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L'angolo dell'insegnante

Il successo del tennis formato bambino (parte 2)

L’introduzione di campi e racchette più piccole, e di palline depressurizzate, ha reso più facile il tennis per i più piccoli, aumentandone l’entusiasmo e creandone un ambiente più divertente. Anche il loro stile di gioco si è avvicinato di più a quello dei grandi. Con buona pace degli scettici.

di Allison Goldman* - Courtesy of PTR | 30 novembre 2019

Il successo del tennis formato bambino: parte 1

Studi dimostrano che, nel tennis dei più piccoli, i giorni dei pallonetti sono ormai contati. Questo modo di giocare era particolarmente popolare soprattutto tra i tennisti più giovani.

Poiché tutte racchette avevano una lunghezza prescritta di 68,5 cm e si giocava in un campo grande (regolamentare), per i più giovani era praticamente impossibile giocare una palla veloce, imprimere rotazioni, prepararsi il punto o adottare una tattica. Il colpo migliore era giocare una palla lenta ed alta, senza nessuna tattica di gioco. Così si giocava perlopiù a chi sbagliava meno…

Dall’introduzione del Tennis 10&Under i ragazzi di 9-10 anni che giocano su un campo arancione (17,77 m), hanno cominciato ad imitare il gioco dei campioni. Possono prepararsi il punto, servire veloce o con rotazione, giocare in topspin e slice e, in alcuni casi, andare addirittura a rete.

Perché soprattutto questo ultimo fattore è così importante? Il fatto che ora i giovani abbiano meno timore ad scendere a rete è strettamente correlato alle dimensioni ridotte del campo da gioco. In un campo normale un giovane di 10 anni probabilmente non andrebbe a rete, perché con molta probabilità perderebbe il punto.

L’avversario per vincere il punto dovrebbe solamente essere in grado di giocare un passante mediocre o un pallonetto. Le dimensioni del campo e del bambino non sono assolutamente proporzionate l’una all’altra. L’altezza ridotta del bimbo lascia troppo spazio laterale per un passante.

Un campo lungo 17,77 metri consente invece di imparare un gioco a tutto campo. Negli anni a venire anche il Serve & Volley potrebbe perciò festeggiare un tanto atteso ritorno.

Tuttavia la domanda scottante è: perché l’introduzione di campi di dimensioni ridotte e di attrezzature adatte ai bambini – che ha già riscosso così tanto successo nei programmi 10&Under – provoca ancora così tanto scetticismo, sebbene in altri sport abbia già riscosso così tanto successo e sia diventata ormai la normalità?

Dopo tanti anni di insegnamento tradizionale chi insegna il tennis probabilmente ha paura di cambiare, mentre i genitori forse non comprendono ancora perché queste progressioni hanno un’importanza così elevata per lo sviluppo futuro. Genitori ed allenatori scettici hanno perciò bisogno di essere guidati e supportati per poter comprendere appieno gli obbiettivi ed il successo dei programmi 10&Under.

Nell’ambito della presentazione dei programmi giovanili sarebbe bene fornire ai genitori le informazioni necessarie a comprendere cosa li aspetta. Qui è estremamente importante giocare d’anticipo e parlare per tempo con i genitori. I genitori dovrebbero anche seguire una partita su un campo rosso, o, ancora meglio, su un campo arancione, giocata da giocatori esperti.

Ciò potrebbe fornire loro un quadro chiaro e completo della progressione rosso, arancione, verde e giallo. Bambini che giocano su un campo arancione sono poco più vecchi di quelli che giocano su un campo rosso. Ma la differenza nel gioco è evidente.

Questa è la fase in cui i bambini cominciano a mostrare aspetti del gioco a tutto campo. Solo pochi anni fa ciò sarebbe stato impensabile ed i genitori saranno felici di questa evoluzione.

La massa deve essere informata, in modo che quei genitori ed allenatori ancora scettici si impegnino al 100% nel Tennis 10&Under. Le cifre non mentono. La partecipazione degli Under 10 al tennis cresce, come anche il numero di bambini che continuano a praticare il tennis.

I circoli tennis che hanno implementato i programmi 10&Under hanno sempre più iscritti ai loro corsi. Questi bambini sono entusiasti e vogliono continuare a giocare. Anno dopo anno. Guardano in avanti per riuscire a raggiungere il prossimo livello del loro sviluppo. Ora giocano più bambini che mai! E si divertono!

* PTR Certified Professional in 10&Under, Allison Goldman è coordinatrice dello sviluppo dei giocatori nell’USTA. Ha giocato tornei giovanili ed in seguito per l’Università di Bingham. Allison ha allenato rappresentative scolastiche e bambini Under 10.

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Parte 2 – Allenare capacità mentali
Parte 3 – Migliorare la focalizzazione nei giovanissimi
Parte 4 – Allenare le visualizzazione: così si può
Parte 5 - Combattere la paura? Ecco come