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Le regole del gioco

Chi urla troppo forte può perdere il punto

Il “grunting”, cioè quegli urlacci tirati in campo mentre si colpisce la pallina, possono essere puniti quando sono eccessivi e prolungati. All'inizio venivano sanzionati come “disturbi involontari”, ma poi le cose sono cambiate

30 ottobre 2019

Come ci si comporta in caso di grida che accompagnano i colpi. Sono disturbo o no? Fino a quanto è consentito? E se queste grida fossero lunghe, vale a dire mantenute oltre il momento d'impatto della palla e addirittura fino a quando colpisce l'avversario? Sono domande che chi gioca tornei, a tutti i livelli, si è posto almeno una volta. E allora analizziamo insieme, e diamo una risposta, all'interessantissimo caso segnalato da un nostro lettore, il signor Salvo Di Benedetto.

Il fenomeno “Grunting”

Qualche anno fa, soprattutto a livello internazionale, si prestava molta attenzione ai casi di disturbo provocato da suoni o piccole grida emessi dai giocatori e a dire la verità soprattutto dalle giocatrici, nell'azione di colpire la pallina. Questo fenomeno viene definito come “grunting”.
Quest'aspetto veniva particolarmente preso in considerazione anche perché talvolta poteva accadere che i rumori eccessivi potessero arrecare fastidio a quei giocatori che stavano disputando partite su campi adiacenti. Ma soprattutto, come è ovvio che sia, perché gli avversari o le avversarie di turno di chi si “esibiva” in questa pratica si sentivano particolarmente disturbati. Specie in quei casi in cui le grida, emesse in maniera molto prolungata, arrecassero disturbo nel momento in cui l'avversario impattasse la pallina.
Inizialmente queste urla venivano trattate come disturbo involontario (cioè come una palla caduta inavvertitamente dalla tasca o dal cappellino) e quindi implicavano la ripetizione del punto alla prima occasione e, successivamente, la perdita del punto per “l'urlatore”.

...a disturbo volontario

Con l'andare avanti nel tempo, però, si è arrivati a tollerare senza grossi problemi i vari suoni e i gridolini emessi dai giocatori e dalle giocatrici, a meno che essi non fossero così prolungati da arrecare disturbo all'avversario nell'atto di colpire la pallina: questi ultimi, infatti, adesso vengono trattati, in particolare nei tornei Wta, come casi di disturbo volontario che implicano direttamente la perdita del punto.
Inutile dire che il confine tra le due fattispecie è come sempre molto sottile, e le situazioni vanno trattate caso per caso e con molta attenzione: fortunatamente casi di “grunting” prolungato sono diventati molto rari, ma ciò non significa che la regola da applicare non ci sia, come in effetti abbiamo visto.

 

* Testo a cura di Alessandro Saini