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Felix, Mister personalità: "Si gioca troppo? Che stiano a casa"

"Non li capisco - dice il canadese a proposito di chi si lamenta del calendario - perché anche io quando perdo sono arrabbiato per un giorno, ma poi mi passa. Ogni volta che mi sveglio e vado ad allenarmi o a giocare un match, lo faccio perché mi diverto"

14 novembre 2025

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La chiave? Nella decisione, nella motivazione. Anche a fronte di un tennis non perfetto. Felix Auger-Aliassime spiega così la sua vittoria contro Alexander Zverev, decisiva per il passaggio alle semifinali: "Credo che tutto si dipeso da quello - sottolinea il canadese - perché il match era molto equilibrato. Ci sono stati alti e bassi, ma ne sono uscito bene".

Per Felix ci sono due traguardi importanti. La semifinale alle Nitto ATP Finals e l'entrata nei top 5 del ranking, suo primato personale. "Sono entrambi risultati eccezionali - spiega - perché ogni volta che superi un tuo precedente obiettivo siamo di fronte a qualcosa di positivo. Non ero mai arrivato in semifinale qui e non ero mai stato nei primi 5. Fare un altro step è bello".

Interessante anche la visione di Felix sul fatto che i giocatori sono stanchi e giocano troppo. Una visione fuori dagli schemi: "Non li capisco: anche io quando perdo sono arrabbiato per un giorno, poi mi passa. Ma ogni volta che mi sveglio e vado ad allenarmi o a giocare un match, lo faccio perché mi diverto. Giocano troppo? Che stiano a casa, nessuno li obbliga".

Felix, Mister personalità: "Si gioca troppo? Che stiano a casa"

Dal 2020 a oggi, nessuno ha vinto più match indoor di Auger-Aliassime: "Mi è sempre piaciuto giocare indoor perché ci sono meno distrazioni e perché devo essere più aggressivo. Da piccolo in Canada giocavamo sempre indoor, a parte i viaggi per i tornei in Francia o in Italia. Così mi sono abituato e adesso da pro questo passato mi aiuta".

Felix aveva deciso di non giocare a Metz, malgrado la qualificazione alle Finals in quel momento non fosse ancora sicura: "Negli anni - dice - mi sono costruito una corazza attraverso periodi difficili, e questa decisione nasceva dal fatto di fare ciò che era giusto per me in quel momento, senza pensare troppo al resto. Sono contento che quella scelta abbia pagato".

Felix, Mister personalità: "Si gioca troppo? Che stiano a casa"

Ma le sconfitte contro Alcaraz e Sinner, in apparenza così distanti, sono diverse dalle sconfitte con tutti gli altri? "Mi pesa ancora aver perso con Jannik qui, perché nel secondo set non sono riuscito a restare al passo sotto il profilo fisico. Ma per battere quei due dei fare un passo alla volta e provare ad avvicinarti, così magari un giorno saranno battibili. E non dico una volta sola, ma con regolarità: è questo che dobbiamo provare a fare se vogliamo considerarci dei rivali credibili. Non molti riescono a essere all'altezza ma è doveroso provarci, come ho fatto in finale a Parigi".

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