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Andrea Guerrieri, ispirazione Sinner e sogno Wimbledon

C'è però un altro giocatore di vertice che ispira il reggiano, e si tratta di una mezza sorpresa: “Ruberei, se potessi, il servizio di Medvedev". Dopo il successo a Trento, il reggiano torna vicino al best ranking ma sogna gli Slam

24 febbraio 2026

Pre-qualificazioni per gli Internazionali BNL d'Italia 2024: Andrea Guerrieri (Foto Sposito/FITP)

Pre-qualificazioni per gli Internazionali BNL d'Italia 2024: Andrea Guerrieri (Foto Sposito/FITP)

Andrea Guerrieri ha 27 anni ed è numero 493 Atp, con il best ranking fissato poco più in alto, a quota 480. In carriera, per lui, tre titoli da pro: due 15 mila e il 30 mila di Trento, conquistato domenica scorsa. Numeri che potrebbero far pensare a un giocatore ormai stabilizzato su quei livelli, senza particolari ambizioni di grandezza.

Invece Andrea, mancino dal tennis completo, a tennis gioca benissimo e mantiene intatti quegli obiettivi che potrebbero essere accostati a chi ha 10 anni meno di lui: i top 100, gli Slam, i tornei che contano contro avversari importanti. Nato e cresciuto a Correggio, Guerrieri oggi si allena a Foligno, uno dei centri nevralgici del tennis italiano, in quell'accademia che nel tempo ha sfornato tanti talenti e altrettanti ne ha rigenerati.

“Il 2025 – spiega – è stato un anno complessivamente positivo, al di là dei primi mesi nei quali ho sofferto per qualche problema fisico. Poi ho avuto una buona continuità di lavoro e di risultati, grazie anche al supporto del mio team. Per il 2026, l'obiettivo è stabilizzarsi nei Challenger, ho lavorato duramente nella off season proprio per stare a mio agio a quel livello”. In effetti, a contatto con il primo gradino del circuito Atp, Guerrieri non ha sfigurato.

Nel novembre dello scorso anno a Bergamo, in particolare, ha disputato un torneo coi fiocchi, sfiorando la semifinale dopo essere partito dalle qualificazioni e dopo aver battuto il numero 2 del seeding, il britannico Billy Harris: “Mi ero trovato bene con i campi e in generale con le condizioni di gioco. Se devo scegliere una superficie ideale, scelgo il duro indoor, anche se mi piace pure il cemento all'aperto”. Il sogno, invece, è legato all'erba di Wimbledon: “Sì, il sogno è giocare gli Slam, anche partendo dalle qualificazioni, con Wimbledon al primo posto”.

Andrea Guerrieri (foto Serafini)

Andrea Guerrieri (foto Serafini)

A Bergamo, nel 2019, si era imposto Jannik Sinner, che poi sempre quell'anno andò a Trento per centrare la doppietta. “Lo vedo da anni come un punto di riferimento – continua Andrea – e come principale fonte di ispirazione. Se vado in difficoltà, mi viene naturale pensare a cosa farebbe lui al posto mio, a come gestirebbe il tutto per tirarsi fuori. Mentre mi allenavo a Bordighera, per un paio di mesi, ci eravamo anche incrociati sul campo, quando lui stava spiccando il volo nei top 100. È sicuramente un esempio per tutti quelli che frequentano il nostro mondo”.

C'è però un altro giocatore di vertice che ispira il reggiano, e si tratta di una mezza sorpresa: “Ruberei, se potessi, il servizio di Medvedev, che è particolare ma molto efficace”. In campo, invece, Guerrieri dà l'impressione di un Verdasco in divenire, con un'apertura importante sul diritto mancino (efficace in particolare nello sventaglio) e con un rovescio bimane efficace e pungente. O magari di un Mannarino: quei giocatori che non sembrano faticare poi tanto ma che la palla la muovono eccome. “Non sono scontento del mio percorso – sottolinea con orgoglio – e so che posso raggiungere obiettivi importanti. Si tratta di continuare a lavorare e a crederci, perché la ruota può girare da un momento all'altro. Coi miei coach ne siamo assolutamente convinti”.

Andrea Guerrieri colpisce di diritto

Andrea Guerrieri colpisce di diritto

Poi c'è la parte dei campionati a squadre, quella che per giocatori come lui risulta determinante come finanziamento dell'attività. “Gioco la A2 a Reggio Emilia, e al circolo mi sento a casa perché gioco lì da tanti anni e per giunta sono di quelle zone. Nel tempo libero? Libri, amici e serie tv”. Un ragazzo come tanti, con un percorso magari meno tipico rispetto a quello di altri colleghi, ma comunque ancora in costruzione.

Da Under 18, Andrea è stato fra i top 100 (numero 93, per la precisione), arrivando a giocare gli Us Open e vincendo quattro titoli. Se alcuni di questi numeri tornassero a fare capolino da qui a qualche stagione, il cerchio potrebbe dirsi chiuso. Ma adesso, per arrivarci, bisogna continuare a lavorare, con Sinner come ispirazione ed esempio.

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