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L'angolo dell'insegnante

Lasciate giocare i vostri figli!

Una mini-guida per mamma e papà che racchiude i comportamenti da privilegiare e quelli da evitare nel lungo percorso dei tornei under, a qualsiasi livello. Ecco quale dovrebbe essere il ruolo dei genitori nel tennis giovanile

di Collin Braun * | foto GAME | 08 giugno 2019

* Collin è un PTR Professional, responsabile dell’USTA Junior Tennis Programm al Seacliff Country Club di Huntington Beach, Florida. Ha conseguito il dottorato in Teologia.

Roberto è impegnato in un match di una competizione a squadre cui assistono alcuni spettatori – tra cui anche alcuni genitori. Verso la fine del match Roberto non chiama out una palla dell’avversario che tutti gli spettatori, compreso suo padre, hanno visto nettamente fuori. Roberto non si rende nemmeno conto della sua mancata chiamata fino a quando non lancia un’occhiata a suo padre, che di nascosto gli fa cenno con la mano che la palla era fuori. Il comportamento del padre gli resta impresso e Roberto nel finale del match perde la sua concentrazione. Sa che, vincente o perdente, quando uscirà dal campo verrà interrogato e valutato sul proprio comportamento (errato).

Ciò che il padre di Roberto ha fatto sembra un errore grossolano. Non ha apostrofato suo figlio. Non è intervenuto sul punteggio, non ha definito l’avversario di suo figlio ‘un ladro’, né ha influito in alcun modo sull’andamento del match. Qualsiasi allenatore giovanile ricorderà sicuramente situazioni in cui alcuni genitori si sono comportati ben peggio di lui. Il padre di Roberto ha reso al figlio un cattivo servizio? Ha supportato suo figlio? Quale dovrebbe essere il ruolo dei genitori nel tennis giovanile?

Come insegnante di tennis, durante i sette anni in cui mi sono occupato delle squadre giovanili del mio club, sono stato testimone di una grande varietà di comportamenti ed atteggiamenti dei genitori. Alcuni genitori sono poco coinvolti e sono presenti a pochi match dei loro figli (talvolta anche a nessuno). Altri genitori invece presenziano a tutti i match. Altri ancora sono presenti addirittura durante gli allenamenti. Alcuni genitori sono molto rumorosi e sono spettatori entusiasti delle partite dei propri figli. Alcuni giovani non permettono nemmeno ai genitori di esserci, perché la loro presenza li innervosisce.

Come allenatore stimo quei genitori che desiderano essere coinvolti nello sviluppo tennistico dei propri figli. Ma contemporaneamente è importante che tutti gli interessati siano a conoscenza del ruolo preciso che dovrebbero avere i genitori.


Semplici spettatori, non partecipanti

I genitori naturalmente desiderano vedere il proprio figlio impegnarsi e, possibilmente, avere anche successo. Desiderano che i propri figli vengano trattati correttamente e si comportino correttamente nei confronti degli altri. Tutto bene finché il match per genitori e figli va per il verso giusto. Ma appena qualcosa va storto, i genitori si sentono spesso in dovere di intervenire. Può essere una cosa banale come il gesto del padre di Roberto. Ma può anche essere un fatto più grave, come, per esempio, correggere il punteggio o accusare l’avversario di imbrogliare.
Se i genitori intervengono, i figli non imparano a gestire il match da soli
Anche se i genitori pensano di riuscire a risolvere da soli una disputa, è importante che non lo facciano! Gli arbitri o gli altri ufficiali di gara, o i capitani nelle gare a squadre, possono e devono essere le uniche persone autorizzate a intervenire per risolvere una disputa tra giocatori. Se i genitori si immischiano, l’avversario potrebbe sentirsi intimorito dall’adulto e probabilmente non avrà il coraggio di sostenere il suo punto di vista. Ciò può diventare una tematica tra altri genitori che assistono al match e così un piccolo problema potrebbe diventare… grande.

Senso di responsabilità e autonomia

Mi ricordo di un match di quando avevo 14 anni. In quel match riuscii a giocare la palla con un effetto tale che, dopo aver passato la rete, ritornò nel mio campo. Diedi il punto al mio avversario, non sapendo che in realtà avevo vinto il punto. Il tennis si distingue da altri sport giovanili anche per il fatto che gli ufficiali di gara non sono in grado di controllare tutte le situazioni di gioco di tutti i campi. I tennisti devono perciò conoscere le regole, tenere il punteggio e giudicare le palle che rimbalzano vicino alle righe. Perciò quei giocatori che conoscono le regole si possono proteggere dalla creatività di coloro che non le conoscono.

È chiaro che i giocatori non sono in grado di imparare immediatamente tutte le regole o il comportamento corretto da tenere durante un match. Ma è ancora più importante che genitori e allenatori siano in grado di insegnare ai giovani come risolvere da soli dispute o conflitti. Se i giovani sono in grado di assumersi la responsabilità per le loro azioni e la loro performance, ciò può semplificare ai genitori il compito di essere semplici spettatori.
È importante che genitori e allenatori siano in grado di insegnare ai giovani come risolvere da soli dispute o conflitti in campo

LA GUIDA PER GENITORI IN 5 PUNTI

  • Rispettate l’avversario e il suo entourage

Un fattore di successo per rendere piacevoli e produttive le partite giovanili è di dare il benvenuto agli ospiti durante le partite in casa e di essere grati quando si gioca fuori casa. Nelle partite casalinghe è importante godere della reputazione di essere uno sportivo corretto e un ospite cordiale. Non dimenticare mai che le notizie sul tuo buon modo di lavorare non si spargeranno mai così velocemente come quelle su eventuali pessimi ospiti o su giocatori irrispettosi o che si comportano in modo stupido durante un match. Per le partite fuori casa vale in primo luogo la regola della puntualità! Una squadra o un giocatore che si presenta in ritardo costringe molte persone ad aspettarlo e fa slittare l’intero programma giornaliero.

  • Riducete le esultanze al minimo

In molte categorie giovanili l’esultanza per i giocatori in campo viene accettata, se i commenti sono positivi e non degenerano in coaching. Come allenatore so perfettamente che i genitori si entusiasmano facilmente e desiderano esultare per i propri figli. Ma spesso mi domando cosa prova l’avversario quando coglie tutta quell’esultanza, anche se è positiva. Spesso essa può irritare l’avversario e i suoi genitori. Perciò, in generale, è meglio ridurre l’esultanza al minimo, per evitare possibili conflitti.


  • Rendete speciale la giornata del torneo

Probabilmente i genitori non possono fare granché durante un incontro, ma possono invece fare tanto per rendere speciali le giornate dei match. Accompagnare la squadra a un incontro fuori casa, per esempio, è un bel gesto per fa capire ai vostri figli che siete interessati al loro sviluppo sportivo e inoltre questo gesto accresce il carattere di competizione a squadre. I genitori possono inoltre aiutare a controllare che i figli abbiano tutto il necessario per il match nel loro borsone, inclusa acqua, scarpe e vestiario appropriati, un ricambio pulito…

  • Niente ‘premi’

Pasti speciali o tradizioni pre-partita possono aiutare i giovani a trovare una buona routine per il loro incontro. Generalmente consiglio di non promettere premi per la vittoria di un match (un gelato, un ghiacciolo…), perché poi un match perso ha un sapore ancora più amaro. Ciò non significa che i genitori non possano festeggiare un’importante vittoria con un pomeriggio o una serata divertente.

  • Lasciate giocare vostro figlio!

Alla fine dei conti solo pochissimi giovani sono predestinati a raggiungere rapidamente un buon ranking nel tennis professionistico. Perciò i genitori che desiderano che i loro figli imparino a giocare a tennis come lezione di vita, dovrebbero ricordare che il tennis è allenamento, è divertimento ed è gioco. Se il tennis viene vissuto come un compito a casa (noioso, stressante, troppo difficile) gioia e divertimento vanno perduti. I genitori possono giocare un ruolo fondamentale nell’evoluzione tennistica dei loro figli. Possono scegliere il circolo e l’allenatore adatti ai loro figli. Possono aiutarli ad acquisire informazioni sugli avversari effettuando ricerche online. Possono aiutarli a rispettare i loro programmi di allenamento e di torneo.


In definitiva credo che la cosa più importante che possano fare i genitori quando i propri figli giocano un match è… lasciarli giocare!