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"Il tennis è particolare - spiega il romano - e ogni tanto accadono cose strane. Ma sono contento soprattutto del mio atteggiamento, di come ho mantenuto la concentrazione"
di Cristian Sonzogni | 08 aprile 2026
"Uno dei migliori match della mia carriera". Matteo Berrettini, nel commento a caldo, non ha mezze misure. Come non ha avuto mezze misure una partita che doveva essere complicata e invece si è risolta con un dominio: 6-0 6-0 in 50 minuti. Matteo perfetto, Medvedev distratto (a esser gentili).
Il russo spesso non ha centrato il campo, ma il romano mette giustamente l'accento sulla sua prestazione: "Partita strana - spiega - perché non mi aspettavo che il mio avversario facesse così fatica e perché io avrò sbagliato sì e no tre palle nell'intero match. Sono contento dell'approccio, dell'energia che avevo".
Questo mercoledì monegasco, per Matteo, è una giornata di prime volte. La prima vittoria su Medvedev dopo tre sconfitte, il primo 6-0 6-0 della carriera: "Cosa ha di speciale Monte-Carlo? Forse che vivo qui... Ma la giornata è stata speciale perché non mi aspettavo un risultato del genere. Il tennis è particolare, ogni tanto accadono cose strane. Ma sono contento soprattutto del mio atteggiamento, di come ho mantenuto la concentrazione anche quando ero avanti molto nettamente nel punteggio. Sulla terra battuta non basta un break di vantaggio per stare tranquilli, a volte non ne bastano nemmeno due".
E pensare che il russo aveva iniziato bene, con due chance per il break nel primo game. "Proprio quello intendo - continua Matteo - perché con i 'se' e con i 'ma' non si va da nessuna parte, ma se lui avesse convertito una di quelle due occasioni forse il match avrebbe preso un'altra piega, almeno in avvio. Magari avrebbe preso fiducia, avrebbe servito meglio. Invece è andata in un altro modo. Tatticamente l'ho preparata molto bene e ho sentito di avere in mano il pallino del gioco, poi un conto è prepararla e un altro conto è mettere in atto i propri piani...".
Ma qual era, questa tattica? "Non ve lo dico perché magari con Medvedev ci rigioco... Posso dire che ho cercato di servire bene, di essere aggressivo il giusto, senza esagerare, di alternare rovescio coperto e slice. Mi pare di aver capito che lui a un certo punto si è girato verso il suo angolo dicendo che non sapeva più cosa fare. Ma l'importante era mantenere l'energia alta".
Un punteggio così fa impressione, nel tennis dei pro. Soprattutto se a subirlo è un ex numero 1 del mondo. "Ma al di là del punteggio, che conta il giusto, è importante che io mi sia sentito bene in campo, che mi sia goduto questo successo e mi sia divertito. Adesso ho la chance di giocare un'altra partita qui e crecherò di sfruttarla al meglio".
La paura che qualcosa cambi, anche in una partita del genere, esiste eccome. "Devi avere fiducia in te stesso e in quello che fai, ma devi pure avere paura che qualcosa possa cambiare, perché questo ti aiuta a restare concentrato. Ci vuole equilibrio. Contro Daniil, le altre volte avevo sofferto. In Atp Cup qualche anno fa ricordo di aver fatto pochi game, e avevo la sensazione che oggi ha avuto lui, di non sapere come fare il punto. Il punteggio dimostra sempre quelli che sono gli equilibri in campo, dimostra se uno è in difficoltà tattica o meno".