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Campioni nazionali

Baldi 2020, una nuova partenza

Francesco Cinà racconta come sta lavorando per fare in modo che il 23enne lombardo riesca a trarre il massimo dal suo potenziale. Sceso oltre la duecentesima posizione mondiale, Filippo attende la nuova stagione per il riscatto

di | 18 dicembre 2019

Filippo Baldi gioca un rovescio alle Prequalificazioni IBI19

Il grande pubblico lo aveva lasciato lì, nel maggio 2018, a battagliare con Fucsovics, Garcia-Lopez e Basilashvili sui campi del Foro Italico. Tennis brillante e intelligente, tecnica completa e tanto, tanto coraggio. Filippo Baldi era divenuto in pochi giorni beniamino del pubblico capitolino, che da sempre prova empatia verso chi mette in campo grinta e passione. Il ventitreenne lombardo due anni dopo, dopo aver raggiunto il best ranking al numero 144 Atp, è uscito dai primi 200 del mondo. Il 2019 è stato un anno lungo e impervio, difficile in campo e drammatico fuori.

Dalla Sicilia alla Sicilia

A Palermo, però, è pronta una nuova ripartenza. “La morte di un padre è un evento devastante a qualsiasi età, ma quando si è così giovani come Filippo la sofferenza si acuisce”. Racconta Francesco Cinà, storico coach di Roberta Vinci, che per tre anni ha allenato il lombardo al Cinà Tennis Institute insieme a Francesco Aldi. “Filippo mi ha chiesto aiuto – continua Cinà – dopo che Aldi ha scelto di trasferirsi a Roma. Roberto Marcora ha seguito ‘Aldino’, mentre Baldi ha scelto di ripartire ancora una volta da Palermo e ha deciso di farlo insieme a me. Non potevo certo dirgli di no. Le potenzialità sono notevoli e speriamo che il 2020 riporti il ragazzo a giocarsela di nuovo con i migliori”.
Come e dove si sta svolgendo la preparazione invernale?
“In questi giorni siamo a Roma, alla Polisportiva Palocco, dove Filippo si sta allenando insieme al suo grande amico Fabio Fognini. La preparazione è iniziata da pochi giorni poiché Baldi ha giocato parecchi tornei a fine anno, nonostante fosse abbastanza cotto, per poter entrare nelle qualificazioni degli Australian Open. Inoltre è giunto sino all’ultimo atto, poi conquistato insieme ai suoi compagni del Selva Alta, della Serie A1. Seguirò Filippo nei tornei costantemente, soprattutto nei primi mesi dell’anno. Partiremo a breve per l’Australia per poi disputare il challenger di Bangkok e tornare successivamente in Europa”.

Dopo la lunghissima e proficua collaborazione con Roberta Vinci sei dunque tornato in pista.
“Non lo avrei mai fatto se non per Filippo, che merita di essere seguito al meglio per mille ragioni. Ma non parlerei di un mio ritorno a tempo pieno nel circuito. Solamente un giocatore potrà farmi viaggiare nuovamente per undici mesi all’anno e sarà, nel caso, mio figlio Federico (tra i migliori junior d’Italia, ndr)”.

Hai parlato di potenzialità per Baldi. Quali sono?
“La certezza è che il suo tennis può valere posizioni importanti. In un percorso tennistico le variabili, fisiche e psicologiche, sono molteplici e ‘Filo’ lo ha imparato purtroppo sulla sua pelle. La morte del papà è stato un colpo ovviamente durissimo che il ragazzo si è portato dietro a lungo. Credo che Baldi abbia grandi potenzialità fisiche e tennistiche per poter scalare nuovamente il ranking Atp e puntare a raggiungere ottimi risultati”.

Manca qualcosa a livello di tennis per il salto di qualità?
“Parliamo di un giocatore molto completo tecnicamente e abile tatticamente, ma è ovvio che ci sia da lavorare. Il tempo per farlo, durante una stagione, è sempre poco, ma incentreremo molti allenamenti su servizio e risposta. Tatticamente dovrà essere maggiormente aggressivo e prendere la rete, anche perché Filippo gioca benissimo al volo”.

Mentalmente, che lavoro farete?
“L’aspetto psicologico è fondamentale e deve crescere molto sotto questo punto di vista. Cerco di parlare tanto con Filippo, per fargli capire che gli obiettivi devono essere a lungo termine. Ha giocato match ad alto livello con avversari molto forti, esaltandosi e tirando fuori ogni briciolo di energia; mentre quando scende di categoria a volte si adagia, perde incisività e si mette addosso tanta pressione. Non ha ancora la totale consapevolezza di poter giocare a livello Atp, ma credo sia solamente questione di tempo”.

Su che superficie credi possa trovarsi meglio?
“Se Filippo dovesse scegliere il campo dove giocare il match della vita credo sarebbe in terra battuta. Sul ‘rosso’ può lottare, correre, tirar fuori tutte le sue grandi doti atletiche e di grinta. Migliorando servizio e dritto potrà ottenere risultati notevoli anche sul veloce, come tra l’altro già accaduto sporadicamente in questi anni”.

Cosa pensi del grande momento del tennis maschile italiano?
“Credo stia accadendo ciò che è avvenuto negli anni d’oro con Schiavone, Pennetta, Vinci ed Errani, che si sono tirare la volta l’un l’altra. Il traino attuale è straordinario per i ragazzi. Non credo sia un caso che il miglior anno di Fabio Fognini sia giunto tra le due semifinali Slam di Cecchinato e Berrettini. La crescita del movimento è evidente ovunque, soprattutto nelle scuole tennis”.

Cioè?
“Il numero dei ragazzi che praticano tennis è aumentato, non solo a causa dei risultati di Fognini, Berrettini, Sinner e compagnia, ma anche per la visibilità data al nostro sport da Supertennis Tv. È un momento fantastico e bellissimo da vivere, anche se c’è l’altra faccia della medaglia”.

Quale sarebbe?
“I genitori. Alcuni iniziano a ritenere la strada verso il successo tennistico meno complicata di quanto invece sia. Vedono il nostro sport come la futura professione dei loro figli, senza conoscere le infinite insidie e difficoltà che il tennis professionistico nasconde”.

Difficoltà che non sembra aver incontrato Sinner. Cosa pensi di Jannik?
“Scherzando ho detto a mio figlio: ‘non lo guardare Sinner’. Questo fa smettere tutti, è di una categoria superiore. Jannik è qualcosa di unico, straordinario. L’elemento che maggiormente impressiona è la capacità di apprendimento. Un esempio lampante è il servizio, che dal challenger vinto a Bergamo a oggi è diventato un colpo letale. Dove può arrivare? Molto molto in alto. L’impressione è che sia davvero un predestinato”.

Tornando a Baldi, dove può arrivare?
“Difficile a dirsi, ma ritengo che possa arrivare, entro non molto, tra i Top 80/100, per poi puntare ancora più in alto. Per prima cosa dovrà ritrovare la giusta tranquillità in campo, il resto verrà da sé, perché Filippo a tennis gioca proprio bene”.
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