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Alcaraz e gli altri: "Contro di me, tutti sembrano Federer"

"Quando succede - spiega lo spagnolo - cerco semplicemente di accettare la situazione e andare avanti. Provo a cambiare qualcosa nel match, a fare cose diverse. Stavolta ha funzionato"

10 marzo 2026

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Non è stata una partita semplice, ma alla fine Carlos Alcaraz è riuscito a trovare ancora una volta le soluzioni giuste. Lo spagnolo ha superato il francese Arthur Rinderknech a Indian Wells, rimontando un set di svantaggio e confermando la sua capacità di reagire anche quando il match prende una piega sfavorevole.

Dopo l’incontro Alcaraz ha raccontato come spesso, quando affronta determinati avversari, abbia la sensazione di trovarsi di fronte a prestazioni di altissimo livello. "A volte mi viene da dire che sto giocando contro Roger Federer a ogni turno (ride, ndr). Capita spesso che gli avversari giochino a un livello davvero incredibile. A volte ho quasi la sensazione che succeda sempre contro di me. Se giocassero così ogni partita probabilmente sarebbero molto più in alto nel ranking. Però fa parte del gioco e la prima cosa da fare è accettarlo".

Secondo lo spagnolo, il modo migliore per affrontare queste situazioni è adattarsi e cercare soluzioni durante la partita.

"Quando succede, cerco semplicemente di accettare la situazione e andare avanti. Provo a cambiare qualcosa nel match, a fare cose diverse per non permettere all’avversario di essere troppo aggressivo o di imporre il suo stile di gioco. L’obiettivo è portare in campo il mio tennis, il mio livello, e cercare di ribaltare la partita in quel modo". Contro Rinderknech la sfida si è complicata fin dall’inizio: Alcaraz ha avuto diverse occasioni nel primo set ma non è riuscito a concretizzarle, trovandosi poi sotto anche nel secondo.

Alcaraz e gli altri: "Contro di me, tutti sembrano Federer"

"All’inizio ero un po’ arrabbiato con me stesso perché nel primo set avevo avuto tante opportunità: diverse palle break e persino un set point. Non sono riuscito a sfruttarle e ho avuto la sensazione di aver lasciato scappare una grande occasione. Non è facile accettarlo in quel momento".

La chiave, secondo lo spagnolo, è stata restare mentalmente dentro la partita. "All’inizio del secondo set lui ha giocato ancora a un livello altissimo e mi ha subito strappato il servizio. In quel momento la cosa più importante era accettare la situazione, restare mentalmente forte e cercare di rimanere il più calmo possibile. Sapevo che prima o poi avrei avuto altre opportunità, e dovevo farmi trovare pronto".

Da lì la strategia è stata semplice ma efficace. "L’obiettivo era rimanere sempre lì, continuare a tenere i miei turni di servizio e provare a mettere pressione nei suoi game di battuta. A quel punto bisognava vedere cosa sarebbe successo, ma mantenendo sempre il miglior atteggiamento possibile".

Alcaraz e gli altri: "Contro di me, tutti sembrano Federer"

Alcaraz ha poi parlato anche dell’atmosfera particolare che si respira a Indian Wells, uno dei tornei più amati dai giocatori del circuito. "Qui è tutto molto tranquillo e rilassante. Ci sentiamo bene perché gli spazi sono grandi, non abbiamo la sensazione di essere stretti o compressi come succede in altri tornei. Abbiamo tante aree dove possiamo rilassarci, stare insieme, recuperare tra una partita e l’altra. L’organizzazione è davvero eccellente".

E non manca anche qualche momento di svago fuori dal campo. "So che tanti giocatori amano giocare a golf e qui è praticamente il paradiso per chi ha questa passione. Credo che anche questo contribuisca a creare un’atmosfera molto positiva per tutti". Infine lo spagnolo ha commentato con ironia una curiosità diventata virale tra i giocatori: un sondaggio online (dell'ex Sam Querrey) che ha premiato suo fratello Alvaro come “Hottie Coach of the Year”, in finale su Marat Safin. "Certo che lo sapevo (ride, ndr). Probabilmente ero più nervoso per quel risultato che per il mio torneo qui a Indian Wells. È stato divertente perché tanti giocatori seguivano il sondaggio e controllavano i risultati. Sono felice che mio fratello abbia vinto...".

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