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Nelle ultime sette edizioni, almeno uno dei due finalisti non ne aveva mai giocata una in un Masters 1000. E negli ultimi quattro anni, in quattro hanno vinto il loro primo titolo, compreso Sinner
di Samuele Diodato | 28 luglio 2026
Il forfait di Jannik Sinner e Novak Djokovic mescola nuovamente le carte per il Masters 1000 del Canada, quest’anno – nella tipica alternanza tra Montreal e Toronto – si svolgerà a partire dal 1° agosto proprio a Montreal, nella regione del Quebec. Una doppia rinuncia, neanche troppo sorprendente a posteriori, che si va ad unire a quella già annunciata di Carlos Alcaraz, ai box dallo scorso aprile per l’infortunio al polso destro.
Per il secondo anno consecutivo, nessuno dei tre giocatori – i più attesi nel panorama maschile – sarà ai nastri di partenza in Canada. “Siamo dispiaciuti, ma comprendiamo che la salute dei giocatori rimanga la priorità – ha detto la direttrice del torneo Valerie Tetreault -. Detto questo, i Masters 1000 sono tra i tornei più importanti del circuito, e i fan si aspettano di vedere i migliori. La frequenza dei ritiri last minute degli ultimi anni nei tornei di questa categoria rende necessari degli aggiustamenti per proteggere gli eventi”.
Ne perde di appeal, il torneo, ma ne guadagna per quanto concerne l’imprevedibilità, aprendo scenari che non sono neanche più così insoliti da quelle parti. Senza parte dei migliori al via, aumentano le chance degli outsider, dietro al grande favorito, numero 2 al mondo e prima testa di serie, Alexander Zverev.
Il campione in carica è Ben Shelton (oggi n.8 al mondo) che un anno fa batté Karen Khachanov in finale, aggiudicandosi così il suo primo “1000” in carriera e confermando un tendenza assolutamente rara. Nelle ultime quattro edizioni dell’Open del Canada, che si trattasse di Montreal o Toronto, il torneo è sempre stato vinto da un tennista che non si era mai imposto in un evento di questa categoria.
Prima di Shelton, a Toronto, nell’ordine era toccato ad Alexei Popyrin (Montreal 2024), a Sinner (Toronto 2023) con lo storico successo su Alex De Minaur e prima ancora – ad aprire la striscia – era stato Pablo Carreno Busta (Montreal 2024) nella finale disputata contro Hubert Hurkacz.
???? IT'S SINNER TIME ??@janniksin breaks through to win his first Masters 1000 title at the #NBO23 ????@nationalbank pic.twitter.com/g9LKtbYGqL
— National Bank Open (@NBOtoronto) August 13, 2023
L’ultimo “non novizio” a portarsi a casa il torneo è stato, nel 2021, Daniil Medvedev, anche l’ultimo a farcela da numero 1 del seeding. A prescindere dal vincitore, però, anche quell’anno le sorprese non mancarono. Il russo – che pochi mesi dopo avrebbe vinto anche lo US Open – in finale aveva battuto Reilly Opelka, a sua volta un esordiente in una finale “1000”.
E su questo aspetto, andare ancor più indietro, perché tralasciando il 2020 (anno in cui il torneo non si svolse per via della pandemia da Covid-19), anche nel 2019 e nel 2018 ci furono due esordienti. Medvevev giocò a Montreal la sua prima finale “1000”, sconfitto da Nadal, che l’anno prima aveva riservato lo stesso trattamento (a Toronto) al non ancora ventenne Stefanos Tsitsipas.
In conclusione, nelle ultime sette edizioni, almeno uno dei due finalisti in Canada non era mai arrivato a quel punto in un Masters 1000. E nelle ultime quattro, sono stati appunto incoronati dei nuovi “re”. Un filotto a dir poco incredibile, iniziato in piena “Era Big Three” ed ancora oggi in corso con la nuova generazione che la fa da padrone.
L’ultima finale tra due che avevano già vinto, curiosamente, rimanda all’unico titolo di Alexander Zverev in Canada. Nel 2017, infatti, il tedesco – che aveva vinto il suo primo “1000” pochi mesi prima agli Internazionali BNL d’Italia – riuscì ad avere la meglio su un malconcio Roger Federer.
Chissà che lo stato attuale delle cose non possa essere di buon auspicio, per Sascha. Che allo stesso tempo dovrà ben guardarsi da una concorrenza pronta a fargli “lo scherzetto”. Dietro di lui, il seeding, porta il beniamino di casa Felix Auger-Aliassime, che ha perso due finali di quel calibro (Madrid 2024 e Parigi 2025), ma non ha mai vinto. Poi c’è Alex De Minaur (battuto da Sinner nella finale già ricordata), ma non manca l’Italia. Tralasciando Daniil Medvevev (con 6 titoli nei Masters 1000 e 11 finali in carriera) e Taylor Fritz (campione ad Indian Wells nel 2022), subito dopo di loro c’è Flavio Cobolli.
L'esultanza di Flavio Cobolli (foto Getty Images)
Nel 2026, il romano ha raggiunto la sua prima finale Slam al Roland Garros, entrando per la prima volta in Top 10. Ha anche giocato il suo primo quarto di finale “1000” a Madrid, il suo miglior risultato. A Toronto, un anno fa, aveva già mostrato un ottimo feeling con le condizioni di gioco, arrivando ad un passo dalla vittoria contro il futuro campione Shelton. Anche col cambio di location, però, gli stimoli per spingersi oltre non mancheranno, sperando che la cabala possa aiutarlo. Tra gli altri, anche se oggi la classifica lo vede fuori dai primi 10, non c'è anche Lorenzo Musetti (sconfitto in finale a Monte-Carlo 2025). Un anno fa, dopo Sinner ed Alcaraz, era lui il giocatore più caldo in estate. Per il toscano, la priorità è però quella di trovare continuità e stabilità dal punto di vista fisico.