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"Sono contento - spiega il romano - del mio atteggiamento, di come sono entrato in campo e di come colpivo la palla. Inoltre il doppio vinto con Andrea mi ha dato ritmo e fiducia"
di Cristian Sonzogni | 07 aprile 2026
Quattro game (vinti), poi il ritiro di Roberto Bautista Agut e la strada spianata verso il secondo turno. Per Matteo Berrettini è stato un martedì mattina decisamente comodo e veloce, sul Centrale di Monte-Carlo. Un match in apparenza ostico si è trasformato in una passeggiata: "Non è certo il modo in cui vorrei vincere - spiega il romano - anche perché ci sono passato io stesso tante volte da situazioni del genere e so bene come ci si sente. Spero che Roberto si riprenda presto e mi auguro di ritrovarlo per altre battaglie".
In appena 4 game, tuttavia, c'è stato abbastanza tempo per avere sensazioni positive da portare con sé per i prossimi impegni. "Sono contento del mio atteggiamento, di come sono entrato in campo e di come colpivo la palla. Inoltre il match di doppio vinto con Andrea (Vavassori, ndr) mi ha dato ritmo e fiducia".
La fiducia si trova giocando, ma a quasi 30 anni Matteo sa bene quanto vale. "Anche quando mi sono fermato tanto tempo per gli infortuni, la qualità dei miei colpi e la mia pesantezza di palla non hanno patito troppo. Ricordo che me lo disse anche Jannik dopo un allenamento proprio qui a Monte-Carlo l'estate scorsa, che il mio diritto pesava comunque parecchio anche se non giocavo da un mese...".
"Dal punto di vista tecnico non ho mai avuto dubbi su di me, ma quello che mancava era la fiducia, per riuscire a rendere al meglio. Adesso mi sto anche muovendo molto bene, mi sento leggero e pimpante. Un mix di cose che spero porti risultati buoni".
L'inizio della stagione su terra porta dunque nuove speranze, su una superficie che Matteo conosce bene. "La terra qui è buona perché la palla salta abbastanza e questo mi piace, ma dipende tanto dalle condizioni climatiche. Se è fresco e coperto la palla si sporca e va meno, se c'è il sole ed è secco corre di più. Ma in generale sono contento delle sensazioni, penso che il mio tennis si adatti bene a questi campi".
Le ultime uscite, invece, hanno lasciato qualche rimpianto. "Marrakech? Sono uscito dal torneo dopo 3 ore di lotta, con una rabbia 'buona' addosso. Mi sono sentito bene fisicamente, meno tecnicamente, ma Buse (da cui ha perso due volte di fila, ndr) è un ottimo giocatore e lo sta dimostrando. A volte sconfitte come queste servono per dare altri stimoli, spero che vada meglio qui a Monte-Carlo".
Ora c'è Daniil Medvedev: bilancio, fin qui, tre vittorie del russo su tre partite, ma tutte sul duro. "Mi aspetto un confronto diverso dai precedenti, ma è tanto tempo che non ci gioco (l'ultima volta nel gennaio 2022, ndr). Lui è un giocatore che preferisce superfici più veloci, ma ha dimostrato che anche sulla terra vale parecchio, basta pensare che ha vinto a Roma. Ha ritrovato un gran tennis, sarà un match duro ma ho voglia di giocarlo, di dimostrare quanto valgo e di prendermi magari il primo successo".