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"Jannik - spiega lo spagnolo - sta raggiungendo un livello sulla terra che lo rende pericolosissimo per tutti. Ha le qualità per vincere qualsiasi torneo, su qualsiasi superficie. Capisce molto bene il gioco su terra”
12 aprile 2026
Sfuma sul più bello il titolo bis a Monte-Carlo per Carlos Alcaraz. In conferenza stampa, lo spagnolo ha analizzato con lucidità la sconfitta, riconoscendo i meriti dell’avversario ma soffermandosi pure sulle occasioni mancate.
“La chiave è stata che nei momenti importanti non ho giocato bene - ha ammesso lo spagnolo senza giri di parole - perché ho avuto tante opportunità durante il match che non sono riuscito a sfruttare: tanti game, tanti punti giocati male sul 15-30 o 0-30. Anche nel tie-break del primo set non ho giocato al mio livello. Lui invece ha espresso un tennis incredibile proprio quando contava”.
Una finale condizionata anche dalle condizioni meteo, con un vento difficile da interpretare: “Oggi era davvero complicato giocare. Di solito mi considero uno che riesce a esprimersi bene quando c’è vento, ma oggi era diverso: non soffiava in una sola direzione, girava continuamente. Un punto giocavi con il vento a favore, quello dopo era completamente il contrario. Era difficile capire come muoversi e come colpire”.
Nonostante le difficoltà, Alcaraz non cerca alibi: “Credo che entrambi abbiamo giocato un buon tennis considerando le condizioni. Il vento ha dato fastidio a tutti e due, ma Jannik ha giocato meglio nei momenti importanti. Sono comunque orgoglioso perché questa volta non ha influenzato il mio gioco quanto altre volte, ma lui è stato superiore”.
Il livello espresso da Sinner sulla terra battuta non sorprende lo spagnolo, anzi: “Non sono affatto sorpreso. Abbiamo già visto il suo livello su questa superficie e anno dopo anno sta migliorando molto. Sta raggiungendo un livello sulla terra che lo rende pericolosissimo per tutti. Ha le qualità per vincere qualsiasi torneo, su qualsiasi superficie. Capisce molto bene il gioco su terra”.
Dal punto di vista tecnico, Alcaraz individua nella superiorità da fondo campo uno degli elementi decisivi: “Sulla terra il servizio può aiutare in alcuni momenti, ma alla fine la partita si gioca soprattutto da fondo. E oggi lui è stato migliore lì. In particolare sulla diagonale di rovescio: nel primo set abbiamo giocato tanti scambi lì e lui era più spesso nella posizione di attacco. Ha colpito meglio la palla da quella parte e, in generale, ha vinto la partita da fondo campo”.
Anche nei momenti in cui il servizio di Sinner sembrava meno incisivo, l’azzurro è riuscito a essere efficace quando contava: “Le percentuali magari non erano altissime, ma nei momenti importanti ha sempre messo la prima. Nel tie-break, per esempio, non ha sbagliato una prima di servizio, mentre io ho risposto pochissimo. Quando gioca così diventa davvero difficile da affrontare”.
Nonostante la delusione, Alcaraz guarda già avanti. “L’obiettivo è giocare tutto il calendario sulla terra. Era così anche l’anno scorso, ma purtroppo non è stato possibile. Quest’anno ascolterò molto di più il mio corpo: se servirà saltare un torneo lo farò, ma se starò bene giocherò tutto”.