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Carlos è pronto: "Ma tra me e Jannik non c'è mai un favorito"

"Io - dice Alcaraz - cerco solo di fare del mio meglio in ogni torneo, e penso che Jannik faccia lo stesso. La cosa bella è la continuità che stiamo avendo: ogni volta che ci affrontiamo, alziamo il livello al massimo"

11 aprile 2026

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È tutto pronto per una finale che il circuito aspettava da mesi, la prima del 2026: Carlos Alcaraz contro Jannik Sinner al Masters 1000 di Monte-Carlo. Dopo il successo in due set su Vacherot, lo spagnolo si è presentato in conferenza stampa con la consueta miscela di fiducia, lucidità e rispetto per i rivali.

“Appena uscito dal campo - dice l'iberico - ho visto Samuel (Lopez, ndr) e mi ha detto che aveva prenotato un campo per 15-20 minuti, giusto per colpire qualche palla ed essere pronto per domani. Oggi, a dire il vero, non ho colpito la palla come avrei voluto. Anche il servizio, nel finale, non ha funzionato benissimo. Per questo era importante chiudere la giornata ritrovando buone sensazioni”.

Un’attenzione maniacale per i dettagli che racconta bene l’approccio dello spagnolo. Perché contro Sinner, come lui stesso sottolinea, non si può lasciare nulla al caso.

“La tattica? Non la dirò certo qui (sorride, ndr). Spero che tutti possano capire. Ho guardato le sue partite durante il torneo, so cosa ha migliorato e cosa sta facendo molto bene. Se non sbaglio sarà il diciassettesimo confronto tra noi (è il 18°, tenendo conto di un Challenger, ndr), quindi ci conosciamo molto bene. Sarò pronto, ne parlerò con Samuel e prepareremo la partita nel modo giusto, ma non posso certo rivelare cosa farò domani”.

Il solito duello tra fenomeni: Sinner vs Alcaraz - Le immagini

Il solito duello tra fenomeni: Sinner vs Alcaraz - Le immagini

Nessuno spoiler, dunque, ma idee chiare sì. Anche perché, nonostante la terra battuta sia considerata più naturale per il suo tennis, Alcaraz non si sente favorito: “È vero, forse sulla terra mi sento più a mio agio, è più naturale per il mio stile. Però il livello che Jannik sta esprimendo su questa superficie è altissimo. Magari non è la sua preferita, ma questo non significa che giochi male, anzi. Posso perdere contro di lui su qualsiasi superficie, quindi devo essere pronto e giocare il mio miglior tennis se voglio batterlo”.

Un concetto che ribadisce più volte: tra lui e Sinner non esistono favoriti. “Quando giochiamo uno contro l’altro, non c’è mai un vero favorito. Dipende solo da chi gioca meglio quel giorno. Sono molto curioso di vedere chi sarà il migliore domani”.

Il duello, ormai, è diventato uno dei fili conduttori del circuito. E i numeri lo confermano. “Non è qualcosa di cui parliamo tanto, ma ogni tanto qualcuno ci scherza sopra. Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni torneo, e penso che Jannik faccia lo stesso. La cosa bella è la continuità che stiamo avendo: ogni volta che ci affrontiamo, alziamo il livello al massimo. Credo che il pubblico ormai si aspetti di vederci uno contro l’altro in ogni torneo”.

Carlos è pronto: "Ma tra me e Jannik non c'è mai un favorito"

Eppure, Alcaraz tiene a sottolineare un aspetto fondamentale: “Non siamo supereroi, non vinceremo ogni partita. È il nostro primo confronto del 2026, quindi significa che entrambi abbiamo perso prima in altri tornei. Anche gli altri stanno crescendo e si stanno avvicinando. Però quando perdiamo, impariamo, e torniamo nel torneo successivo ancora più forti”.

Infine, uno sguardo più ampio sul tennis e sulle superfici, tema caro allo spagnolo: “È bellissimo per il nostro sport avere superfici così diverse: terra, erba, cemento. Costringono i giocatori ad adattarsi, a cambiare stile. È questo che definisce un vero campione: saper giocare bene ovunque. Forse sul cemento sarebbe meglio avere velocità più simili tra i tornei, ma il fatto che ogni superficie richieda un tennis diverso è ciò che rende questo sport speciale”.

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