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Luciano, in particolare, è implacabile negli Atp 250. Il bottino pieno è arrivato sempre in quella categoria, dove il bilancio diventa eccezionale in senso assoluto: 38 match vinti e appena 9 persi in 26 mesi
di Cristian Sonzogni | 04 marzo 2026
È sempre un buon momento per parlare di terra battuta, anche se il Tour in queste settimane guarda al cemento della primavera americana. È sempre un buon momento per giocare su terra, dal punto di vista di Luciano Darderi, recente vincitore a Santiago con un titolo che gli ha garantito un primato: nessuno ha vinto quanto lui dal 2024 a oggi: 5 trofei, tutti sul rosso, da Cordoba al Cile passando per i tre successi del 2025, ossia Marrakech, Bastad e Umag.
In mezzo, pure la finale persa a Buenos Aires un paio di settimane fa. In totale, se includiamo il circuito Challenger, negli ultimi due anni Darderi sul rosso ha giocato esattamente 100 partite e ne ha vinte 72 (una sola per forfait dell'avversario).
Avanti con i numeri di questo che appare non come un dominio, ma come un degno tentativo in tal senso: Luciano è numero 5 se guardiamo alla statistica dei punti vinti sotto pressione, quando si gioca sul mattone tritato. Meglio di lui hanno fatto solamente Carlos Alcaraz, Filip Misolic, Jenson Brooksby e Arthur Cazaux, ma sugli ultimi tre i dati sono alterati per via di una scarsa presenza sulla terra o per via di tanti match giocati nei tornei minori.
Tornando a Darderi, colpisce il 40,9 per cento di palle break trasformate, ma degni di nota sono pure il 62,9 per cento che indica le occasioni annullate ai rivali e un clamoroso 90,9 per cento di tie-break vinti. Contro l'81,8 di Alcaraz.

La vittoria di Darderi a Santiago in 10 scatti
Darderi, in particolare, è implacabile negli Atp 250. Il bottino pieno è arrivato sempre in quella categoria, dove il bilancio diventa eccezionale in senso assoluto: 38 match vinti e appena 9 persi in 26 mesi. Il punto debole, invece, è quel torneo che della stagione su terra rappresenta l'apice, il Roland Garros: qui Luciano ha giocato due volte, collezionando un'uscita all'esordio e un secondo turno. Chiaro che quest'anno a Parigi si debba ambire a una prestazione all'altezza.
Mentre l'italiano d'Argentina continua a crescere pure fuori dal rosso, potrebbe trovare dalle altre superfici una spinta ulteriore non solo per salire nel ranking, ma anche per limare quegli aspetti che ancora possono aiutarlo a fare altri step, sull'amata terra. Per esempio, Luciano è oggi numero 31 in risposta, sulla superficie lenta, e si trova al numero 26 se parliamo di rendimento al servizio. Con una maggiore incisività nei colpi di inizio gioco - peraltro già migliorati di recente - lo scatto in avanti potrebbe essere ancora più importante.
Luciano Darderi in azione (Getty Images)
Infine, guardiamo all'Italia, non di oggi ma di ogni epoca. Darderi è già al sesto posto nei plurivittoriosi di ogni tempo, a fianco di Corrado Barazzutti (5 trofei a testa nel circuito) e a un solo titolo di distanza da Paolo Bertolucci. Ma se ci limitiamo alla terra, pare che non ci sia nessuno fuori dalla portata di Darderi, in termini di vittorie: comandano Adriano Panatta e Fabio Fognini a quota 8, seguiti da Matteo Berrettini e Paolo Bertolucci a 6. Il punto è che Luciano ha 24 anni e in fondo a vincere ha appena cominciato.
C'è di più: se andiamo a prendere il numero di tornei incamerati in una singola stagione, solamente Jannik Sinner ha fatto meglio. I 3 trofei di Darderi nel 2025 si vanno ad affiancare ad alcune delle migliori stagioni di sempre degli azzurri: il 2024 di Berrettini, il 2018 di Fognini, il 1977 di Barazzutti e Bertolucci. Alla fine di tutta questa montagna di cifre, resta un fatto: l'attuale numero 21 Atp non ha ancora dimostrato la stessa consistenza nei grandi eventi, Slam e 1000. La prossima sfida sta tutta lì: una porta che, se aperta, gli spalencherebbe probabilmente anche una chance concreta di approdare nei top 10.