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Da Sinner a Nole: i 5 temi della stagione su erba

Archiviata la terra battuta (che comunque tornerà per qualche torneo post Wimbledon), il tennis mondiale si tuffa sull'erba. E se parliamo di circuito Atp, ci sono 5 temi che spiccano su tutti gli altri. Ecco quali

10 giugno 2026

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SINNER, DOVE ERAVAMO RIMASTI

Il primo tema, per gli appassionati italiani ma in realtà per tutti coloro che seguono il tennis, ha un nome e un cognome: Jannik Sinner. Il numero 1 del mondo tornerà in gara solamente a Wimbledon, saltando dunque i tornei di preparazione sull'erba. Terminati i controlli medici al San Raffaele di Milano, ora Jannik ricomincia gli allenamenti e l'obiettivo sarà quello di arrivare a Londra con le batterie di nuovo cariche, per puntare al bis sui campi di Church Road. Senza Carlos Alcaraz, finalista dodici mesi fa, il margine di Sinner sui rivali sembra decisamente importante, anche se la vittoria di Alexander Zverev al Roland Garros potrebbe aver spostato qualcosa nel modo di pensare di tutti gli inseguitori.

LA CRESCITA DI ZVEREV

A proposito di Zverev: il trionfo parigino gli ha probabilmente tolto il peso più grosso che doveva portare, quello di essere considerato il più forte a non aver mai vinto uno Slam. Ora che il tabù è stato superato, confermarsi a quel livello potrebbe essere persino più agevole. La chiave starà nella capacità del tedesco di liberarsi di quella paura che – nei momenti chiavi delle partite importanti – gli ha sempre impedito di colpire al cento per cento, limitandosi a fare della regolarità che non è certo nelle sue corde. Regolarità che paga ancora meno sull'erba. Sascha non ha mai vinto un torneo sui prati e a Wimbledon vanta come migliore risultato gli ottavi di finale. Se sarà davvero cresciuto, lo vedremo subito in questa breve stagione sul verde.

Da Sinner a Nole: i 5 temi della stagione su erba

BERRETTINI E COBOLLI

Matteo Berrettini è tornato protagonista con uno straordinario Roland Garros, e per fortuna le notizie sulle sue condizioni fisiche sono rassicuranti. Ecco perché, partendo da questi due presupposti, vederlo tra i migliori anche sull'erba e in particolare a Wimbledon potrebbe non essere un'utopia. Matteo, finalista ai Championships nel 2021 (quando fu battuto da Novak Djokovic in 4 set) è uno di quelli che sanno interpretare al meglio il tennis sui prati. Per lui, parlano anche i titoli del Queen's (2021 e 2022) e di Stoccarda (2019 e 2022). Ci sarà curiosità, ovviamente, anche per vedere all'opera Flavio Cobolli, che con la finale al Roland Garros ha compiuto un salto di qualità importante e che lo scorso anno a Wimbledon fu capace di arrampicarsi fino ai quarti di finale.

Da Sinner a Nole: i 5 temi della stagione su erba

BUBLIK AND CO.

Alexander Bublik è il simbolo di quei giocatori che sull'erba, più che altrove, si possono esaltare. Genio e sregolatezza, gran servizio, capacità di trovare i colpi in grado di fare male a chiunque. Ci sono lui, Alejandro Davidovich Fokina (che però ha iniziato male sull'erba), Denis Shapovalov, scendendo ancora un po' nel ranking pure Popyrin e Mpetshi Perricard. Poi ci sono pure i big server che sono anche al vertice, più o meno costantemente: Shelton e Fritz. Che però non vengono da un gran periodo.

L'ETERNO NOLE

Lo scorso anno, per la prima volta dopo sei edizioni consecutive (quattro titoli e due finali), Novak Djokovic non ha raggiunto l'ultimo atto di Wimbledon. Ma quando arriva la stagione sull'erba, Nole non si può mai escludere dal novero dei favoriti. A Parigi ha ceduto al quinto set contro un ottimo Joao Fonseca, mentre sull'erba potrebbe fare meglio. Perché sui prati conta molto l'esperienza e le partite sono un po' meno lunghe. Vederlo ancora in finale ai Championships non sarebbe, onestamente, una vicenda così clamorosa.

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