In attesa di scoprire se Fonseca riuscirà a far rivivere al popolo verdeoro le stesse emozioni provate con “Guga” Kuerten, il Brasile si esalta con l’Atp 500 di Rio, uno degli eventi più apprezzati del tour
17 febbraio 2026
L’Atp 500 di Rio de Janeiro non è un torneo come gli altri. Il Rio Open è diventato una vera e propria istituzione in Brasile, un evento in cui - anche grazie alla concomitanza con il sentitissimo Carnevale - l’irrefrenabile passione e la cultura sportiva del popolo carioca diventano un tutt’uno con balli, musica e colori caratteristici del periodo.
Capace di attirare 65.000 spettatori di media nelle ultime stagioni, dal 2014 il torneo di Rio ha visto imporsi sui campi del ‘Jockey Club Brasileiro’ - uno splendido complesso che offre una vista mozzafiato sul Cristo Redentore, una delle principali attrazioni della città - giocatori dal calibro di Rafael Nadal, David Ferrer, Dominic Thiem e Carlos Alcaraz.
Il torneo di Rio de Janeiro è considerato come una sorta di tappa “obbligatoria” per i tanti giocatori sudamericani che continuano a fare della terra battuta il proprio marchio di fabbrica, seppur il circuito Atp sia ormai per la maggior parte costituito da eventi su superfici rapide. Non è un caso, ad esempio, che ogni anno si presentino ai nastri di partenza numerosi giocatori argentini, che dalla loro parte - rispetto agli europei - hanno un importante vantaggio dato dalla maggior abitudine a giocare in contesti “caldi”, con un tifo non così distante da quello da stadio, come a loro capita già in quel di Buenos Aires. In sostanza, l’atmosfera che si respira in Brasile è nettamente diversa da quella delle altre tappe del circuito, tanto da rendere l’Atp 500 di Rio un unicum nel calendario Atp.
Il Campo Centrale dell'ATP 500 di Rio de Janeiro (Getty Images)
“Il sostegno del pubblico nei tornei in Sudamerica è incredibile - scrisse sul proprio profilo ‘X’ Andy Murray, vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio 2016 -. L’atmosfera è sempre pazzesca e testimonia quanto il tennis faccia parte della loro cultura sportiva”. Anche Rafael Nadal, campione a Rio nel 2014, rimase piacevolmente sorpreso dalla parentesi brasiliana: “Ho vissuto un’esperienza unica. Ogni persona emanava energia positiva, cantava e ballava senza sosta: aver avuto la possibilità di godermi il Carnevale di Rio è qualcosa che non dimenticherò mai”.
Già teatro di diversi tornei Challenger - chiuso il torneo di Itajai a gennaio, se ne giocheranno almeno altri cinque nel prosieguo della stagione - e Itf (nel 2025 ne sono stati organizzati ben ventiquattro, undici maschili e tredici femminili), il movimento brasiliano fa affidamento sul torneo di Rio de Janeiro per far parlare di sé a livello internazionale. Le imprese messe a referto da Gustavo Kuerten, per tre volte vincitore del Roland Garros (1997, 2000 e 2001) ed ex numero uno del ranking Atp, hanno contribuito ad avvicinare al mondo del tennis un popolo storicamente più legato al calcio, grazie a quella Seleção capace di vincere cinque Mondiali e nove edizioni della Copa América.
“Kuerten è l’idolo di una nazione intera, apprezzato per il suo carisma e per il modo in cui ha rappresentato il Brasile”, ha detto Joao Fonseca, da tutti considerato proprio come il principale erede della star di Florianopolis. Chiamato a combattere con la pressione di un Paese sulle spalle, Fonseca (n.38) è l’unico giocatore brasiliano nella Top-100 Atp di singolare, seguito dal numero 207 Joao Lucas Reis da Silva - noto per essere diventato, nel dicembre 2024, il primo giocatore professionista a rivelare la propria omosessualità - e dal numero 208 Thiago Monteiro, alla ricerca di una difficile risalita dopo aver raggiunto il best ranking di n.61 nel 2022. Alle prese con un evidente ricambio generazionale, il Brasile attende il classe 2009 Luis “Guto” Miguel, numero tre del ranking Under 18, omaggiato di una wild card per il tabellone principale dell’Atp 500 di Rio.
La situazione non è poi così diversa in campo femminile, dove fatta eccezione per Beatriz Haddad Maia - ora numero 66 Wta, ma Top-10 nel giugno 2023 - l’attualità racconta di soltanto altre due giocatrici in Top-300, la 31enne Laura Pigossi (n.214) e la 29enne Carolina Alves (n.230). La necessità dell’arrivo di nuove leve appare ancora più evidente rispetto al circuito Atp, ma gli ultimi risultati raccolti dalle giovanissime Nauhany Vitoria Leme da Silva - classe 2010, già in grado di vincere un match in Billie Jean King Cup, a novembre contro il Portogallo - e Victoria Luiza Barros, di un anno più grande, mettono il Brasile in una condizione di relativa tranquillità in vista del futuro. Da questo punto di vista, la presenza in calendario del Wta 250 di San Paolo per il secondo anno di fila conferma la volontà del popolo verdeoro di continuare a crescere anche nel tennis femminile.
Beatriz Haddad Maia (Getty Images)