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Campioni next gen

Jack Draper, l'erede di Murray?

Il giovane britannico è tra i candidati a raccogliere il testimone dallo scozzese per salvare il futuro del tennis di Sua Maestà. Tra gli juniores ha già lasciato il segno, adesso lo si attende al salto nei pro

di | 23 dicembre 2019

Jack Draper

“Andy Murray che batte Novak Djokovic nella finale di Wimbledon 2013? Ero lì, sul Centre Court, a seguire un evento storico e un giocatore magnifico. Quel match è stato ed è ancora una grande fonte di ispirazione”. Musica e parole di Jack Draper, 18 anni appena compiuti e volto nuovo del tennis britannico. Considerato in patria l’erede di Sir Andy, il nativo di Sutton ha raggiunto ottimi risultati a livello junior, culminati con la finale a Wimbledon e il numero 7 al mondo under 18. Alla prima stagione tra i professionisti Draper si è spinto sino al numero 337 Atp (best ranking n.316) e si appresta a vivere un 2020 da protagonista. Mancino dal tennis brillante, il giovanissimo britannico vanta un rovescio bimane (in particolar modo incrociato) che già oggi vale il prezzo del biglietto. Sarà proprio Jack l’erede di Murray?

Il tennis nel destino

Jack nasce a Sutton, importante cittadina a sud di Londra, il 22 dicembre 2001, da papà Roger Draper, Ceo della Lta dal 2006 al 2013, e mamma Nicki, ex promessa del tennis britannico, allenatrice e molto influente nella vita, tennistica e non, del giovane inglese. Jack cresce a Leatherhead, un paesino di 10.000 abitanti nel contea del Surrey, dove prende in mano la prima racchetta da tennis da piccolissimo.

“Come ho iniziato a giocare? - racconta Draper -. Semplice: mia madre insegnava in un’accademia a Sutton e, non potendo lasciarmi a casa, mi portava con sé. Era inevitabile che iniziassi a giocare per ore e ore. Credo che il mio percorso fosse segnato da sempre. Già a 11 anni ero consapevole e felice di quella che sapevo sarebbe stata la mia vita”. Oltre a mamma Nicki, a dare un grande input alla crescita di Jack è stato il fratello maggiore Ben, attualmente ottimo giocatore a livello NCAA alla University of California e sempre prodigo di consigli.

Thiem come modello

Jack ottiene ottimi risultati a livello giovanile, prima in campo nazionale e poi internazionale, culminati nella bellissima finale raggiunta a Wimbledon Junior nel 2019, ultimo torneo under 18 disputato in carriera. A Londra, Draper vince una semifinale incredibile, terminata 19-17 al terzo set contro il colombiano Nicolas Mejia, per poi incappare nella sconfitta contro Chun Hsin Tseng, bravo a imporsi 6-1 6-7 6-4.

La delusione della sconfitta viene mitigata da un messaggio che arriva poche ore dopo sul cellulare di Jack: “Keep up the great work”. Firmato, Andy Murray. Nel corso della stagione 2019 il britannico classe 2001 gioca molto a livello professionistico, prendendosi il lusso di sconfiggere ottimi avversari quali Donald Young e Jack Sock nel challenger di Fairfield. La fonte di ispirazione è certamente Murray, ma il tennis che Draper studia di più, da anni, è un altro. “Seguo Dominic Thiem da quando disputava l’Orange Bowl ed era, a livello pro, fuori dai Top 500. L’ho sempre ammirato molto, cercando di carpirne i segreti, seguendo gli allenamenti e guardando tutti i suoi match in televisione o su Youtube”.

Fiducia e consapevolezza

Il passaggio al professionismo è traumatico sotto il profilo tennistico, e un infortunio mina le certezze, tecniche e fisiche, del giovane Draper. “Mi sono rotto un dito della mano – spiega – e, nel periodo in cui sono rimasto lontano dal campo, sono cresciuto in altezza di qualche centimetro (oggi è alto 1.91; ndr). Al mio ritorno all’attività agonistica ho fatto un po’ di fatica a ritrovare certezze, ma ora mi sento decisamente bene. So che arrivare in alto non sarà semplice ma, allo stesso tempo, conosce le mie qualità e credo di poter riuscire a raggiungere grandi risultati. Penso che il mio futuro nel tennis sarà bellissimo e non vedo l’ora di viverlo”.

A seguire Jack è coach Ryan Jones, tecnico di ottima esperienza e qualità, già allenatore in passato di molti talenti britannici tra cui Kyle Edmund. Il tennis di Draper è moderno, potente, adatto a ogni genere di superficie. Rovescio bimane con poca rotazione e dritto classico mancino, che Jack può giocare sia carico di top spin che piatto alla ricerca del vincente. Nei pressi della rete non si trova affatto male e vanta un ottimo servizio. Tennista moderno per eccellenza, si candida a un ruolo di grande protagonista nella Next Gen targata 2020. E chissà che, tra poco meno di un anno, non possa partecipare alle Finals Under 21 di Milano.

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