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Tecnica e stili di gioco

Il diritto si fa in 3: tutto sulle impugnature

Eastern, semi-western e western, sono le principali distinzioni che si fanno in termini di “prese” durante l'esecuzione del colpo. Nel gioco moderno (e non solo) incidono in maniera rilevante. Vediamo come...

di Gennaro Volturo * | foto Getty Images | 23 ottobre 2019

* I.S.F. R. Lombardi

Tra le componenti che giustificano la variabilità tecnica del diritto, una delle più rilevanti è l’impugnatura. In primo luogo è opportuno evidenziare come la funzione principale del grip sia quella di favorire un corretto orientamento della racchetta nella fase di impatto determinando in tal modo una posizione di forza del polso. Inoltre una presa adatta necessariamente è da associare alla libertà di movimento della mano che è fondamentale per incrementare la velocità prodotta dall’attrezzo. A tal riguardo più che la tipologia di presa, è di grande importanza che il tennista riduca la pressione delle dita sul manico in modo tale da eseguire l’abilità tecnica con un livello di decontrazione che possa garantire fluidità di movimento e conseguentemente una maggiore accelerazione. È possibile distinguere almeno tre impugnature che incidono in maniera rilevante sulle differenze biomeccaniche presenti nel diritto moderno.

La presa eastern

È sicuramente la presa più adatta all’esecuzione del diritto in tecnica di base. Il palmo della mano infatti è disposto lateralmente rispetto al manico della racchetta favorendo un naturale allineamento dell’attrezzo alla palla. Con tale impugnatura sono piuttosto ridotti i gradi di libertà di movimento della mano e ciò favorisce la produzione di accelerazione lineare limitando però la complessità di palla. Non a caso pochi tennisti professionisti utilizzano ancora un grip eastern di diritto. Ciò nonostante, il diritto più veloce di sempre (177 km/h) è di Juan Martin Del Potro (immagine qui a fianco) che, attraverso una presa eastern, riesce a enfatizzare la traiettoria orizzontale della racchetta riducendone il movimento in direzione verticale. Con tale grip la massima espressione di forza si ottiene colpendo all’altezza dei fianchi e ciò comporta l’esigenza di assumere una posizione piuttosto avanzata nell’intento di favorire l’impatto nella prima fase ascendente della palla. Infine è importante evidenziare come il diritto eseguito con presa eastern sia caratterizzato dalla progressiva estensione del gomito durante la fase di accelerazione da cui deriva una limitazione della torsione del tronco.

La presa semi-western

Con la presa semi-western di diritto, come quella di Andy Murray (immagine qui a fianco) il palmo della mano è disposto lateralmente ma in parte anche sotto il manico della racchetta favorendo una maggiore deviazione radiale e ulnare della mano e conseguente facilità nella produzione di rotazione in top-spin. Durante la fase di accelerazione il gomito è piuttosto flesso (tennisti come Nadal e Verdasco in tal senso rappresentano un’eccezione) e ciò comporta una notevole torsione del tronco e l’intervento della rotazione interna del braccio attorno alla spalla come una delle principali componente di spinta. Inoltre il naturale movimento di pronazione dell’avambraccio associato a tale presa, favorisce l’inclinazione verso il basso dell’attrezzo nella fase di impatto che è una delle condizioni fondamentali per velocizzare la racchetta attraverso l’intervento dei flessori della mano. Il punto di impatto ideale è più elevato rispetto alla presa eastern mentre è coincidente in termini di profondità vale a dire in linea con il piede anteriore.

La presa western

Con la presa western di diritto il palmo della mano è disposto sotto il manico, come nel caso di Nick Kyrgios (immagine qui a fianco) e tale assetto comporta notevoli difficoltà nell’applicazione della forza e non a caso si consiglia l’utilizzo di tale impugnatura non prima della fase di specializzazione. Molti tennisti professionisti riescono attraverso il grip western a produrre un’elevata velocità della racchetta attraverso una combinazione di “momentum angolare” generato dal tronco, intrarotazione del braccio e deviazione ulnare della mano. Per contro, durante la fase di accelerazione l’angolo di flessione del gomito è particolarmente accentuato e ciò può limitare la traiettoria orizzontale dell’attrezzo rendendo “l’arco dello swing” troppo severo. Inoltre i maggiori gradi di libertà di movimento della mano se da un lato incidono in misura rilevante sulla produzione di complessità di palla, dall’altro possono comportare difficoltà nel contenere l’ampiezza del movimento di preparazione e tale aspetto didattico è particolarmente evidente nel tennis giovanile. La presa western può rappresentare una buona soluzione per i tennisti di statura non molto elevata in quanto consente di applicare forza all’altezza delle spalle anche se ciò spesso comporta l’esigenza tattica di assumere una posizione piuttosto arretrata incidendo in maniera significativa sullo stile di gioco.

La parola: grip

Con il termine grip si intende la presa della mano sul manico della racchetta. Se usato in riferimento ad attrezzatura e materiali può riferirsi alla copertura sintetica o di cuoio che si appone ai manici delle racchette per migliorarne la presa. Letteralmente, dall'inglese, per l'appunto: “presa”.