Unico rappresentante della Top-800 del ranking Atp ad avere meno di diciassette anni, Kouamé ha recentemente raggiunto il best ranking di numero 397 del mondo. Più o meno come Alcaraz alla stessa età...
26 febbraio 2026
Quello di Moise Kouamé è un nome che sta cominciando a circolare con sempre maggiore insistenza nel mondo del tennis. Il talentuoso giocatore francese, nato a pochi chilometri da Parigi nel marzo 2009, si è messo in mostra in queste prime settimane del 2026 con diversi piazzamenti che gli hanno consentito di balzare agli onori delle cronache per aver battuto diversi record di precocità.
Unico rappresentante della Top-800 del ranking Atp ad avere meno di diciassette anni, Kouamé ha recentemente raggiunto il best ranking di numero 397 del mondo in seguito alla semifinale disputata nel Challenger 125 di Lille, dove ha sfruttato al meglio una wild card concessagli dall’organizzazione battendo in sequenza Dodig, Schwaerzler e Basavareddy, prima di arrendersi al connazionale Van Assche. L’ultimo tennista a essere entrato in Top-400 a questa età era stato Carlos Alcaraz, capace di issarsi all’interno di questa fascia di classifica a 16 anni e 295 giorni: Kouamé, invece, ha conseguito il proprio miglior piazzamento all’età di 16 anni e 354 giorni.
Chiusa con ampio anticipo la parentesi nel circuito Juniores - con un best ranking di numero 14 Itf, centrato nel marzo dello scorso anno, e un quarto di finale disputato in singolare al Roland Garros 2024 -, Kouamé ha deciso assieme al suo entourage di dedicarsi interamente all’attività professionistica, dove sin da subito ha raccolto risultati in linea con le aspettative. Già vincitore di due titoli Itf ad Hazebrouck e Bressuire, in questo primo scorcio di stagione il giovane tennista transalpino ha lasciato il segno anche nel circuito maggiore, qualificandosi per il main draw dell’Atp 250 di Montpellier grazie ai successi ottenuti contro Elias Ymer e Chidekh, diventando così il primo giocatore nato nel 2009 a riuscire in tale impresa.
Ex allievo delle accademie di Justine Henin e Patrick Mouratoglou, Kouamé può ora contare sull’enorme bagaglio d’esperienza di Richard Gasquet per provare a crescere ulteriormente e arrivare nei prossimi mesi a ottenere risultati ancora più importanti, utili a migliorare la classifica. “Io e Richard - ha spiegato Kouamé in una recente intervista - siamo stati messi in contatto tramite il mio agente, subito dopo il suo ritiro. Mi guida in ogni ambito, è fantastico poter avere una figura così al mio fianco”.
Gasquet, dal canto suo, durante il recente torneo di Montpellier ha smorzato i facili entusiasmi e paragoni affrettati, affermando come la strada da percorrere per il suo allievo sia ancora piuttosto lunga e ricca di insidie: “Ogni giocatore è diverso. Alcaraz non è Nadal, Kouamé non è Monfils: ognuno ha la propria storia e cercherà di tracciare il proprio percorso. Moise è unico: ricreare un nuovo Monfils non sarà un’impresa facile”.
Alto un metro e novanta centimetri, Kouamé esprime un tennis potente e aggressivo, ma non sfigura nemmeno sotto l’aspetto più difensivo. “Se attacchi senza difendere bene, dovrai lavorare il doppio - ha spiegato con lucidità -. Ogni colpo mi dà piacere, l’importante è divertirsi e ridere in campo. In me c’è un po’ di Monfils, Djokovic, Sinner e Alcaraz… ma quel che conta di più è la mia identità. Spero che tra dieci o vent’anni, i giovani possano dire di avere un po’ di Kouamé nel loro tennis”.
Senza dubbio il miglior giocatore francese della sua generazione, Kouamé è molto ben considerato in patria anche dagli addetti ai lavori. “Copre davvero bene il campo - ha spiegato Sebastien Grosjean - e non sbaglia quando decide che non è il momento per farlo. In lui si rivede qualcosa di Monfils nel modo di muoversi, negli scambi e nella resistenza”.