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“Bisogna prendere - ha detto il romano - ciò che di buono c’è stato. È stato un torneo con tanti aspetti positivi. Devo ricordarmi sempre da dove arrivo e quello che sto costruendo"
09 aprile 2026
Si ferma al terzo turno il cammino di Matteo Berrettini a Monte-Carlo. L’azzurro, reduce dal 6-0 6-0 a Medvedev, è stato battuto in due set da Joao Fonseca, al termine di una partita in cui il servizio - da sempre arma chiave del suo gioco - non ha funzionato come nelle giornate migliori.
“Il servizio, non è un segreto, è un’arma molto importante per me e oggi non sono riuscito a farlo funzionare come al solito", ha spiegato Berrettini, facendo riferimento anche alla battuta pronunciata in campo ('servo come mio padre', ndr). “Un po’ è stato per merito suo, un po’ per demerito mio. Quando perdo ritmo lì, anche il gioco da fondo perde fiducia, perché non ho la tranquillità di andare a servire con serenità”.
Nonostante la sconfitta, il bilancio del torneo resta positivo: “Bisogna prendere ciò che di buono c’è stato. È stato un torneo con tanti aspetti positivi. Devo ricordarmi sempre da dove arrivo e quello che sto costruendo. Secondo me sto mettendo dei tasselli importanti, poi è chiaro che bisogna analizzare con calma quello che non ha funzionato per migliorare”.
Si parla pure di Joao Fonseca, uno dei talenti emergenti del circuito. Berrettini, che ha affrontato più generazioni - da Novak Djokovic a Rafael Nadal e Roger Federer fino ai più giovani fenomeni come Jannik Sinner e Carlos Alcaraz - ha provato a inquadrarne il potenziale: “È una domanda difficile. Io alla sua età non giocavo neanche i Futures, lui è già nei primi 30 del mondo, ha vinto un 500, ha fatto risultati importanti negli Slam. Se penso a quanto sono migliorato dai 19 anni in poi, lui ha un potenziale incredibile”.
Il romano invita però alla cautela: “Si parla sempre della nuova generazione, si cerca subito il ‘terzo incomodo’, ma non è giusto avere tutta questa fretta. Come diceva anche Riccardo Piatti, il tempo dirà cosa diventerà. Non so se vincerà 20 Slam, 10 o 2, ma è un giocatore che non ha lacune: colpisce bene, si muove bene, serve bene e lotta. Ha sicuramente le potenzialità per essere uno dei migliori”.
Guardando al futuro immediato, Berrettini conferma il programma sulla terra battuta con l’obiettivo di ritrovare continuità: “Il piano è giocare Madrid e poi Roma. Lo spirito è quello di sempre: per me Roma è un regalo, pensando a quando andavo a vedere il torneo da spettatore. Negli ultimi anni non sono riuscito a godermelo come avrei voluto, quindi voglio solo finire il torneo di Monte-Carlo con la ‘rabbia giusta’ per una sconfitta, senza altri pensieri”.