenando anche le intenzioni, le idee, la pulizia dei colpi”. In sostanza, un lavoro a 360 gradi che abbraccia tecnica, tattica e aspetti mentali, tutti tasselli di quel benedetto puzzle che per arrivare a certi livelli va completato per forza.

Maestrelli verso la top-100, a modo suo: “Non bado al ranking, penso al lavoro”

Parecchie indicazioni sullo stato di salute del suo tennis, su cosa può già funzionare anche nel circuito maggiore e cosa invece va ripassato ancora, gliel’ha dato l’incontro con Djokovic, una di quelle esperienze che, al di là del risultato o del punteggio, valgono come 100 giorni di allenamento. “Ho ricevuto tanti stimoli ai quali non sono abituato – dice ancora – e ci sono stati scambi nei quali Novak mi ha fatto sentire impotente. Mi sembrava di dover fare qualcosa di clamoroso per vincere un solo punto. Determinate giocate, che di solito con altri avversari mi permettono di prendere vantaggio, con lui non funzionano”.

“Ho capito – aggiunge – che uno dei miei principali punti di forza, cioè il servizio, può e deve migliorare ancora, soprattutto in termini di precisione e di costanza nell’arco di un intero incontro. Quando funziona bene può essere un colpo devastante, ma possiamo lavorare ancora sulla messa a punto”. Un altro aspetto chiave è nel diritto, il suo colpo meno naturale. “Credo di avere molto margine in termini di capacità di essere aggressivo, di utilizzarlo per aprirmi il campo e andare a prendermi i punti a rete. Il progetto top-100 passa anche da lì, così come le speranze per il suo 2026, entrambe di un brillante colore verde. Verde Wimbledon. “Un obiettivo concreto? Mi piacerebbe qualificarmi per il main draw”. Sul sogno, invece, si prende un paio di secondi. Non sa se sbilanciarsi, ma lo fa: “vincerlo”. Crederci è il primo passo. O il primo ace.

Francesco Maestrelli (foto Alejandro Fumero)

Francesco Maestrelli (foto Alejandro Fumero)

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti