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L'angolo dell'insegnante

Genitori da…. tennis: 5 modelli classici

Ogni coach o maestro di tennis che lavori in ambito giovanile deve avere a che fare con i genitori dei propri atleti e allievi. Ecco cinque tipologie differente e come... gestirli

di Matt Dektas * | 29 giugno 2019

* Matt insegna “tennis giovanile” da oltre 20 anni. Ha allenato centinaia di giocatori di college, tra cui 67 campioni di stato e dirige un programma tennistico per oltre 400 bambini e giovani. È autore di “The Perfect Tennis Parent”, un manuale per genitori di giovani agonisti

Courtesy of PTR - Un coach oggigiorno, se lavora con un giocatore di vertice, deve adempiere a molti compiti. La conoscenza della tecnica, la psicologia, la strategia e la programmazione dei tornei sono solo alcuni dei settori che un coach deve imparare a padroneggiare. Quando i giocatori maturano, un coach deve diventare anche un esperto di alimentazione, di allenamento in palestra e di reclutamento dei giocatori di college, per riuscire ad aiutare i propri giocatori anche oltre il loro diciottesimo anno d’età.

Una componente del lavoro giovanile, forse addirittura quella più importante, è il lavoro importante e impegnativo con i genitori degli atleti (vale anche per tanti professionisti). Che ti piaccia o no, la maggior parte dei grandi giocatori aveva genitori molto coinvolti, che sono stati un fattore determinante per il loro successo.

Dalle interviste con alcuni giocatori di altissimo livello ho imparato che non esiste solo una tipologia di genitori (o di rapporto coach-genitori) che è quella “giusta”. Dal rapporto rilassato di casa Federer o Isner, a genitori molto coinvolti come quelli di Michael Chang, a quelli eccentrici come Richard Williams, fino al controverso Yuri Sharapov – esiste una molteplice varietà di modi per educare un campione di tennis.
Dalle interviste con alcuni giocatori di altissimo livello ho imparato che non esiste solo una tipologia di genitori
Come coach ho anche imparato ad accettare qualsiasi tipo di genitore. Un primo passo per farlo è quello di scoprire con quale tipo di genitore hai a che fare. In questo articolo ho descritto cinque differenti tipologie di genitore.

1. Il genitore “perfetto”

Quando per il mio libro “I genitori perfetti del tennista” ho intervistato i coach, uno di essi, conosciutissimo a livello mondiale, mi disse che mi avrebbe aiutato volentieri, ma che il titolo del libro era un controsenso in termini. Anche se come coach la pensiamo spesso così, sono dell’opinione che i genitori perfetti per un tennista effettivamente esistono. Per definizione sono quelli che comprendono che il tennis è un veicolo per insegnare ai loro figli delle lezioni di vita. 

Forse è una definizione un po’ vaga, ma ho conosciuto genitori che durante tutta la carriera giovanile tennistica dei loro figli si sono concentrati su questo elementare concetto.

4 punti da tenere in considerazione

Gran parte degli altri genitori si fanno ammaliare dal fascino delle competizioni, dall’entusiasmo delle vittorie, dal tiramolla di riuscire a battere i vicini e dalla scienza dei risultati e delle classifiche. Come allenatore sono giunto il punto che ormai accetto nuovi giocatori in base alla tipologia dei loro genitori.

Ecco alcuni punti da tenere in considerazione, se cerchi di capire se hai a che fare con la tipologia 1 del genitore perfetto del tennista:

  • a. I genitori perfetti non devono avere sempre ragione! Questi genitori si riconoscono già da lontano, perché, come noi allenatori, desiderano anch’essi migliorare;
  • b. I genitori perfetti dovrebbero trovare attivamente il ruolo in cui possono supportare al meglio i loro figli e l’allenatore;
  • c. Questi genitori capiscono che il giocatore viene al primo posto e non sono interessati a mettersi in evidenza;
  • d. I genitori perfetti sono rispettosi. Capiscono che c’è bisogno di duro lavoro e di tempo da parte dell’allenatore e del giocatore. Ti trattano come qualsiasi persona ragionevole tratterebbe un mentore nella vita del proprio figlio.
Cerca questi genitori e collabora con loro. Ciò ti semplificherà la vita e renderà migliore il tuo allenamento

2. Papà (o mamma) sa tutto lui

Secondo la mia esperienza la maggior parte dei genitori d’oggi sono così, per vari motivi. Primo: la maggior parte dei giovani che giocano a tennis proviene da famiglie benestanti. E, tipicamente, queste famiglie hanno successo in vari ambiti. Talvolta questa tipologia di genitori reputa che questo successo sia sufficiente per essere degli esperti nello sviluppo di un giovane tennista.

Alcune abitudini comuni di questa specie sono decidere il numero di sessioni di allenamento dei propri figli, con chi devono giocare o i contenuti del programma di allenamento. Questa tipologia di genitore abitualmente trae conclusioni ed effettua valutazioni sullo sviluppo del giocatore ancora prima di aver parlato con l’allenatore. Questi genitori non sono interessati all’opinione dell’allenatore.

Rientrano dai tornei con un’infinità di informazioni su quello che hanno imparato dal match, nonchè una grande quantità di nozioni provenienti da altri genitori (che solitamente sono nel mondo del tennis da un paio di anni).

La tipologia del “Papà sa tutto lui” non è tuttavia completamente negativa. Spesso questi genitori sono molto coinvolti e faranno tutto il possibile (anche dal punto di vista economico) per promuovere lo sviluppo del proprio figlio, compreso viaggiare. Solitamente rispettano un allenatore molto motivato e ben organizzato, perché, per l’esperienza derivante dal proprio successo nella vita, riconoscono queste qualità come elementi importanti.

Per l’allenatore è estremamente importante garantire a questa tipologia molto diffusa di genitore un’elevata etica professionale e fornire un servizio di alto livello. Questo tipo di genitore sarà leale con te se mostrerai di avere competenze in questo campo. Inoltre, con queste qualità, sarà più semplice per te differenziarti da molti altri allenatori di tennis.

3. Il genitore-allenatore

Ho imparato ad amare la tipologia del genitore-allenatore. Da giovane allenatore non li sopportavo. Vengono direttamente in campo e mi rubano tempo per allenare il giocatore. Inizialmente la mettevo sul personale, se un genitore approvava o disapprovava ad alta voce, quando dicevo qualcosa al figlio.

Ma col passare degli anni ho imparato ad apprezzare molte qualità di questa tipologia di genitore. Innanzitutto perché molti di questi genitori hanno giocato ad alto livello e sanno bene, quanti sacrifici bisogna fare. Inoltre hanno una comprensione di massima su come comportarsi in un torneo e da atleta di alto livello.

È importante tenere presenti due elementi importanti quando si lavora con questi genitori: innanzitutto bisogna mettere da parte il proprio ego. Questi genitori cercano solo di aiutare i propri figli. Non valutare i loro consigli come un attacco personale al tuo operato in allenamento.

Secondo: è importante garantirsi l’aiuto di questi genitori per la strategia “dell’ambasciatore”. Soprattutto se i genitori sono stati buoni giocatori e sono molto interessati al tennis, è importante sviluppare un piano d’azione su chi deve fornire le informazioni. Così, per esempio, l’allenatore può occuparsi della tecnica. I genitori possono fornirgli idee e sottoporgli proposte, ma devono lasciare all’allenatore il compito di comunicarle all’atleta. Da parte sua l’allenatore può pregare i genitori di fornire al figlio nozioni caratteriali. In questo caso l’allenatore può stare in disparte e supportare queste informazioni.

Se ti riesce di sfruttare a tuo favore il genitore-allenatore, potrà solo essere di vantaggio allo sviluppo dell’atleta.

4. Il genitore che odia tutto e tutti

Il genitore che odia tutto e tutti fa parte dei racconti dell’orrore. Nella maggior parte dei casi è nell’interesse dell’allenatore e del circolo stesso chiedere a queste famiglie di cambiare circolo. Questi genitori riescono sempre a trovare il modo per portare drammi e negatività nella tua vita, in quella dell’atleta e spesso anche in quella di altre famiglie. Per quanto tempo tu investa nel loro figlio, questa tipologia di genitore ti confronterà in modo negativo con altri allenatori di successo, analizzerà te e i tuoi programmi in cerca di punti deboli e alla fine provocherà un vero cataclisma nel circolo. La cosa peggiore che può capitare è che tu abbia un ottimo rapporto con il loro figlio e l’abbia fatto diventare un buon giocatore.  A questo punto ti resteranno solo le seguenti alternative:

  • a. Ignora la negatività e fai del tuo meglio per l’atleta. Un nobile proponimento, destinato probabilmente a fallire. Genitori che si comportano in questo modo mandano messaggi terribili ai loro figli e possono portarli ad abbandonare il tennis, se non riesci a risolvere la situazione;
  • b. Fai capire all’atleta, in modo molto delicato, che i messaggi che mandano i genitori sono scorretti e stupidi. Questo è un compito molto difficile e delicato. Devi fare molta attenzione a non mettere il giovane contro i suoi stessi genitori;
  • c. Sii chiaro con i genitori. Parla con loro sin dall’inizio ed informali che un presupposto per entrare a far parte del programma è che i genitori siano un supporto positivo e reale al programma. Informali inoltre che come allenatore, il giudice sei tu, perché può essere un compito molto soggettivo;
  • d. Tronca il rapporto. Spesso sarà doloroso, ma alla fine, molto spesso, sarà la soluzione migliore per tutti.

5. Il genitore in cerca d’aiuto

Questo genitore vede nell’allenatore un aiuto. Non badano al rapporto allenatore-giocatore. Ti vedono come un ulteriore fornitore di servizi, come uno spazzacamini, un lucidascarpe o un clown a una festa di compleanno per bambini.

Questa tipologia di genitore sta diventando sempre più importante, perché la nostra società è sempre più piena di impegni ed i ragazzi vengono portati dalla lezione di pianoforte alla lezione di sostegno e poi al tennis. Non è sempre negativo incontrare un genitore di questo tipo, ma dipende da cosa vuoi tu come allenatore.

Avere consapevolezza

Devi essere ben conscio che questi genitori ti reputano assolutamente interscambiabile. L’intensità del tuo rapporto con il giocatore e la sua famiglia raggiungerà raramente o addirittura mai il grado richiesto per poter formare un campione. Inoltre dipende da cosa effettivamente desideri tu come allenatore. Anche se preferirei essere un vero allenatore o mentore, devo ammettere che nel corso degli anni, per alcuni dei miei allievi, spesso non sono stato altro che un fornitore di servizi. Tuttavia questi rapporti talvolta possono avere successo, sebbene si distacchino dal concetto dell’allenatore come modello.

In fin dei conti la consapevolezza di quale tipologia di genitore si tratti è un importante aspetto per riuscire a formare un buon team per la crescita con i genitori ed il giocatore. Come allenatore devi decidere quale tipo di rapporto è l’ideale per te. Se riuscirai a trovare quel rarissimo, ma incredibile tipo di genitore, cosiddetto “perfetto”, l’allenare diventerà più produttivo e potrà creare addirittura un rapporto che dura una vita intera!

Traduzione a cura di Bruno Mohovich