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Tecnica e stili di gioco

Servire alla Berrettini o alla Federer?

La posizione dei piedi, la torsione del tronco, l’inclinazione delle spalle e la trophy position: esistono degli elementi di variabilità tecnica che definiscono modelli individuali dei movimenti al servizio. Ecco i principali

di Gennaro Volturo | 15 ottobre 2019

Comparando la meccanica esecutiva dei top players si può rilevare come siano presenti diversi elementi di variabilità tecnica che consentono di definire dei modelli individuali di movimento. Ciò rende conto di come uno dei compiti principali della biomeccanica sia quello di adattare i principi della meccanica alle caratteristiche individuali dell’atleta tenendo conto della sua capacità di forza, della lunghezza delle leve corporee, del grado di mobilità articolare. Prendiamo in considerazione alcune variabili tecniche che sono in parte correlate alla tipologia di giocatore.

Foot back e foot up, cosa cambia

La tecnica del “foot back” (il tennista serve senza avvicinare i piedi) consente di produrre maggiore quantità di moto lineare in direzione orizzontale, mentre la tecnica del “foot up” (il piede posteriore si avvicina a quello anteriore nella fase di preparazione) consente di produrre maggiore quantità di moto lineare in direzione verticale.

Anche Nole col Foot back

Le statistiche indicano come i tennisti appartenenti alla categoria degli attacking players e dei contrattaccanti da fondo prediligano la tecnica del foot up con percentuali che si attestano attorno al 75% per gli attacking players (Anderson o Isner…) e attorno al 70% per i contrattaccanti da fondo campo (Schwartzman o Carreno Busta…).

Per quanto concerne gli attaccanti da fondo campo (Nadal o Djokovic ecc.) le percentuali sono quasi equidistribuite con una lieve prevalenza della tecnica del foot up. La percentuale è corrispondente circa al 55% dei tennisti presi in esame, compreso il nostro Matteo Berrettini.

Al contrario circa il 65% dei giocatori a tutto campo (Federer o Dimitrov) prediligono la tecnica del foot back. Infine per quanto concerne i tennisti serve and volley circa il 60% utilizza la tecnica del foot up.

La motivazione per cui i contrattaccanti da fondo campo prediligono la tecnica del foot up è associata all’esigenza di recuperare alcuni cm in altezza nella fase di impatto, mentre gli attacking players la prediligono perché effettuano un lancio di palla che è mediamente più avanzato rispetto alle altre tipologie di giocatori.

I tennisti che servono con la tecnica del foot back hanno invece maggiori benefici in termini di equilibrio e riescono solitamente a produrre una maggiore torsione del tronco in fase di preparazione. Contrariamente a quanto si possa pensare, la tecnica del foot back non è svantaggiosa per chi esegue il serve and volley in quanto essa consente di produrre un maggiore movimento di traslazione e non a caso è utilizzata da circa il 40% dei tennisti appartenenti a tale categoria.

I tennisti che servono con la tecnica del foot back riescono mediamente a produrre una maggiore torsione del tronco rispetto ai tennisti che servono con la tecnica del foot up. La maggiore torsione è favorita dall’ampiezza della base d’appoggio che garantisce più equilibrio e più facilità nel separare l’azione delle spalle da quella delle anche.

Al contrario i tennisti che servono con la tecnica del foot up mediamente producono una maggiore inclinazione delle spalle. Tale azione è favorita dall’estensione dell’anca anteriore che il più delle volte è posizionata all’interno del campo quando i piedi si avvicinano.

Pertanto alla luce delle statistiche evidenziate precedentemente si può rilevare come la maggior parte degli attacking player e dei contrattaccanti da fondo serva accentuando l’inclinazione delle spalle e disponendo l’anca davanti al ginocchio al termine della preparazione.

Se invece osserviamo tennisti come Federer o Djokovic si può rilevare come la tecnica del foot back garantisca un’azione più controllata dell’anca con il ginocchio che si dispone davanti alla stessa al termine della fase di preparazione.

L’ultimo elemento di variabilità tecnica che prendiamo in considerazione è la cosiddetta ‘trophy position’, che si riferisce alla posizione ideale che il tennista dovrebbe assumere al termine della preparazione. In realtà tale considerazione è valida soltanto per i tennisti che servono con un timing sincrono.

Al contrario per i tennisti che servono con un timing asincrono (vedi Karlovic o Anderson) la trophy position è una parte dinamica del movimento che deve essere associata non alla preparazione bensì alla fase di accelerazione della racchetta. Ciò equivale a dire che in presenza di un servizio eseguito con il timing asincrono i tempi di applicazione della forza sono maggiori in quanto è maggiore lo spazio di accelerazione dell’attrezzo.

Ne consegue una maggiore velocità di palla anche se tale meccanica esecutiva comporta più difficoltà per quanto concerne il timing esecutivo. I dati a disposizione dimostrano come la maggior parte dei tennisti che utilizzano tale tipologia di servizio non colpiscono la palla nella prima fase discendente del volo perché necessitano di più tempo per completare lo swing.

Questa è la motivazione principale per cui tale servizio è molto utilizzato dai tennisti di statura particolarmente elevata come gli attacking players.