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Cruz Hewitt, prima vittoria nel segno di papà Lleyton

“Ho provato a fare del mio meglio - ha detto Cruz Hewitt dopo il match di primo turno vinto con Giron -. C’è sempre un po’ di pressione, ma cerco di coglierne gli aspetti positivi e di gestirla nel modo migliore"

29 luglio 2026

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A soli diciassette anni, Cruz Hewitt ha centrato a Washington la prima vittoria in carriera nel tabellone principale di un torneo ATP. Il figlio d’arte australiano, seguito a bordocampo dal padre Lleyton - numero uno al mondo per ottanta settimane e vincitore di due titoli del Grande Slam -, sta scrivendo nell’evento statunitense un nuovo e significativo capitolo della propria giovanissima carriera. Dopo aver superato le qualificazioni, il nativo di Sydney non ha lasciato scampo all’esordio nel main draw al numero 85 del ranking Atp Marcos Giron (33 anni, numero 85 ma con un best a quota 37), sconfitto con autorità in due set (6-3 6-4) nei quali non ha concesso nemmeno una palla break.

Terzo giocatore nato nel 2008 a superare un turno nel circuito maggiore dopo il tedesco Diego Dedura Palomero, fresco vincitore del Challenger di Tampere, e l’olandese Thijs Boogaard, Cruz Hewitt è diventato - con i suoi 17 anni e 230 giorni - anche il più giovane tennista australiano a vincere un incontro nel Tour ATP lontano dai confini nazionali dal torneo di New Haven del 1998, quando proprio suo padre Lleyton - a 17 anni e 174 giorni - prevalse in due set sull’armeno Sargis Sargsian. “Ho provato a fare del mio meglio - ha detto Cruz Hewitt dopo il match di primo turno -. C’è sempre un po’ di pressione, ma cerco di coglierne gli aspetti positivi e di gestirla nel modo migliore. Era la mia prima volta in un tabellone di un torneo Atp: mio padre mi ha detto semplicemente di godermela, di affrontare un punto alla volta e di assaporare l’atmosfera e il calore del pubblico”.

Grazie al percorso di Washington, Cruz Hewitt si è già garantito un importante balzo in avanti nella classifica mondiale: dall’attuale 612° posto, l’australiano arriverà lunedì prossimo a festeggiare il best ranking (almeno) in Top-400. Nello stesso torneo in cui papà Lleyton vinse nel 2004 in finale contro Gilles Muller, adesso spetta al giovane Cruz provare a mettersi in mostra in uno dei palcoscenici più importanti dell’estate americana. “Alex De Minaur è come un fratello maggiore per me - ha spiegato Cruz in riferimento al possibile incrocio con il connazionale al secondo turno -. Lo conosco da sempre, sarebbe un sogno condividere il campo con lui. Abbiamo trascorso anche un Natale insieme e mi ha insegnato molto: sfidarci sarebbe speciale per entrambi”.

Hewitt, una storia di famiglia

Hewitt, una storia di famiglia

Finalista del recente torneo Juniores di Wimbledon, l’unica manifestazione del circuito giovanile da lui disputata in questo 2026, Cruz Hewitt ha raggiunto un best ranking di numero 38 al mondo tra gli Under 18, aggiudicandosi sette tornei di singolare tra il 2022 e il 2024, tutti rigorosamente sul cemento.

È proprio questa la superficie che il giovane figlio d’arte predilige - al pari dell’erba - e in cui meglio si adatta anche il proprio modo di giocare, come testimoniato anche dai primi risultati conseguiti tra i professionisti. Capace di vincere il primo incontro in un main draw Challenger nel novembre scorso a Brisbane contro James McCabe, Hewitt ha disputato il suo primo quarto di finale in questa categoria di tornei nel febbraio di quest’anno, sempre a Brisbane, mentre nel circuito Itf ha centrato una finale e due semifinali in tre tornei consecutivi a cavallo tra marzo e aprile, in due tappe su erba in Australia e una sul cemento a Singapore.

Cruz Hewitt, prima vittoria nel segno di papà Lleyton

Mio padre è ancora molto competitivo - aveva spiegato Cruz durante il torneo di Wimbledon -, ma non ci siamo ancora mai sfidati in una partita vera e propria. Mi sta aiutando tantissimo: da bordocampo mi dà consigli tecnici ma è lì soprattutto per sostenermi. Ogni volta che lo guardo mi trasmette positività e tutto ciò mi dà la giusta carica per affrontare le partite. Credo che sia orgoglioso di me, sia per i progressi fatti nel gioco che per la crescita a livello mentale”.

Alto un metro e ottantacinque centimetri, dotato di un servizio con punte superiori ai 200 km/h e di valide soluzioni anche da fondocampo, sia di dritto che di rovescio, Cruz Hewitt è consapevole di dover convivere, quantomeno in questo suo iniziale approccio nel Tour ATP, con la pesante eredità del padre Lleyton, con cui lo scorso anno ha condiviso il campo in doppio a livello Challenger. Ad avere un ruolo di primaria importanza all’interno della famiglia Hewitt è la figura di Peter Luczak, già presente nella parte finale della carriera di “Rusty” e ora prescelto per provare a spingere il più in alto possibile il giovane Cruz, con cui collabora a tempo pieno.

La speranza degli appassionati aussie, compresi i più nostalgici supporters di Lleyton, è che un altro Hewitt riesca a spingersi ai livelli più alti del tennis mondiale. Chissà che il torneo di Washington, in tal senso, non possa rappresentare il punto di partenza verso una carriera ricca di soddisfazioni anche per il giovane Cruz. La riproposizione del celebre ‘vicht’, esultanza marchio di fabbrica di papà Lleyton, riporta già a momenti speciali. Quanto ai risultati, invece, non ci resta che attendere.

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