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Lehecka orgoglioso: "La distanza c'è ma non è incolmabile"

"Quello che porto via da questo torneo - dice il ceco - è soprattutto la continuità. Ho affrontato giocatori diversi, condizioni diverse, situazioni sempre nuove, e sono riuscito a mantenere i miei punti di forza per tutta la settimana"

30 marzo 2026

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Jiri Lehecka si ferma in finale a Miami, ma esce dal torneo con la consapevolezza di aver compiuto un salto di qualità importante. Il ceco, sconfitto in finale da Jannik Sinner, analizza con lucidità una partita in cui ha intravisto delle possibilità, salvo poi scontrarsi con la forza del numero due del mondo.

"È stata una settimana incredibile, anche se oggi ovviamente fa male. Quando affronti un giocatore come Sinner capisci davvero cosa significhino esperienza e fiducia nei momenti decisivi: nel primo set, proprio quando ho avuto una chance per rientrare, lui ha trovato cinque prime di servizio consecutive. In quel momento ho percepito chiaramente la differenza: se avesse giocato più seconde, forse avrei potuto entrare nello scambio e metterlo sotto pressione, ma lui ha letto perfettamente la situazione e ha alzato il livello".

Il momento chiave, per Lehecka, è stato proprio quel game nel finale del primo parziale: una finestra che si è chiusa troppo in fretta. "Da lì in poi è diventato estremamente difficile trovare spiragli nei suoi turni di battuta".

Rispetto al precedente di Parigi, però, il ceco vede segnali incoraggianti. "Rispetto alla nostra sfida dello scorso anno al Roland Garros, credo di aver giocato una partita molto migliore. A Parigi le condizioni erano complicatissime per il mio gioco: campo pesante, palle lente, tetto chiuso… lui aveva tutto il tempo per rispondere ai miei colpi e io non riuscivo a fare male con il servizio. Qui a Miami è stata un’altra storia".

Lehecka orgoglioso: "La distanza c'è ma non è incolmabile"

Lehecka evidenzia i progressi soprattutto nell’approccio tattico: "Ho cercato di non ripetere gli stessi errori, di usare di più il servizio come arma e di prendermi qualche rischio in più andando a rete. Penso che si sia vista una versione migliore di me, anche se non è bastato". Nonostante la sconfitta, il bilancio della settimana resta ampiamente positivo. "Quello che porto via da questo torneo è soprattutto la continuità. Ho affrontato giocatori diversi, condizioni diverse, situazioni sempre nuove, e sono riuscito a mantenere i miei punti di forza per tutta la settimana. È qualcosa su cui ho lavorato tanto negli ultimi mesi".

Un aspetto che riguarda non solo il gioco, ma anche la testa: "Dal punto di vista mentale sono molto soddisfatto: nei momenti difficili sono riuscito a restare dentro al match, a reagire. Questo tipo di risposta è fondamentale per crescere". La finale è stata condizionata anche dalla lunga interruzione per pioggia, un fattore che Lehecka ha cercato di gestire nel migliore dei modi. "Sapevamo che sarebbe arrivata, ma non è mai semplice fermarsi e poi ripartire. In realtà, per come si stava mettendo il match, la pausa mi ha aiutato un po’: lui aveva preso ritmo. Ho avuto tempo per riflettere e il primo game del secondo set, in cui ho tenuto il servizio, è stato fondamentale per rientrare mentalmente".

Lehecka orgoglioso: "La distanza c'è ma non è incolmabile"

Un altro dato che racconta bene la partita è la fine della sua striscia senza break subiti durante il torneo. "Ovviamente perdere il servizio per la prima volta proprio in finale non è stato ideale. Ma fa parte del tennis. Subito dopo ho provato a reagire, ho avuto tre occasioni per il contro-break, e lì ancora una volta lui ha fatto la differenza: ace, prime palle, nessuna esitazione".

Ora lo sguardo è già rivolto alla stagione sulla terra battuta, con tempi di adattamento ridotti. "Andrò direttamente a Monte-Carlo: non ci sarà molto tempo per prepararsi, ma arrivarci con questa fiducia cambia tutto. Dopo una settimana così, anche l’adattamento diventa più semplice". Infine, una riflessione sul dominio sempre più marcato della nuova generazione guidata da Sinner e Carlos Alcaraz. "Non è qualcosa di nuovo per il tennis. È già successo in passato con altri grandi nomi. Credo sia positivo per il nostro sport: crea rivalità, alza il livello generale e dà a tutti noi uno stimolo in più". Il divario, però, non è considerato incolmabile. "La distanza c’è, ma non è insuperabile. Per batterli serve continuità, coraggio nei momenti importanti e la capacità di cogliere le poche occasioni che ti concedono". Sembra facile, a dirlo.

Lehecka orgoglioso: "La distanza c'è ma non è incolmabile"

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