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Tecnica e stili di gioco

Così 'bimani', così diversi: il rovescio alla Rafa o alla Nole?

C'è il rovescio ad azione unita, con gli arti superiori estesi, come lo gioca Nadal. E poi c'è quello ad azione multipla, che a sua volta si differenzia in due e che è quello di Djokovic. Vediamo che cosa cambia e come si riconoscono

di Gennaro Volturo | 28 ottobre 2019

Nel tennis moderno è possibile distinguere almeno tre modalità esecutive del rovescio bimane, che rendono conto dell’elevato indice di variabilità di tale abilità tecnica. Vediamoli nel dettaglio.

Braccia distese, alla Nadal

Questa prima tipologia si caratterizza per l'utilizzo di entrambi gli arti superiori distesi nella fase di impatto. Tale meccanica esecutiva è propria di chi adotta una presa prossima alla eastern di rovescio nella mano inferiore, e una eastern di diritto nella mano superiore.

Rafael Nadal (strong continental grip nella mano inferiore) attualmente è uno dei pochi interpreti del cosiddetto “rovescio bimane ad azione unita” in cui gli arti superiori distribuiscono equamente le dominanze durante la fase di accelerazione con una biomeccanica molto simile a quella del rovescio a una mano.

Come svantaggio dobbiamo registrare eventuali difficoltà nell’applicazione della forza, dovute alla lunghezza delle leve prodotte a seguito dal movimento di estensione orizzontale degli arti superiori. Da qui lo scarso utilizzo di tale meccanica per quanto concerne il tennis femminile.

In passato Borg, Connors, Wilander, Agassi, Kafelnikov sono stati tra i migliori esecutori della suddetta tipologia di rovescio a due mani.

Flesso & disteso, come Nole (o Andy)

La seconda tipologia di rovescio bimane, definibile ad azione multipla, l'arto destro è flesso e l'arto sinistro è disteso nella fase di impatto. Per beneficiare al meglio di tale modalità è opportuno adottare una presa continental nella mano inferiore (vedi Djokovic e Murray) e una eastern di diritto nella mano superiore.

Ma soprattutto è fondamentale colpire la palla con una buona distanza laterale controllando i gradi di libertà di movimento del tronco, affinché il gomito dell’arto dominante (il sinistro per i destrimani) possa estendersi durante la fase di impatto garantendo la produzione di accelerazione lineare.

Tale biomeccanica è la più funzionale a favorire una combinazione tra velocità angolare e lineare ma richiede un elevato livello di coordinazione affinché gli arti superiori in pochi millisecondi possano differenziare le azioni di flessione orizzontale (arto non dominante) ed estensione orizzontale (arto dominante)

E a braccia flesse, come faceva Ferrer

Anche in questa variante, a differenza della prima modalità e come nel rovescio bimane ad azione multipla, entrambi gli arti superiori sono flessi nella fase di impatto. Tale modalità esecutiva è propria di chi adotta una presa prossima alla eastern di diritto nella mano inferiore e una eastern/semi-western di diritto nella mano superiore.

Un ottimo esempio era il rovescio proprio di David Ferrer, indimenticabile racchetta iberica ritiratasi dalle scene da qualche tempo. Questa tipologia di colpo comporta una dominanza prodotta prevalentemente dall’arto sinistro con una meccanica molto simile a quella del diritto.
Con gli arti superiori flessi, il momento di inerzia è piuttosto ridotto e ciò garantisce maggiore torsione del tronco durante la fase di accelerazione e notevoli benefici per quanto concerne l’applicazione della forza rispetto al rovescio bimane ad azione unita. Non a caso tale biomeccanica è molto ricorrente nel tennis femminile.