Il 20enne mancino californiano, favorito per classifica alle prossime Next Gen ATP Finals di Jeddah, è stato protagonista di un autunno da star, merito anche dell’arrivo nel suo team dell’americano ex numero due del ranking, anche lui di origini asiatiche
di Tiziana Tricarico | 16 dicembre 2025
Il 2025 è stato una stagione incredibile per Learner Tien, e da qui a fine anno c’è spazio ancora per qualcosa di importante. Il 20enne di Irvine è considerato una delle maggiori promesse del circuito e da mercoledì a domenica sarà uno dei protagonisti delle Next Gen ATP Finals che mettendo in palio un montepremi da favola - 2.101.250 milioni di dollari (chi vincerà il titolo da imbattuto potrà arrivare a portarsi a casa la bellezza di 539.750 dollari) - celebreranno la terza ed ultima edizione sul veloce indoor al King Abdullah Sports City di Jeddah, la città dell’Arabia Saudita affacciata sul Mar Rosso.
E Tien - terzo nella Race alle spalle del ceco Jakub Mensik e dell’argentino Joao Fonseca, quest’ultimo campione in carica, che hanno deciso entrambi di rinunciare - avrà la chance di prendersi quel trofeo che lo scorso anno gli era sfuggito di un soffio proprio a vantaggio del 19enne di Rio de Janeiro.
Il salto di qualità di Learner nel 2025 non è casuale, ed ha anche a che vedere con l’apporto di Michael Chang, entrato a far parte del team dell’attuale n.28 del ranking a partire dal mese di agosto. Se inizi la stagione al n.120 del ranking (il 6 di gennaio) e la chiudi al n.28 (“best” siglato il 10 novembre) vuol dire che proprio uguale agli altri non sei. Il mancino californiano di origini vietnamite ha un talento speciale e si è fatto il più bello dei regali di compleanno in anticipo conquistando a Metz il primo titolo ATP della sua carriera (un “250”) grazie al successo in finale sul britannico Cameron Norrie (n.27 ATP), battuto per 8-6 al tie-break del set decisivo dopo un incredibile recupero da 1-5.
“È stato qualcosa di molto speciale, ovviamente era un grande obiettivo che mi ero prefissato all'inizio della stagione - ha commentato Tien -. Inoltre è successo nell'ultima settimana dell'anno, proprio dove volevo che succedesse, quindi ha significato molto per me. Non riesco ancora a credere a quello che è successo in questo finale di stagione, davvero”, ha aggiunto il giovane statunitense che nelle settimane precedenti era stato anche finalista nel “500” di Pechino (stoppato da Jannik Sinner) e begli ottavi nel “1000” di Shanghai (battuto da Medvedev).
Il suo stile poliedrico in campo si sposa perfettamente con un carattere tranquillo e affabile, caratteristiche indispensabili per ascoltare e lasciarsi indirizzare in ogni fase: “Non ho avuto molti allenatori, ma ho avuto la fortuna di avere persone che mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera - ha sottolineato Learner in un’intervista ad ATPtour website -. Ognuna di loro ha svolto un ruolo importante nella mia vita, sia a livello personale che nel gioco. Sono molto grato a tutti quelli che mi hanno aiutato, a cominciare dai miei genitori. Mio padre è il mio allenatore principale, è stata la prima persona con cui ho parlato dopo aver vinto a Metz".
Con un bilancio di 32 vittorie e 23 sconfitte (a livello di tornei del tour maggiore) nella sua stagione di approdo in top 100, Tien è riuscito ad abbattere il muro dei top 30, garantendosi il privilegio di essere testa di serie al prossimo Australian Open. "È un risultato fantastico, ovviamente. Non avevo chiaro quale sarebbe stata la mia posizione in classifica alla fine della stagione, ma dopo quella settimana a Metz tutto è diventato chiaro. Sarà un grande vantaggio arrivare a Melbourne come testa di serie, è qualcosa a cui non ho pensato in nessun momento durante le ultime partite, altrimenti avrebbe significato una pressione aggiuntiva su di me".
In questa progressione d’autunno ha un ruolo fondamentale anche Michal Chang, lo statunitense ex n.2 del ranking mondiale (trionfatore al Roland Garros 1989 e finalista all’Australian Open e allo Us Open 1996), figura chiave nel team di Learner insieme a Erik Kortland: “È stato fantastico aggiungerlo alla squadra, è davvero speciale avere vicino una leggenda come lui - ha detto Tien entusiasta -: non ha smesso di aiutarmi da quando è arrivato. Adoro la visione che apporta, l'esperienza che ha, sento che abbiamo legato molto bene fin dal primo momento, il che ci ha permesso di lavorare davvero al meglio”.
Che sia proprio Michale Chang l’arma segreta del giovane californiano?