Le parole del numero 9 al mondo dopo il match d'esordio alle Nitto ATP Finals perso contro lo statunitense Taylor Fritz: "Mi sarebbe piaciuto esordire con una vittoria però la cosa bella del format di questo torneo è che anche perdendo il primo match si può sempre passare il girone"
di Max Grassi, da Torino | 10 novembre 2025
Taylor Fritz ha rovinato il debutto alle Nitto ATP Finals di Lorenzo Musetti grazie ad una prestazione maiuscola. Ma il n.2 azzurro ha avuto il merito di provarci fino all'ultimo, sostenuto dallo straordinario pubblico della Inalpi Arena di Torino. Con 13 ace all'attivo, l'americano ha certamente meritato la vittoria (6-3 6-4) grazie anche ad un solido gioco da fondocampo ma Lorenzo non ha certo sfigurato, visto anche le rocambolesche condizioni che lo hanno portato solo ieri mattina nel capoluogo piemontese.
“Sono soddisfatto - ha commentato il 23enne di Carrara - di come ho servito oggi. Ci sono state alcune situazioni, che non definirei sfortunate, ma in cui avrei potuto andare avanti nel punteggio e invece, subito dopo, ho subito il break. Probabilmente quello è stato il punto di svolta della partita e del primo set in particolare. Dopo la finale di Atene, sapevo che non avrei potuto essere al 100% della forma, soprattutto fisicamente, perché mentalmente sono davvero felice di essere qui e super orgoglioso di me stesso, della mia squadra, di ciò che abbiamo raggiunto. Oggi ho cercato di lottare con quello che avevo però Taylor è stato più bravo di me. Ma se si analizza la partita, alla fine, la differenza è stata solo di un break per set”.
A proposito della sua condizione fisica, il n.9 al mondo ha puntualizzato: “Sentivo le gambe pesanti ed ero piuttosto lento, soprattutto in uscita dal servizio. Anche in termini di riflessi e di sensibilità di palla non ho avuto molta confidenza. Sto facendo del mio meglio per recuperare in vista del match di domani sera (contro Alex De Minaur, alle 20.30, ndr.). Ieri mi sono allenato solo 30 minuti e non è mai facile giocare una partita in condizioni completamente diverse perché le condizioni qui sono praticamente opposte a quelle di Atene dove la palla rimbalzava molto bassa e sembrava quasi di giocare sull’erba. Qui la palla rimbalza molto più alta e spero che domani potrò sfruttare a mio vantaggio queste condizioni".
Sul suo debutto alle Nitto ATP Finals ha commentato: “Ho sentito davvero tanto l’entusiasmo di essere qui. Il pubblico, fin dal mio ingresso in campo, mi ha davvero emozionato. Forse una delle più forti della mia carriera. Ovvio, mi sarebbe piaciuto partire con una vittoria però la cosa bella del format di questo torneo è che, anche perdendo il primo match, si può sempre passare il girone e magari vincere il torneo. È già accaduto in passato. Questo mi dà la forza per cercare una reazione fisica ma anche di carattere”.
Il 23enne ha parlato anche del suo avversario di giornata: “Taylor mi ha abbastanza sorpreso perché credo che abbia giocato una partita veramente buona, a parte forse un inizio un pochino incerto. Da fondo mi ha messo tanta pressione anche se io ho fatto molta fatica ad adattarmi alla velocità e non ho mai avuto l'impressione di avere il comando del gioco. Mi ha sorpreso perché è stato molto continuo per tutta la partita e ha fatto pochissimi errori gratuiti. Ha concesso pochissimo in risposta e ovviamente al servizio è stato molto efficace. Non ha mai tolto il piede dall'acceleratore, Sapevo che sarebbe stata una partita dura anche perché le condizioni di Torino a lui piacciono molto, visto anche il risultato dell'anno scorso”.
Parlando della sua programmazione e sulla possibilità di giocare qualche torneo in meno il prossimo anno (il carrarese nel 2025 ne ha giocati 22), Musetti ha sottolineato che: “Sarebbe bello fare un programmazione sapendo già a quali tornei farai i risultati migliori perché sono i risultati, come è ovvio che sia, che condizionano le nostre scelte. Jannik e Carlos, per fare un esempio, hanno saltato il Masters 1000 in Canada dopo la finale di Wimbledon. Purtroppo quest'anno sono stato condizionato tanto da 6-7 tornei saltati per infortunio, soprattutto i tornei in Sud America e sull’erba, ed è stato quello che mi ha portato a dover rincorrere nell'ultimo periodo dove, per fortuna, non ho avuto infortuni”.
Musetti ha poi chiuso la conferenza tornando sul tema della paternità. “Essere diventato padre sicuramente mi ha reso una persona più responsabile... su determinate cose in campo e ovviamente tanto al di fuori. Sono una persona certamente più matura di quanto lo fossi prima ma il mio approccio ai match non è cambiato. Ho la mia routine che continua ad essere valida. Semplicemente oggi ho una visione più ampia, a 360 gradi, con una professionalità maggiore”.