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Dopo tre anni Nole torna a giocare il “1000” in Ohio e con propositi “bellicosi” vista l’assenza sia di Sinner che di Alcaraz. L’ultima volta che ha trionfato si poi imposto anche allo Us Open
di Tiziana Tricarico | 12 agosto 2026
Per parecchio, fino al 2018, il “Cincy Open” è stato tabù per Novak Djokovic. Sconfitto in finale nel 2008 e nel 2011 da Murray, nel 2009, nel 2012 e nel 2015 da Federer, ha dovuto attendere il 2018 (dodicesima partecipazione) per riuscire a conquistare il trofeo, battendo proprio “King Roger” nella sfida per il titolo. Si è poi ripetuto nel 2020 (in finale contro Raonic) e nel 2023 superando Alcaraz in una sfida dal livello altissimo, vinta in rimonta dal serbo dopo quasi quattro ore al tie-break del terzo. Da allora Nole non era più tornato sul cemento dell’Ohio, ma quest’anno ha deciso di riprovarci perché… potrebbe essere la sua grande occasione.
Dopo i forfait di Sinner e Alcaraz, il 39enne fuoriclasse di Belgrado si presenta come uno dei favoriti per la conquista del titolo in Ohio, mentre all’orizzonte comincia a profilarsi lo Slam newyorkese. Dopo la semifinale a Wimbledon il vincitore di 24 trofei Majors sembrava destinato al “letargo” fino allo Us Open, obiettivo per quel benedetto record Slam in solitario (adesso lo condivide con Margareth Court).
Per la prima volta da diversi anni, Nole disputerà un “1000” senza la presenza dei due migliori tennisti del mondo. Mentre i dubbi fisici che circondano entrambi - il polso destro per lo spagnolo, il ginocchio destro per l’azzurro - fanno sì che, a meno di tre settimane dall’inizio dello US Open, la candidatura del serbo inizi ad acquisire peso. Infatti, dal 1990 (anno in cui sono stati istituiti i Masters 1000) nessun tennista ha vinto gli US Open senza aver giocato né in Canada né a Cincinnati.
Ma prima di pensare a New York, è il momento di concentrarsi su Cincinnati. Djokovic, nonostante vanti un totale di quaranta titoli Masters 1000, non ne conquista uno da Parigi-indoor 2023. Infatti, negli ultimi due anni e mezzo i suoi migliori risultati sono stati le finali di Shanghai nel 2024 (stoppato da Sinner) e di Miami nel 2025 (battuto da Mensik). Tutte le altre partecipazioni, invece, si sono concluse con sconfitte al secondo o al terzo turno.
Sebbene la sua costanza nei tornei dello Slam sia esemplare, avendo raggiunto le semifinali in sette degli ultimi otto, la sua inattività e la scarsa motivazione nei confronti dei Masters 1000 - che ha vinto tutti più di una volta - rappresentano un aspetto da migliorare in questa fase finale della sua carriera. A Cincinnati sarà uno dei grandi favoriti per il titolo anche perché, oltre all’assenza di Jannik e Carlos, potrà contare un po’ anche sulla stanchezza psicofisica di tutta la nuova generazione di tennisti che hanno raggiunto i quarti in Canada - Shelton, Jódar, Tien, Fils, Mérida, Mensik, Darderi e Nakashima - con le probabilità di centrare il poker in Ohio in crescita esponenziale.
Di contro Novak non gioca una partita dallo scorso 10 luglio (la semifinale di Wimbledon persa in tre set contro Sinner) e le lunghe pause non gli fanno mai bene, ma se riuscirà a trovare il ritmo necessario e a superare i primi turni, allora diventerà davvero pericoloso.
Infatti, un’ipotetica vittoria a Cincinnati lo porterebbe allo US Open pieno di fiducia. Come già accaduto nel 2023, quando batté Alcaraz in una finale memorabile e, tre settimane dopo, sollevò il trofeo sull’Arthur Ashe Stadium. Difficile ma non impossibile, soprattutto per Nole.