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Tattica e mental game

L’ansia non è un difetto

Se vi capita di provarla durante un match non bisogna preoccuparsi: si può provare a viverla come una potenzialità. È importante cercare di non pensarci, non darle importanza e imparare una semplice tecnica di respirazione che aiuta a scacciare la tensione

di Umberto Longoni | 04 dicembre 2019

Se vi capita di provare ansia prima o anche durante un match, non preoccupatevi, perché non è un limite, un handicap o un difetto: va vissuta come una potenzialità.

L’ansia infatti è una normale risposta all’organismo e della mente che si preparano simbolicamente alla lotta. Senza alcuna emozione fisica e psicologica, correreste il rischio di affrontare la partita privi della necessaria tensione agonistica.

Cosa fare con l'ansia?

Tuttavia l’ansia ha una brutta caratteristica: più ci pensate, più la notate, più cresce. Si potrebbe dire che ci sia qualcuno molto bravo nel fabbricare ansia e talvolta ne fabbrica troppa.

Allora, che cosa fare? Sarebbe opportuno utilizzare una tecnica di rilassamento (come ad esempio il training autogeno come fanno molti atleti) con cui allenarvi mentalmente con frequenza quotidiana e poi da impiegare nell’imminenza del match.

Comunque sarebbe importante imparare delle semplici respirazioni che stemperano l’ansia, da usare prima di entrare in campo e anche durante il match.

I respiri del drago

Ho chiamato questo tipo di respirazione, respiri del drago. Sono molto facili:

  • inspirate lentamente dal naso, immaginando che entri dentro di voi aria azzurra, aria pulita e che tale aria sia la calma;
  • trattenete per qualche secondo l’aria nei polmoni;
  • espirate lentamente dalla bocca, immaginando che esca fumo, nebbia grigia e che tale aria sia l’ansia, la tensione che se ne vanno.

Quattro o cinque di queste respirazioni sono sufficienti. Invece tra un punto e l’altro potete farne una o due: servono anche a regolare il ritmo respiratorio, se è affannato, e a prepararvi mentalmente al punto successivo.

Cosa e come pensare

Comunque è molto importante anche che cosa e come pensare:

  • mentre giocate, evitate di concentrarvi sull’ansia che provate, altrimenti perderete di vista il match;
  • se l’ansia fosse parecchia, consideratela una sgradevole compagnia ma disinteressatevene. Assegnatele la medesima importanza che dareste a un piccolo dolore fisico che vi accompagna, ma continuate a focalizzarvi sulla partita;
  • in questo modo, a un certo punto, vi sorprenderete nel sentirvi più calmi e tranquilli, perché durante il match l’ansia sparisce quando non le si dedica più attenzione.

In sostanza, ricapitolando:

  • Non è l’ansia in sè che può farvi perdere la partita: è il pensare d’averla e il lottarci contro che consuma e fa sprecare energie.
  • Accettare le emozioni (anziché respingerle e lottarci vanamente contro) aiuta in qualche modo a superarle o a far sì che non influenzino troppo negativamente la prestazione